Il palazzo reale di Fes, chiamato Dar el-Makhzen, non si visita: lo si ammira da fuori, dalla piazza degli Alaouites a Fes el-Jdid, dove sette porte di bronzo dorato incastonate di zellige e cedro intagliato formano una delle facciate piu fotografate del Marocco. Questa entrata spettacolare e pero recentissima: e stata costruita fra il 1969 e il 1971, mentre il palazzo stesso fu fondato nel 1276 dai Merinidi.
Lo scarto fra una facciata moderna e un complesso vecchio di oltre sette secoli e la chiave per capire cosa si sta guardando. Dietro le mura ocra si estendono circa 80 ettari di cortili, giardini, padiglioni e moschee che ogni sultano ha ritoccato a modo suo. Di tutto questo non vedrete quasi nulla, ma sapendo dove posare lo sguardo venti minuti davanti a quelle porte valgono molto piu di una foto ricordo. Ecco la storia del luogo, la lettura del suo decoro e tutto quello che serve per arrivarci: accesso da Bab Boujloud, ora giusta per fotografare, comportamento davanti alle guardie e collegamento con il mellah, che comincia a pochi metri.
In breve
- Il palazzo reale di Fes (Dar el-Makhzen) e una residenza reale tuttora in uso: gli interni sono chiusi al pubblico, si vede soltanto la facciata.
- Fu fondato nel 1276 dal sultano merinide Abou Youssef Yacoub, insieme alla citta reale di Fes el-Jdid.
- La gran parte degli edifici attuali risale alla dinastia alawita, fra il XVII e il XX secolo.
- Le porte dorate della piazza degli Alaouites sono state costruite fra il 1969 e il 1971 sotto Hassan II: sono creazioni nuove, non il restauro di porte antiche.
- Il complesso copre circa 80 ettari, cioe buona parte di Fes el-Jdid, iscritta insieme alla medina nel patrimonio mondiale UNESCO dal 1981.
- La spianata e uno spazio pubblico gratuito; calcolate dai 20 ai 45 minuti sul posto, di piu se fotografate.
- Il mellah, antico quartiere ebraico, costeggia la piazza: i due luoghi si visitano naturalmente insieme.

Dar el-Makhzen, il palazzo reale di Fes: che cosa e davvero
Il nome dice gia molto. «Dar el-Makhzen» significa «la casa del Makhzen». La parola makhzen indicava in origine un magazzino, il luogo dove si stoccava l’imposta in natura (l’italiano «magazzino» viene dalla stessa radice araba), e ha finito poi per designare l’apparato dello Stato marocchino: il sultano, la sua corte, la sua amministrazione, il suo esercito. Un Dar el-Makhzen non e quindi soltanto una dimora principesca, e storicamente la sede del potere. Ogni antica capitale imperiale del Marocco ha il suo, e quello di Fes e fra i piu vasti.
Non e un monumento immobile. Il palazzo resta una residenza in uso durante i soggiorni a Fes, e questa e la ragione, semplice e definitiva, per cui non vi si entra. Non esistono visite guidate ufficiali ne biglietterie, e chi vi promettesse «un accesso da una porticina» vi sta raccontando favole. Quello che si visita e la spianata davanti alle porte e, all’altro capo del complesso, i grandi spazi di parata chiamati mechouar.
Per capire la scala, tenete a mente un numero: circa 80 ettari. Il palazzo non e un edificio dentro Fes el-Jdid, e buona parte di Fes el-Jdid. I quartieri abitati, la Grande Rue, il mellah e i giardini pubblici si sono sistemati nei margini che il demanio reale lasciava loro. Se guardate una mappa del quartiere, la grande macchia senza strade al centro e lui. Per collocare questo quartiere nell’insieme della citta, la nostra pagina dedicata a Fes el-Jdid, la citta reale dei Merinidi completa utilmente questa.
Storia del palazzo reale di Fes, dai Merinidi agli Alawiti
1276: una citta-palazzo costruita accanto alla medina
A meta del XIII secolo i Merinidi hanno appena strappato il Marocco agli Almohadi. Il loro sultano Abou Youssef Yacoub ha bisogno di una corte, di una guarnigione e di un’amministrazione, e la vecchia medina di Fes el-Bali, densa e interamente edificata, non offre lo spazio necessario. Nel 1276 fonda quindi a ovest della medina una citta nuova e fortificata, chiamata dapprima Madinat al-Bayda, «la Citta bianca», che tutti finiranno per chiamare Fes el-Jdid, «Fes la nuova». Il palazzo ne e il cuore. L’UNESCO riassume quel programma ricordando che la citta nuova riuniva il palazzo reale, il quartier generale dell’esercito, le fortificazioni e quartieri residenziali.
Non si riesce a ricostruire con precisione la pianta del palazzo merinide: sette secoli di rimaneggiamenti l’hanno cancellata. Qualche elemento e comunque noto. La Grande Moschea di Fes el-Jdid, fondata anch’essa in quell’epoca, era collegata al palazzo da un passaggio privato che permetteva al sultano di raggiungerla senza attraversare la citta. A ovest la citta nuova era chiusa da mura merinidi, fino alle quali si estendono oggi i giardini Lalla Mina, creati molto piu tardi, nel XIX secolo.
L’acqua, ossessione dei sultani merinidi
Abou Youssef Yacoub muore nel 1286 senza aver terminato il grande giardino di delizie che progettava a nord della citta. Il suo successore Abou Yacoub Youssef lo completa nel 1287: e il giardino della Mosara, alimentato da un acquedotto che attingeva all’oued Fes grazie a una grande noria installata vicino a Bab Dekkakin. Il giardino e scomparso, ma deboli tracce dell’acquedotto restano visibili ai piedi del muro ovest del Nuovo Mechouar. E un dettaglio che quasi nessuno nota e che ricorda come questo quartiere, oggi tutto pietra, sia stato pensato attorno all’acqua.
1666: Moulay Rachid e la ripresa alawita
Dopo i Merinidi e poi i Saadiani, che preferiscono Marrakech, Fes attraversa decenni di disordine. Il fondatore della dinastia alawita, Moulay Rachid, prende la citta nel 1666 e rilancia subito i lavori. Nel 1671 fa allestire nella parte orientale del palazzo un immenso cortile rettangolare rivestito di zellige verde e imperniato su una grande vasca. Questo cortile, detto di Moulay Rachid, e delimitato all’estremita sud-est da un piccolo padiglione preceduto da un portico con colonne di marmo bianco. Un visitatore del 1922 lo descriveva come uno degli spazi piu belli del palazzo e raccontava che il sultano Moulay Abd el-Hafid vi aveva fatto galleggiare una piccola imbarcazione sulla vasca. Per alloggiare le sue truppe tribali, Moulay Rachid costruisce anche, a nord di Fes el-Jdid, la kasbah dei Cherarda.
XVIII e XIX secolo: mechouar, giardini e padiglioni
Quasi tutti i sultani successivi lasciano il loro segno. Moulay Abdallah (che regna a intermittenza fra il 1729 e il 1757) fa costruire una grande moschea e una necropoli dinastica nel quartiere che porta oggi il suo nome. Mohammed ben Abdallah (1757-1790) edifica Dar Ayad el-Kebira, uno dei corpi di fabbrica piu imponenti del recinto; alcune fonti gli attribuiscono anche la creazione dei due mechouar settentrionali, altre li datano a un periodo piu tardo. Moulay Abderrahmane (1822-1859) realizza il vasto mechouar di Bab Bou Jat, quattro ettari a nord-ovest di Fes el-Jdid, tracciato da un ufficiale del genio, Abd al-Rahman de Saulty. Lo stesso sultano crea, a ovest del palazzo, i giardini Lalla Mina e la moschea omonima, e fonda una biblioteca del palazzo.
Hassan I, il grande costruttore
Il regno di Moulay Hassan I (1873-1894) da al palazzo buona parte dell’organizzazione attuale. Il sultano spinge il recinto verso nord fino alla porta sud del Vecchio Mechouar, che diventa l’ingresso principale, anche a costo di deviare la strada maestra del quartiere. Crea un vasto cortile interno ad arcate, un «mechouar interno» dove avevano sede fra l’altro il tribunale (mahkama) e il cadi di Fes el-Jdid. Questo cortile si incunea fra la Grande Moschea e la madrasa di Fes el-Jdid, fondata nel 1320 dal sultano merinide Abou Said, che si ritrova cosi inglobata nel palazzo.
A nord di Bab Dekkakin, Hassan I realizza il Nuovo Mechouar e, sul lato ovest, fa costruire nel 1886, con l’aiuto di ufficiali italiani, una manifattura d’armi: Dar al-Makina. E sempre lui a collegare per la prima volta Fes el-Jdid e Fes el-Bali con un corridoio fortificato, e a controllare i giardini di Jnan Sbil e residenze estive come Dar Batha, oggi museo. I suoi successori proseguono sulla stessa strada: Moulay Abd el-Aziz (1894-1908) aggiunge il padiglione di Dar al-Fassiya, dai soffitti dorati a foglia, e Moulay Abd el-Hafid (1908-1912) avvia un grande padiglione a piu livelli che avrebbe dovuto ospitare i primi ascensori del palazzo, cantiere mai portato a termine.
1912: il trattato di Fes e il trasferimento della capitale
E nel palazzo di Fes che viene negoziato, nel marzo 1912, il trattato che pone il Marocco sotto protettorato francese. Viene firmato il 30 marzo 1912 dal sultano Moulay Abd el-Hafid e dal diplomatico Eugene Regnault. Poco dopo la capitale viene trasferita a Rabat, e non tornera piu indietro. Il palazzo di Fes perde allora il ruolo di sede quotidiana del governo, senza smettere di essere una residenza sovrana. Una parte delle sue dipendenze esterne, fra cui Dar Batha, viene occupata dai servizi francesi.
Gli anni Sessanta: il palazzo si volta verso sud
Per secoli si entrava nel palazzo da nord, dal Vecchio Mechouar. Negli anni Sessanta Hassan II ribalta questa logica e crea un nuovo ingresso di rappresentanza a sud-ovest, a contatto con il mellah. Viene liberata una grande spianata, la piazza degli Alaouites, e nuove porte vengono costruite fra il 1969 e il 1971 secondo la cronologia accolta dagli studi storici. Il Consiglio regionale del turismo di Fes, da parte sua, data al 1968 la sistemazione della spianata e attribuisce le porte di rame a un artigiano fassi: entrambe le versioni collocano comunque il cantiere a cavallo fra gli anni Sessanta e Settanta. Le porte si aprono su un antico cortile dell’angolo sud-ovest del palazzo, che ospitava un tempo un serraglio di leoni e altri animali selvatici.
| Data | Evento |
|---|---|
| 1276 | Fondazione di Fes el-Jdid e del palazzo da parte del sultano merinide Abou Youssef Yacoub |
| 1287 | Completamento del giardino della Mosara a nord di Fes el-Jdid, alimentato da un acquedotto e da una noria |
| 1320 | Fondazione della madrasa di Fes el-Jdid da parte di Abou Said, piu tardi inglobata nel palazzo |
| Meta del XV secolo | Nascita del mellah, il quartiere ebraico, a sud di Fes el-Jdid |
| 1666 | Presa di Fes da parte di Moulay Rachid, fondatore della dinastia alawita |
| 1671 | Creazione del grande cortile con vasca e zellige verde, detto di Moulay Rachid |
| 1757-1790 | Regno di Mohammed ben Abdallah, costruttore di Dar Ayad el-Kebira |
| 1822-1859 | Moulay Abderrahmane: mechouar di Bab Bou Jat, giardini e moschea Lalla Mina |
| 1873-1894 | Hassan I: ampliamento fino al Vecchio Mechouar, Nuovo Mechouar, Dar al-Makina (1886) |
| 30 marzo 1912 | Firma del trattato di Fes; la capitale si trasferisce poi a Rabat |
| Anni Sessanta | Hassan II sposta l’ingresso di rappresentanza verso sud-ovest |
| 1969-1971 | Costruzione della piazza degli Alaouites e delle attuali porte dorate |
Le porte dorate del palazzo reale di Fes, pezzo per pezzo
Una facciata di sette porte
Prendetevi il tempo di contarle. Al centro, un grande avancorpo coronato da un tetto di tegole verdi invetriate ospita tre porte: un enorme portale centrale, affiancato da due porte piu basse. Ai due lati, due padiglioni piu modesti, anch’essi coperti di tegole verdi, contengono ciascuno una porta. Alle estremita, infine, due porte piu piccole si inseriscono in cornici di zellige a dominante blu, direttamente nel muro merlato. Tre, piu due, piu due: sette porte, tutte di dimensioni diverse, che danno alla facciata il suo ritmo e la sua profondita. Fra l’avancorpo centrale e i padiglioni, due pannelli di marmo bianco portano iscrizioni calligrafiche.
Questa gerarchia non e solo decorativa. Nell’architettura palaziale marocchina la dimensione e la ricchezza di una porta dicono l’importanza di cio che vi passa. Il portale centrale e quello delle grandi occasioni; gli altri servono ogni giorno. Osservate anche il muro che inquadra l’insieme: un bastione ocra a merli, sobrio, quasi militare, che per contrasto fa risaltare l’oro e i colori. Il contrasto e voluto.
Bronzo dorato, zellige e cedro: leggere il decoro
I battenti sono in bronzo dorato (a seconda delle fonti si legge anche «ottone» o «rame») e interamente coperti da un reticolo geometrico di stelle e poligoni intrecciati, lavorato a rilievo. Ogni porta ha i suoi battagli. Attorno agli archi oltrepassati, un cordone di stucco intagliato a festoni e una fascia di zellige policromo disegnano l’inquadratura. Sopra, grandi pannelli di zellige riprendono un motivo a rete di rombi lobati, il darj wa ktaf, ereditato dall’arte almohade e che si ritrova sui minareti antichi del Marocco. Piu in alto ancora, una galleria di piccole arcate alterna grate di legno traforato e pannelli di zellige, sotto una cornice di cedro intagliato e nicchie ornate di muqarnas, quelle cellule a nido d’ape che addolciscono il passaggio da un piano all’altro.
Le colonnine che separano gli archi sono in marmo bianco, e i pilastri ai lati delle porte sono a loro volta rivestiti di zellige. Tutto il vocabolario dell’artigianato fassi e li, riunito in poche decine di metri: ramai, maestri dello zellige, falegnami del cedro e stuccatori. E proprio questo rende la facciata interessante per chi ha passato la mattina nei souk di Fes el-Bali: ritrovate qui, su scala monumentale ed eseguiti nel Novecento, gli stessi saperi che avete visto in miniatura nelle botteghe.
Nuove, non restaurate: correggere un equivoco
Si legge spesso che le porte del palazzo sarebbero state «restaurate» negli anni Sessanta o Settanta. Non e esatto. Prima dell’intervento di Hassan II in quel punto non esisteva alcun ingresso di rappresentanza: le porte della piazza degli Alaouites sono una creazione del 1969-1971, pensata per un accesso nuovo. Appartengono alla stessa famiglia delle grandi realizzazioni della seconda meta del Novecento in Marocco, che hanno chiamato a raccolta gli artigiani tradizionali per commesse monumentali. Considerarle moderne non toglie nulla alla loro qualita; evita solo di presentarle come merinidi, cosa che certe guide improvvisate fanno ancora.
La piazza degli Alaouites
Anche la spianata merita uno sguardo. La pavimentazione a fasce chiare e scure guida l’occhio verso le porte, e la sua ampiezza permette di prendere le distanze, cosa rara in una citta dove di solito si cammina con il naso contro i muri. La storia di questo suolo e meno serena: l’antico cimitero ebraico si trovava ai piedi del muro esterno del palazzo ed e stato spostato verso l’angolo sud-est del mellah, alla fine dell’Ottocento o all’inizio del protettorato a seconda delle fonti, per consentire l’ampliamento reale. In quel punto furono poi ricavate alcune piazze durante il protettorato, prima che la sistemazione degli anni Sessanta desse alla spianata la forma monumentale attuale.

L’altro volto del palazzo: Vecchio Mechouar, Bab Dekkakin e Nuovo Mechouar
La maggior parte dei visitatori se ne va dopo la foto delle porte dorate. Peccato: l’ingresso storico del palazzo, a nord, racconta molto meglio la sua lunga vicenda. Il Vecchio Mechouar e il piu piccolo dei cortili di parata. Chiuso da mura su tutti i lati, risale all’epoca merinide e precede direttamente la porta ufficiale di Dar el-Makhzen, la cui sommita sporge oltre il muro. In origine era un ponte fortificato che scavalcava l’oued Fes all’ingresso nord della citta, noto come Bab al-Qantara o Bab el-Oued. Il fiume scorre ancora sotto la piazza e riemerge sul lato est, nei giardini di Jnan Sbil.
A nord, la porta Bab Dekkakin, «la porta delle panche», conduce al Nuovo Mechouar, molto piu ampio, realizzato da Hassan I alla fine dell’Ottocento. La porta stessa e stata restaurata nel 1884, sotto il regno di quel sultano. Sul lato ovest della piazza, un portale di gusto italianeggiante segnala Dar al-Makina, la manifattura d’armi del 1886: l’interno, una lunga sequenza di sale voltate, e rimasto a lungo in abbandono e rientra fra i monumenti compresi nel programma di riqualificazione della medina; lo stato attuale e da verificare sul posto. La spianata di Bab al-Makina fa da palcoscenico ai concerti del Festival di Fes delle musiche sacre del mondo. Per sapere tutto su queste porte e sulle cinte che le collegano, vedete il nostro dossier su le porte e le mura di Fes.
| Ingresso | Posizione | Epoca | Che cosa si vede |
|---|---|---|---|
| Piazza degli Alaouites | Sud-ovest, contro il mellah | 1969-1971 | Sette porte in bronzo dorato, zellige, cedro intagliato, grande spianata lastricata |
| Vecchio Mechouar | Nord-est, fra Bab Dekkakin e Jnan Sbil | Origine merinide; ingresso principale fino agli anni Sessanta | Cortile fortificato, sommita della porta del palazzo, arcate da cui riemerge l’oued Fes |
| Nuovo Mechouar | A nord di Bab Dekkakin | Fine del XIX secolo (Hassan I) | Vasta piazza, porta di Dar al-Makina, tracce dell’acquedotto merinide |
| Mechouar di Bab Bou Jat | Nord-ovest di Fes el-Jdid | Meta del XIX secolo (Moulay Abderrahmane) | Grande spianata militare di circa 4 ettari, poco battuta dai visitatori |
Che cosa nascondono le mura
Visto che non si entra, tanto vale sapere che cosa c’e dall’altra parte. La pianta del palazzo e irregolare, frutto di sette secoli di aggiunte. Storicamente il pubblico e i funzionari avevano accesso solo ai primi cortili, dal Vecchio Mechouar fino al mechouar interno, perche li si trovavano il tribunale e alcuni uffici dello Stato. La parte occidentale formava la residenza privata del sultano, riservata alla famiglia e alla cerchia piu vicina.
- Il mechouar interno: un grande cortile rettangolare pavimentato di marmo e circondato da arcate, antica sede della mahkama.
- Il cortile di Moulay Rachid (1671): una vasca rettangolare, zellige verde e un padiglione con portico di marmo.
- I giardini e la moschea Lalla Mina: creati nell’Ottocento da Moulay Abderrahmane, a ovest del palazzo.
- Dar Ayad el-Kebira: uno dei volumi piu imponenti nella sagoma del palazzo.
- Dar al-Fassiya: un padiglione di Moulay Abd el-Aziz con cortile lastricato di marmo, poi abbandonato.
- La madrasa di Fes el-Jdid (1320), inglobata nel palazzo sotto Hassan I.
Dalla citta, di tutto questo insieme vedrete solo tetti di tegole verdi, qualche minareto e alte mura cieche. Ed e esattamente cio che volevano i costruttori: un palazzo marocchino guarda verso i propri cortili interni, mai verso la strada.
Visitare il palazzo reale di Fes: informazioni pratiche
Come arrivare dalla medina, dalla citta nuova e dall’aeroporto
Da Bab Boujloud, la porta blu della medina, calcolate 20-30 minuti di cammino tranquillo. Il percorso piu piacevole costeggia i giardini di Jnan Sbil, passa dal Vecchio Mechouar e da Bab Dekkakin, poi scende lungo la Grande Rue di Fes el-Jdid fino a Bab Semmarine. Da li la rue des Merinides corre verso ovest fra il mellah e il muro sud del palazzo e sbocca sulla piazza degli Alaouites. Percorrete cosi la storia del palazzo nell’ordine giusto: prima l’ingresso antico, poi quello nuovo.
Dalla citta nuova e dalla stazione ferroviaria, un piccolo taxi rosso vi lascia sul posto in pochi minuti; chiedete «il palazzo reale» o «Bab el-Makhzen» ed esigete il tassametro. Dall’aeroporto di Fes-Saiss, a una quindicina di chilometri a sud della citta, il taxi impiega di norma 20-25 minuti per raggiungere il centro a seconda del traffico; tutti i dettagli sull’arrivo sono nella nostra guida dell’aeroporto di Fes-Saiss, e le opzioni di navetta e autista privato sono messe a confronto nel nostro comparativo dei trasferimenti dagli aeroporti del Marocco.
Orari, prezzo e durata
Non ci sono ne biglietti ne orari ufficiali: la piazza degli Alaouites e uno spazio pubblico ad accesso gratuito. L’accesso alla spianata o ai suoi dintorni puo pero essere limitato in qualsiasi momento, per esempio durante un soggiorno ufficiale o una cerimonia; in quel caso le forze dell’ordine ve lo faranno sapere e non c’e nulla da negoziare. Per le sole porte calcolate 20-45 minuti. Con il mellah e la Grande Rue di Fes el-Jdid, mezza giornata e piu comoda.
Abbigliamento e comportamento davanti alle guardie
Nessun codice di abbigliamento e esposto, ma vi trovate davanti a una residenza ufficiale. Un abbigliamento sobrio, con spalle e ginocchia coperte, e il piu adatto, tanto piu che proseguirete probabilmente in un quartiere residenziale. Davanti alle porte sono presenti guardie e agenti di polizia. Di solito tollerano le foto della facciata, ma possono chiedervi di arretrare, di non sedervi contro le porte o di non riprendere loro stessi. Obbedite senza discutere ed evitate di puntare a lungo un teleobiettivo nella loro direzione. Lasciate anche il drone nello zaino: il suo uso in Marocco e soggetto ad autorizzazione, e sorvolare un palazzo reale e fuori discussione.
Fotografare le porte: momento e inquadratura
Il primo vantaggio e la calma: presto al mattino la spianata e quasi vuota e potete inquadrare l’intera facciata senza sagome davanti. A meta giornata, soprattutto d’estate, la luce dura appiattisce i rilievi del bronzo e sbianca lo zellige; una luce piu radente, a inizio o fine giornata, fa invece risaltare i motivi incisi. Osservate sul posto dove cade il sole, perche l’ombra del muro puo tagliare una parte delle porte a seconda dell’ora e della stagione. Per l’insieme, arretrate fino a meta piazza e usate un grandangolo; per il dettaglio, avvicinatevi a una porta laterale, di solito meno frequentata, e stringete sull’intreccio delle stelle e su un battaglio. Anche le persone allineate davanti alle porte per la stessa foto fanno parte della scena: aspettate un minuto, la piazza si libera in fretta.
| Voce | Informazione |
|---|---|
| Dove | Piazza degli Alaouites, Fes el-Jdid, all’estremita ovest della rue des Merinides |
| Visita degli interni | No: residenza reale chiusa al pubblico |
| Prezzo | Gratuito (spazio pubblico) |
| Orari | Nessun orario ufficiale; accesso limitabile durante soggiorni ufficiali o cerimonie |
| Durata consigliata | 20-45 minuti; mezza giornata con il mellah e Fes el-Jdid |
| Da Bab Boujloud | 20-30 minuti a piedi via Jnan Sbil e la Grande Rue di Fes el-Jdid |
| Dall’aeroporto di Fes-Saiss | Una quindicina di chilometri; 20-25 minuti in taxi fino al centro a seconda del traffico |
| Abbigliamento | Sobrio, consigliate spalle e ginocchia coperte |
| Foto | Facciata consentita dalla spianata; non insistere con le foto alle guardie; droni esclusi |
Gli errori da evitare
- Credere a una «visita degli interni»: nessuno puo vendervela. Un presunto accesso privilegiato e una truffa.
- Seguire il primo procacciatore che vi avvicina: guide non autorizzate abbordano spesso i visitatori sulla piazza e all’ingresso del mellah. Se volete una guida, rivolgetevi a una guida abilitata.
- Arrivare in taxi, scattare la foto e ripartire: perdereste il Vecchio Mechouar, il mellah e la Grande Rue, che danno senso al luogo.
- Appoggiarsi alle porte o sedersi per la foto: e il modo migliore per farsi richiamare.
- Presentare le porte come medievali: risalgono al 1969-1971, e saperlo rende la visita piu onesta.
- Arrivare a meta giornata in piena estate: caldo, riflessi accecanti e spianata senza ombra.
Nei dintorni del palazzo reale di Fes
Il mellah, a due passi
Il mellah, quartiere ebraico nato a meta del XV secolo, comincia letteralmente dall’altro lato della rue des Merinides. Questa strada, che separa il mellah dal muro sud del palazzo, e fiancheggiata da case con balconi di legno e ferro battuto che stonano con l’architettura della medina. La sinagoga Ibn Danan, del XVII secolo, e il cimitero ebraico si trovano a pochi minuti. Il collegamento palazzo-mellah e il piu naturale di Fes: vi mostra, a cento metri di distanza, il potere e la comunita che quel potere proteggeva alle sue porte. Tutto e dettagliato nel nostro articolo su il mellah di Fes e la sinagoga Ibn Danan.
La Grande Rue di Fes el-Jdid e Bab Semmarine
Fra Bab Semmarine, a sud, e Bab Dekkakin, a nord, la Grande Rue di Fes el-Jdid e l’asse commerciale del quartiere: meno turistica dei souk della medina, piu quotidiana, con i suoi tessuti, i suoi utensili e le botteghe di vicinato. Poco discoste si incontrano la moschea al-Hamra e la Grande Moschea di Fes el-Jdid, che il sultano raggiungeva un tempo da un passaggio privato; come la maggior parte delle moschee in attivita in Marocco, non sono aperte ai visitatori.
Jnan Sbil e il museo Al Batha
I giardini di Jnan Sbil, fra il Vecchio Mechouar e Bab Boujloud, sono la pausa verde dell’itinerario: viali ombrosi, vasche e l’oued Fes che riemerge da sotto le mura. Poco piu in la, vicino a Bab Boujloud, il palazzo Al Batha e un’antica dipendenza del palazzo reale, costruita come residenza estiva e sala di udienza alla fine dell’Ottocento. Ospita oggi il museo Al Batha delle arti dell’islam, riaperto nel febbraio 2025 dopo il restauro curato dalla Fondazione nazionale dei musei. Visitare il Batha dopo le porte del palazzo da un’idea di che cosa sia un interno palaziale fassi, cosa che Dar el-Makhzen non permette.
Un itinerario di mezza giornata
- Partenza da Bab Boujloud e attraversamento dei giardini di Jnan Sbil.
- Vecchio Mechouar: la porta storica del palazzo e le arcate dell’oued Fes.
- Bab Dekkakin e uno sguardo al Nuovo Mechouar e a Bab al-Makina.
- Discesa della Grande Rue di Fes el-Jdid fino a Bab Semmarine.
- Rue des Merinides con i suoi balconi, fino alla piazza degli Alaouites e alle porte dorate.
- Ritorno verso il mellah: sinagoga Ibn Danan e cimitero ebraico.
Il percorso si fa in tre ore senza correre e si inserisce facilmente in un soggiorno piu lungo: per organizzare il resto delle giornate, fate riferimento alla nostra guida cosa fare a Fes, che collega fra loro tutte le visite della citta.
FAQ sul palazzo reale di Fes
Si puo visitare l’interno del palazzo reale di Fes?
No. Dar el-Makhzen e una residenza reale tuttora in uso e non esiste alcuna visita degli interni, ne guidata ne a pagamento. Sono accessibili solo la facciata sulla piazza degli Alaouites e le spianate dei mechouar, a nord.
L’accesso alla piazza degli Alaouites e a pagamento?
No, la piazza e uno spazio pubblico gratuito, senza orari ufficiali. L’accesso puo comunque essere limitato in via temporanea durante un soggiorno ufficiale o una cerimonia, su decisione delle forze dell’ordine presenti.
Di quando sono le porte dorate?
Sono state costruite fra il 1969 e il 1971, sotto il regno di Hassan II, quando l’ingresso di rappresentanza del palazzo fu spostato verso sud-ovest. Non sono porte antiche restaurate, ma una creazione moderna realizzata con tecniche tradizionali.
Quante porte ci sono sulla facciata?
Sette: tre nell’avancorpo centrale, fra cui il grande portale d’onore, una in ciascuno dei due padiglioni laterali e due piu piccole alle estremita, incorniciate da zellige blu.
Qual e il momento migliore per fotografare le porte?
Presto al mattino per trovare la piazza quasi vuota e, piu in generale, a inizio o fine giornata, quando la luce radente fa risaltare il rilievo del bronzo. Evitate la meta giornata d’estate, con luce dura e spianata senza ombra.
Si possono fotografare le guardie?
Fotografare la facciata e di solito tollerato, ma le guardie non sono comparse: evitate i primi piani e rispettate subito qualsiasi richiesta di arretrare. I droni sono da escludere.
Quanto tempo bisogna mettere in conto?
Dai venti ai quarantacinque minuti per la sola facciata. Per il percorso completo fra Bab Boujloud, il Vecchio Mechouar, la Grande Rue di Fes el-Jdid, le porte e il mellah, calcolate circa tre ore.
Chi ha fondato il palazzo reale di Fes?
Il sultano merinide Abou Youssef Yacoub, nel 1276, insieme alla citta di Fes el-Jdid. La maggior parte degli edifici visibili oggi risale pero alla dinastia alawita, da Moulay Rachid (1666) fino al Novecento.
In sintesi
Il palazzo reale di Fes si guarda, non si visita. Fondato nel 1276 dai Merinidi e trasformato da quasi tutti i sultani alawiti, copre circa 80 ettari nel cuore di Fes el-Jdid e resta una residenza reale. La sua facciata piu celebre, le sette porte di bronzo dorato della piazza degli Alaouites, e stata costruita fra il 1969 e il 1971. Arrivate presto, restate discreti davanti alle guardie e non accontentatevi della foto: il Vecchio Mechouar a nord e il mellah a sud raccontano cio che le mura nascondono.
Fonti ufficiali
- UNESCO, Centro del patrimonio mondiale: Medina di Fes
- ArchNet: Dar el-Makhzen, Fes
- Consiglio regionale del turismo di Fes: le porte del palazzo reale
- Fondazione nazionale dei musei: museo Al Batha delle arti dell’islam
- Airports of Morocco (ONDA): aeroporti del Marocco
Articolo informativo, aggiornato a settembre 2026. Le condizioni di accesso, i prezzi e gli orari dei luoghi citati possono cambiare: verificateli sul posto o presso le fonti ufficiali prima della visita.
Credito fotografico
Illustrazioni: immagine in evidenza «File:Gates of Royal Palace, Fez, Marocco (دار المخزن).jpg» — Petar Milošević (CC BY-SA 4.0); «File:Royal Palace in Fes 22022021 18.jpg» — Yamen (CC BY-SA 4.0); «File:New mechouar.jpg» — Robert Prazeres (Public domain), via Wikimedia Commons.



