Il mellah di Fes e l’antico quartiere ebraico della citta, creato a meta del XV secolo dentro Fes el-Jdid, addossato al Palazzo Reale, e presentato dal Consiglio regionale del turismo di Fes come il primo quartiere ebraico organizzato del Marocco. Oggi vi si percorre una via fiancheggiata da balconi aperti, si entra in due sinagoghe restaurate, Ibn Danan (fine del XVII secolo) e Slat al-Fassiyine, e si visita un vasto cimitero imbiancato a calce. In arabo si scrive ملاح فاس; in inglese si legge Mellah of Fez o Fes Mellah, e la sinagoga compare anche con i nomi Aben Danan o Slat Rabbi Shlomo Ibn Danan (صلاة ابن دنان).
Informazioni verificate a settembre 2026
In breve
- Il mellah di Fes occupa la parte sud di Fes el-Jdid, tra le mura, ai piedi del Palazzo Reale (Dar el-Makhzen); si visita liberamente, a piedi, a qualsiasi ora del giorno.
- La sua nascita risale alla meta del XV secolo, sotto gli ultimi Merinidi; molti storici la collegano alla riscoperta della tomba di Idris II nel 1437-1438.
- La sinagoga Ibn Danan, costruita intorno al 1680, e stata restaurata con il World Monuments Fund e il ministero marocchino della Cultura, poi riaperta nel 1999; dal 2002 e monumento storico.
- La sinagoga Slat al-Fassiyine, considerata la piu antica del quartiere, ha riaperto nel febbraio 2013 dopo due anni di restauro.
- Il cimitero ebraico, all’angolo sud-est del mellah, conta circa 22.000 tombe secondo i responsabili del suo restauro, tra cui quella di Solica Hachuel, giustiziata nel 1834.
- Non esiste alcuna tariffa ufficiale pubblicata: le sinagoghe e il cimitero chiedono un piccolo contributo o un’offerta all’ingresso, da verificare sul posto.
Scheda pratica
Il mellah di Fes si visita liberamente e gratuitamente, a piedi, partendo da place des Alaouites o da Bab Semmarine; solo le sinagoghe Ibn Danan e Slat al-Fassiyine e il cimitero ebraico chiedono un piccolo contributo. La tabella qui sotto raccoglie le informazioni utili, con la dicitura da verificare quando nessuna fonte ufficiale le pubblica.
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Quartiere | Fes el-Jdid, parte sud, tra place des Alaouites (porte del Palazzo Reale) e Bab Semmarine |
| Come arrivare da un punto di riferimento | Da Bab Boujloud: circa 25-35 minuti a piedi attraverso il giardino Jnan Sbil e la Grande Rue de Fes el-Jdid fino a Bab Semmarine (durata da verificare secondo il passo); in petit taxi, pochi minuti fino a place des Alaouites |
| Orari | Vie del quartiere: accesso libero. Sinagoghe e cimitero: orari non comunicati ufficialmente, in genere aperti di giorno; possibili chiusure il sabato e nei giorni di festa ebraica, da verificare sul posto |
| Prezzo | Quartiere gratuito. Sinagoghe e cimitero: piccolo contributo o offerta, dell’ordine di 20-25 dirham per sito secondo racconti recenti di viaggiatori, non comunicato ufficialmente |
| Durata consigliata | 1 ora e mezza – 2 ore e mezza per la via principale, le due sinagoghe e il cimitero |
| Momento migliore | La mattina nei giorni feriali, prima del caldo e quando i custodi sono presenti |
| Abbigliamento | Spalle e ginocchia coperte; in sinagoga agli uomini puo essere chiesto un copricapo |
| Accessibilita | Via principale percorribile; gradini nelle sinagoghe, scala verso il bagno rituale di Ibn Danan e vialetti in pendenza al cimitero: difficile in carrozzina, da verificare sul posto |

Che cos’e il mellah di Fes e perche e il primo del Marocco
Il mellah di Fes e il quartiere in cui la comunita ebraica della citta fu riunita a partire dalla meta del XV secolo, all’interno di Fes el-Jdid, la citta reale fondata nel 1276 dal sultano merinide Abu Yusuf Yaqub. E il primo mellah del Paese: quelli di Marrakech o di Meknes compaiono solo dopo, a partire dal XVI secolo.
In Marocco la parola mellah indica un quartiere ebraico chiuso, posto sotto la protezione del potere. Sulla sua origine si discute: secondo la spiegazione piu citata, il luogo di Fes portava questo nome gia prima dell’insediamento degli ebrei, per via di una sorgente d’acqua salata oppure di un deposito di sale (melh in arabo). Il quartiere ha portato anche il nome di Hims. Il termine ha poi viaggiato: ogni citta marocchina ha avuto il suo mellah, ma e a Fes che e nato.
Prima di questo trasferimento gli ebrei di Fes vivevano a Fes el-Bali, la citta vecchia fondata dagli Idrisidi. Le ragioni esatte e la data precisa dello spostamento non sono accertate con sicurezza. Molti autori lo collegano al 1437-1438, quando la tomba di Idris II, fondatore di Fes, fu riscoperta sotto il regno di Abd al-Haqq II: il cuore della citta vecchia diventava luogo di pellegrinaggio e la presenza ebraica vi fu giudicata incompatibile. Altri storici vi leggono una misura di protezione: collocare la comunita accanto al palazzo, sotto lo sguardo della guardia del sultano.
Questa vicinanza al potere e la chiave del luogo. Il mellah non e un ghetto periferico: e addossato al Dar el-Makhzen, il palazzo reale, le cui mura ne delimitano ancora il lato nord. Gli artigiani ebrei vi esercitavano mestieri legati alla corte e il Consiglio regionale del turismo ricorda che alcune attivita, come l’oreficeria, la gioielleria o il conio della moneta, erano loro riservate. Per collocare il quartiere dentro la citta reale, leggete la nostra guida di Fes el-Jdid, la citta merinide.
Toshavim e megorashim: due comunita in uno stesso quartiere
Dal 1492 l’editto dei Re Cattolici caccia gli ebrei dalla Spagna, poi dal Portogallo; molti raggiungono Fes. Si distinguono allora due gruppi. I toshavim (residenti) sono gli ebrei autoctoni del Maghreb, di lingua giudeo-araba o giudeo-berbera, insediati da secoli. I megorashim (espulsi) arrivano dall’Andalusia con la loro lingua, il giudeo-spagnolo, e con riti di preghiera propri. Per generazioni le due comunita hanno mantenuto sinagoghe e usanze separate, finche il rito sefardita si e imposto quasi ovunque. E questo che rende Slat al-Fassiyine cosi particolare, come vedremo piu avanti.
Storia del mellah di Fes: le date chiave
La storia del mellah di Fes copre quasi sei secoli, da una fondazione merinide intorno al 1437-1438 fino a un quartiere oggi abitato quasi interamente da famiglie musulmane. In mezzo: un massacro nel 1465, l’arrivo degli esuli di Spagna, una popolazione di oltre 15.000 persone alla fine degli anni Quaranta, poi l’emigrazione di massa verso Israele, la Francia e il Canada.
| Data | Evento |
|---|---|
| 1276 | Il sultano merinide Abu Yusuf Yaqub fonda Fes el-Jdid, nuova citta amministrativa e militare |
| 1437-1438 | Riscoperta della tomba di Idris II a Fes el-Bali; trasferimento degli ebrei verso il futuro mellah, secondo molti storici |
| 1465 | Rivolta di Fes contro il sultano Abd al-Haqq II e il suo visir ebreo Harun ibn Battash; il mellah viene assalito, il sultano ucciso in maggio |
| 1492 | Espulsione degli ebrei dalla Spagna; arrivo a Fes dei megorashim |
| 1540-1541 | Popolazione del mellah stimata in 4.000 abitanti |
| Intorno al 1680 | Costruzione della sinagoga oggi chiamata Ibn Danan, a opera del mercante Mimoun Boussidan |
| 1790-1792 | Sotto il sultano Moulay Yazid gli ebrei sono cacciati dal mellah; la sinagoga al-Fassiyine serve da prigione, poi la comunita torna alla sua morte |
| 1834 | Esecuzione a Fes di Solica Hachuel, 17 anni, sepolta nel cimitero ebraico |
| 1894 (o dopo il 1912) | Spostamento del cimitero ebraico verso l’angolo sud-est del mellah, secondo le fonti |
| Aprile 1912 | Tumulti di Fes; una parte del quartiere viene distrutta, in particolare dall’artiglieria francese |
| 1924 | Apertura da parte dell’amministrazione francese di rue Boukhessissat, la futura rue des Merinides |
| Fine degli anni Quaranta | Circa 15.150 ebrei nel mellah, 22.000 in tutta la citta |
| Anni Cinquanta-Settanta | Emigrazione di massa verso Israele, la Francia e il Canada; chiusura di Slat al-Fassiyine intorno al 1970-1971 |
| 1996-1999 | Ibn Danan inserita nella prima lista del World Monuments Watch (1996), restaurata, riaperta nel 1999 |
| 2002 | Ibn Danan dichiarata monumento storico dal ministero della Cultura |
| 2011-2013 | Restauro di Slat al-Fassiyine, reinaugurata nel febbraio 2013 |
| Dal 2015 | Campagna di restauro del cimitero ebraico, finanziata da donatori |
1465: la rivolta che pone fine ai Merinidi
Il sultano Abd al-Haqq II aveva affidato le finanze, e di fatto il visirato, a Harun ibn Battash, un banchiere ebreo, dopo aver eliminato i Wattasidi che governavano al suo posto. La nomina di persone vicine al visir a incarichi importanti provoco la collera di una parte della citta. Secondo i racconti tradizionali, un incidente che coinvolse un parente del visir e una donna di famiglia sceriffiana fece da scintilla; gli sceriffi chiamarono alla sollevazione, la folla invase il mellah e il sultano fu linciato nel maggio 1465 (il 18 o il 23 a seconda delle fonti), mettendo fine a due secoli di regno merinide. Le cronache parlano di migliaia di morti nel mellah. La storica Mercedes Garcia-Arenal ha tuttavia ridimensionato la portata del massacro, rilevando che gia negli anni Settanta del Quattrocento a Fes esisteva di nuovo una comunita ebraica prospera.
Il 1912 e il dopo indipendenza
Nell’aprile 1912, poche settimane dopo la firma del trattato di protettorato, alcuni soldati marocchini si sollevano contro i loro istruttori francesi e la citta va a fuoco. Il mellah viene saccheggiato; alcuni abitanti si rifugiano nel recinto del vicino Palazzo Reale e l’artiglieria francese, reprimendo i disordini, distrugge una parte delle case. L’amministrazione del protettorato ridisegna poi i dintorni: allargamento di strade, creazione di una place du Commerce e, nel 1924, apertura di rue Boukhessissat lungo il palazzo. Dopo l’indipendenza del 1956 le partenze accelerano. Nel 1997 restavano circa 150 ebrei in tutta la citta e nel 2017 Jeune Afrique valutava la comunita tra cinquanta e cento persone, stabilite per lo piu nella citta nuova, attorno al centro comunitario Maimonide.
L’architettura del mellah di Fes: perche questi balconi aperti
Il mellah di Fes si riconosce subito dalle sue case rivolte verso la strada: balconi in legno e ferro battuto, finestre numerose, gallerie aggettanti sopra botteghe con tettoie di tegole verdi. E l’opposto della casa tradizionale musulmana della medina, chiusa verso l’esterno e aperta su un patio interno.
Per cogliere la differenza bisogna sapere che cos’e un riad: una casa costruita attorno a un giardino interno, le cui stanze prendono luce solo dalla corte. Una dar segue lo stesso principio attorno a un patio senza giardino. A Fes el-Bali le facciate sono quasi cieche, forate da una porta e da poche aperture in alto; l’intimita familiare, soprattutto quella delle donne, si protegge dalla strada. Nel mellah la densita, lo spazio contato e altre consuetudini sociali hanno prodotto case piu alte, con balconi e finestre affacciati sulla via pubblica. Il contrasto colpisce anche chi arriva dopo una mattinata in medina: sembra di cambiare citta in poche centinaia di metri.
La facciata piu fotografata e quella di rue des Merinides, chiamata anche rue Boukhessissat o Bou Khsisat, aperta nel 1924 tra il lato nord del mellah e le mura sud del palazzo. Gli edifici sono stati ricostruiti o rimaneggiati nel Novecento, il che spiega le modanature in gesso, i balconi regolari e i piani terra commerciali. Piu addentro nel quartiere, l’antica arteria commerciale, il Derb al-Souq (via del mercato), e i vicoli che ne partono restituiscono un’immagine piu antica del tessuto urbano. A Fes un derb e un vicolo o un cul-de-sac di quartiere, un tempo spesso chiuso da una porta. L’ingresso storico del quartiere avveniva da Bab el-Mellah, affiancata da una torre di guardia.
Molte case sono oggi provate: facciate crepate, balconi puntellati, intonaci che si sfaldano. Poiche la maggior parte delle famiglie ebraiche se ne e andata tra gli anni Cinquanta e Settanta, le abitazioni sono state riprese da famiglie musulmane. E un quartiere abitato, non un museo: guardate pure i balconi, ma senza fotografare i residenti alle finestre senza il loro consenso.
Che cosa si vede camminando lungo la via principale
- Gioiellieri e botteghe al piano terra, eredi di un commercio di oro e gioielli che fu a lungo una specialita ebraica del quartiere.
- Balconi chiusi da moucharabieh in legno tornito, altri in ferro battuto, a volte pieni di piante.
- Cornici e fregi in gesso scolpito sulle facciate rimaneggiate nel Novecento.
- Le porte monumentali del Palazzo Reale in fondo alla via, su place des Alaouites.
Sinagoga Ibn Danan: storia e che cosa si vede all’interno
La sinagoga Ibn Danan e un luogo di culto ebraico costruito intorno al 1680, nel mellah basso, dal ricco mercante Mimoun Boussidan, poi passato in proprieta alla famiglia di rabbini Danan. Restaurata con il World Monuments Fund e riaperta nel 1999, e monumento storico dal 2002 e si visita nei giorni feriali dietro un piccolo contributo.
Il nome attuale onora la famiglia Danan, il cui ramo di Fes risale, secondo il Consiglio regionale del turismo, alla fine del XIV secolo, e in particolare il rabbino Shelomo Danan (1847-1928), che vi officiava all’inizio del Novecento secondo la scheda del museo virtuale Discover Islamic Art. La datazione intorno al 1680 e quella dello storico Hicham Rguig; la si trova anche espressa piu in generale come fine del XVII secolo.
All’esterno l’edificio e semplice: una porta in un vicolo, nulla che annunci l’interno. Si entra in una sala di preghiera rettangolare, divisa in navate da pilastri ottagonali in mattoni che reggono degli archi. Secondo la scheda di Discover Islamic Art, il luogo contava dapprima tre navate addossate al muro del mellah; una quarta, con il soffitto piu basso, fu aggiunta in seguito, con al di sopra una tribuna riservata alle donne, l’azara. I muri sono intonacati, le piccole finestre collocate in alto e il pavimento e coperto da mattonelle di ceramica verdi e bianche posate a zigzag.
Tre elementi attirano l’attenzione. Anzitutto l’hekhal, l’armadio sacro in cui si custodiscono i rotoli della Torah, incassato nel muro est, in legno intagliato e sormontato da un decoro in gesso cesellato. Poi la teba, il palco di lettura rialzato di qualche gradino, coronato da un baldacchino in ferro battuto con archi di gusto islamico e motivi floreali, chiuso in alto da una corona. Infine le lampade e i lampadari sospesi sopra le panche. La miscela dice molto: una pianta da sinagoga e un vocabolario decorativo da palazzo di Fes, ceramica, legno intagliato e gesso cesellato compresi.
Il mikveh scoperto durante il restauro
Nel 1997 i lavori hanno portato alla luce, contro il muro est, un mikveh, cioe un bagno rituale ebraico alimentato da acqua di sorgente, in cui ci si purifica per immersione. Vi si accede da una sala voltata situata sotto la sala di preghiera. Secondo la scheda di Discover Islamic Art, il bagno era in origine esterno all’edificio e fu inglobato con la costruzione della quarta navata. Se il custode vi propone di scendere, attenzione: la scala e stretta e puo essere scivolosa.
Un restauro esemplare, dal 1996 al 1999
Negli anni Novanta la sinagoga era in rovina: intonaci che si staccavano, coperture crollate, travi imbevute d’acqua che marcivano, finestre rotte. Nel maggio 1996 il World Monuments Fund l’ha inserita nella prima lista del suo World Monuments Watch, che censiva cento monumenti a rischio. Nel giugno 1997 American Express ha annunciato un contributo di 30.000 dollari per avviare i lavori, condotti insieme al ministero marocchino della Cultura e alla Fondazione del patrimonio culturale giudaico-marocchino. La sinagoga ha riaperto nel 1999 e il ministero della Cultura l’ha dichiarata monumento storico nel 2002.

Sinagoga Slat al-Fassiyine, la piu antica del mellah di Fes
Slat al-Fassiyine, la sinagoga dei fassi, e considerata la piu antica del mellah di Fes. Serviva i toshavim, gli ebrei autoctoni, e ha conservato fino al Novecento un rito di preghiera non sefardita. Chiusa intorno al 1970-1971, trasformata in laboratorio e poi in palestra, e stata restaurata dal 2011 al 2013.
La data di fondazione resta discussa. Diverse fonti la fanno risalire all’epoca merinide (XIII-XV secolo), mentre l’edificio attuale viene in genere datato al XVII secolo; alcuni storici la collocano prima del 1492 proprio perche ha conservato usi anteriori all’arrivo degli esuli di Spagna. Il quotidiano Le Matin collega il suo rito all’antica tradizione detta Ahabat ha-qadmonim. Secondo Hespress si trova nel vicolo piu antico del mellah.
La sala e piccola: circa 7,3 metri per 11,5, con pianta basilicale a tre navate separate da pilastri che reggono archi acuti. Il decoro unisce lo zellige, cioe il mosaico di piccole tessere di terracotta smaltata tagliate a mano, e il gesso scolpito con motivi vegetali e geometrici. Una tribuna per le donne domina la sala e la teba ne occupa il centro. Si vedono anche panche di legno, lampade a olio e gli arredi di preghiera originali.
La sua storia recente riassume quella del quartiere. Nel 1790, sotto Moulay Yazid, la comunita viene espulsa e l’edificio serve da prigione; torna alla comunita dopo il rientro degli ebrei nel 1792. Dopo le partenze degli anni Cinquanta e Sessanta la sinagoga chiude, diventa laboratorio di tappeti e poi palestra di pugilato. Hespress racconta che un custode musulmano continuava ad accendervi una candela ogni venerdi. Il restauro, finanziato dalla comunita ebraica di Fes, dalla Fondazione del patrimonio culturale giudaico-marocchino, dal governo tedesco e dallo Stato marocchino, si e concluso con la reinaugurazione del febbraio 2013, alla presenza del presidente del Bundestag Norbert Lammert.
Le altre sinagoghe del quartiere
Alla fine dell’Ottocento il mellah contava una quindicina di sinagoghe e il Consiglio regionale del turismo ne censisce diciassette a Fes all’inizio del Novecento. La maggior parte erano oratori privati ricavati in una casa. Tra i nomi noti: Mansano, Ibn Attar, Rabbi Yehuda ben Attar, Rabbi Haim Cohen, Haham Abensur, Saba e Gozlan nel mellah alto; Bar Yohai, Obayd, Dbaba e Rabbi Raphael Abensur nel mellah basso; Aharon Cohen, Danan, Hachuel e Rabbi El Baz nel quartiere di En-Nowawel. Molte non si visitano o non sopravvivono che allo stato di muri. Ibn Danan e al-Fassiyine restano le due tappe indispensabili.
Cimitero ebraico del mellah di Fes e il suo museo
Il cimitero ebraico di Fes si stende all’angolo sud-est del mellah, su un pendio che scende verso la valle. Raccoglie circa 22.000 tombe imbiancate a calce, tra cui quelle di molti rabbini e di Solica Hachuel, e ospita antiche sinagoghe restaurate, una delle quali funge da piccolo museo. E la parte piu toccante della visita.
Il cimitero non e sempre stato qui. Si trovava prima ai piedi del Palazzo Reale; il trasferimento nella posizione attuale risale al 1894 per ordine del sultano secondo alcuni storici, oppure all’epoca del protettorato, dopo il 1912, secondo altri. La cifra di 22.000 tombe e quella indicata dall’architetto Henri Cohen, citato da Bladi.net nel gennaio 2022, a proposito di un restauro avviato nel 2015 su iniziativa di Sylviane ed Elie Devico e finanziato da donatori, per circa 300.000 dollari a quella data.
Il paesaggio non ha eguali in Marocco: file serrate di tombe a forma di semicilindro o di cassa, interamente bianche, numerate per vialetti, con sullo sfondo le colline a sud di Fes. Le iscrizioni sono in ebraico, a volte in francese o in spagnolo. Sono segnalate diverse tombe di santi (tsaddikim) e il cimitero e ritenuto ospitare piu tombe di santi ebrei di qualsiasi altro in Marocco, secondo l’associazione Visiting Jewish Morocco.
La tomba di Solica Hachuel
Solica Hachuel, nata a Tangeri nel 1817, fu accusata di aver abbracciato l’islam e poi di averlo rinnegato, cosa che negava; avendo rifiutato di convertirsi, fu decapitata a Fes il 5 giugno 1834, a 17 anni. Venerata dagli ebrei con il nome di Sol ha-Tsaddika e da alcuni musulmani con quello di Lalla Suleika, ispiro fra gli altri il pittore Alfred Dehodencq. La sua tomba, che porta un’iscrizione in ebraico e in francese, e una delle piu visitate; chiedete al custode di indicarvela.
Il museo e le sinagoghe del cimitero
In fondo al cimitero un’antica sinagoga e stata trasformata in piccolo museo: oggetti di culto, fotografie e libri lasciati dalle famiglie partite. I visitatori la conoscono spesso con il nome di sinagoga Habarim. Bladi.net, citando i responsabili del restauro, descrive sul sito tre sinagoghe di fine Ottocento e inizio Novecento: Vidal ha-Serfaty, restituita alla preghiera e alla visita, Raphael Abensour, diventata museo, e Haim Cohen, interamente restaurata. Le denominazioni variano da una fonte all’altra: fatevi confermare sul posto quale ospita il museo.
I tre siti da non perdere: confronto
Per organizzare la visita tenete presente che la sinagoga Ibn Danan offre l’interno piu bello, che Slat al-Fassiyine racconta meglio la presenza ebraica anteriore al 1492 e che il cimitero da la misura di quanto fosse grande la comunita. I tre luoghi distano pochi minuti a piedi l’uno dall’altro, nella meta sud del quartiere.
| Sito | Datazione | Stato attuale | Da vedere per primo | Consiglio |
|---|---|---|---|---|
| Sinagoga Ibn Danan | Intorno al 1680 | Monumento storico (2002), sinagoga-museo | Armadio sacro in legno intagliato, baldacchino in ferro battuto, mikveh sotterraneo | Venire la mattina nei giorni feriali; portare monete per il contributo |
| Slat al-Fassiyine | Epoca merinide secondo diverse fonti, edificio attuale del XVII secolo | Restaurata nel 2011-2013, riaperta nel febbraio 2013 | Zellige, gesso scolpito, tribuna delle donne | Apertura meno regolare: chiedete del custode nel vicolo |
| Cimitero ebraico | Posizione attuale dal 1894 o dopo il 1912 | Restauro in corso dal 2015 | Tomba di Solica Hachuel, viali di tombe bianche, museo | Pendenza e sole: scarpe chiuse e acqua |
Come visitare il mellah di Fes: accesso, orari, prezzo e abbigliamento
Il mellah di Fes si raggiunge a piedi da Bab Boujloud in circa 25-35 minuti, oppure in petit taxi fino a place des Alaouites. Le vie sono ad accesso libero; le sinagoghe e il cimitero aprono di giorno, senza orari ufficiali pubblicati, dietro un piccolo contributo. Mettete in conto due ore e un abbigliamento coprente.
Come arrivare al mellah da Bab Boujloud o dalla stazione
Da Bab Boujloud, la porta blu di Fes el-Bali, camminate verso ovest e verso sud costeggiando il giardino Jnan Sbil, poi seguite la Grande Rue de Fes el-Jdid, fiancheggiata da botteghe, fino a Bab Semmarine, la porta sud della citta reale. Rue des Merinides parte da questa zona e costeggia il mellah fino a place des Alaouites. Calcolate 25-35 minuti a seconda delle soste, su un percorso pianeggiante. Dalla stazione ferroviaria di Fes, nella citta nuova, la soluzione piu semplice e un petit taxi (a Fes i petits taxis sono rossi); pretendete il tassametro. L’itinerario ufficiale Mellah e Fes el-Jdid proposto dal Consiglio regionale del turismo dura circa due ore, dalla porta del Palazzo Reale a place Moulay Hassan.
Se arrivate in aereo, l’aeroporto di Fes-Saiss si trova una quindicina di chilometri a sud della citta: la nostra guida dell’aeroporto di Fes-Saiss illustra le opzioni e il nostro confronto dei trasferimenti dagli aeroporti del Marocco aiuta a scegliere tra taxi, navetta e autista privato.
Quali sono gli orari e quanto costa l’ingresso
Nessun orario ne tariffa ufficiale viene pubblicato da un ente pubblico per le sinagoghe o il cimitero, gestiti dalla comunita e dai custodi. Alcuni viaggiatori riferiscono un’apertura diurna, dell’ordine delle 9-18 per Ibn Danan, e un contributo di circa 20-25 dirham per sito. Prendete queste cifre come indicative: variano, e i luoghi possono chiudere il sabato, giorno dello shabbat, e durante le feste ebraiche. Tenete da parte monete; l’offerta o il biglietto serve alla manutenzione.
Come vestirsi e come comportarsi
Le sinagoghe sono luoghi di culto, il cimitero un luogo di raccoglimento. Coprite spalle e ginocchia, parlate a voce bassa e seguite le indicazioni del custode: agli uomini puo essere chiesto un copricapo nelle sinagoghe. Al cimitero non sedetevi sulle tombe e restate nei vialetti. Per le foto chiedete il permesso, in particolare all’interno delle sinagoghe.
Serve una guida
No, il quartiere si visita benissimo da soli: la via principale e dritta e i siti sono vicini. Una guida ufficiale, riconoscibile dal tesserino, aggiunge pero un valore reale per individuare le sinagoghe chiuse al pubblico, le case notevoli e le tombe dei santi. Rifiutate con gentilezza gli accompagnatori non ufficiali che avvicinano i visitatori a Bab Semmarine o davanti alle sinagoghe.
Errori da evitare nel mellah
Le delusioni nel mellah dipendono quasi sempre dal calendario e dalle false guide: arrivare di sabato o in un giorno di festa ebraica e trovare le sinagoghe chiuse, seguire un procacciatore che porta in un negozio, o sottovalutare la pendenza e il sole del cimitero. Ecco le trappole tipiche di questo quartiere.
- Venire di sabato senza verificare. Lo shabbat puo comportare la chiusura delle sinagoghe; scegliete una mattina tra domenica e giovedi.
- Credere che rue des Merinides sia il mellah. Quella facciata risale in gran parte al Novecento; il quartiere antico sta dietro, nei vicoli a sud.
- Seguire una guida che sostiene che la sinagoga sia chiusa. E un classico per dirottare il visitatore verso un negozio; andate a controllare di persona, i siti sono a due passi.
- Scendere al mikveh in sandali. La scala e stretta; bastano scarpe chiuse per evitare di scivolare.
- Visitare il cimitero a mezzogiorno d’estate. Non c’e quasi ombra; venite presto e portate acqua.
- Pagare senza chiedere che cosa copre la cifra. Chiedete se il contributo comprende la tribuna, il mikveh o il museo, per evitare richieste successive.
- Fotografare gli abitanti ai balconi. Il quartiere e abitato; chiedete sempre prima.
Che cosa vedere intorno al mellah di Fes
Intorno al mellah di Fes si fa tutto a piedi: le porte di bronzo del Palazzo Reale su place des Alaouites, la Grande Rue e Bab Semmarine a Fes el-Jdid, il giardino Jnan Sbil, poi Bab Boujloud e l’ingresso di Fes el-Bali. Mezza giornata basta per unire il mellah e la citta reale.
- Il Palazzo Reale e place des Alaouites: le porte monumentali in ottone e il decoro di zellige della facciata si vedono in fondo a rue des Merinides. Il palazzo non si visita; tutto e spiegato nel nostro articolo sul Palazzo Reale di Fes (Dar el-Makhzen).
- Bab Semmarine e la Grande Rue de Fes el-Jdid: la porta sud della citta merinide si apre su un asse commerciale molto vivo, meno turistico della medina.
- Il giardino Jnan Sbil: un parco pubblico tra Fes el-Jdid e Fes el-Bali, ideale per una sosta all’ombra sulla strada verso Bab Boujloud.
- Fes el-Bali: la medina idriside, con le sue madrase e i suoi souk, presentata dalla nostra guida della medina di Fes el-Bali. Una madrasa e un collegio di insegnamento religioso con alloggi per gli studenti.
Per inserire il mellah in un soggiorno di due o tre giorni, consultate la nostra guida su cosa fare a Fes, che propone itinerari per quartiere.
Domande frequenti sul mellah di Fes e sulla sinagoga Ibn Danan
Il mellah di Fes e il piu antico del Marocco
Si. Il mellah di Fes, creato a meta del XV secolo, intorno al 1437-1438 secondo molti storici, e il primo quartiere ebraico organizzato del Marocco secondo il Consiglio regionale del turismo di Fes. La parola mellah e del resto nata qui, prima di indicare i quartieri ebraici di altre citta, come Marrakech o Meknes, creati a partire dal XVI secolo.
Quanto costa l’ingresso della sinagoga Ibn Danan
Non viene pubblicata alcuna tariffa ufficiale. Alcuni viaggiatori riferiscono un contributo di circa 20-25 dirham, versato al custode per la manutenzione del luogo. L’importo puo cambiare e a volte viene chiesta una somma separata per il cimitero o per l’altra sinagoga. Portate monete e chiedete prima di pagare che cosa comprende la cifra.
La sinagoga Ibn Danan e ancora un luogo di preghiera
Raramente. Funziona soprattutto come sinagoga-museo aperta alla visita e la scheda del museo virtuale Discover Islamic Art la descrive come sconsacrata. Secondo Jeune Afrique, le sinagoghe del mellah servono alla preghiera solo in grandi occasioni o durante i pellegrinaggi, mentre la piccola comunita attuale prega nella citta nuova.
Si puo visitare il mellah di sabato
Si per le vie, ma le sinagoghe e il cimitero rischiano di essere chiusi. Il sabato e il giorno dello shabbat e i luoghi gestiti dalla comunita possono chiudere anche durante le feste ebraiche. Per vedere l’interno di Ibn Danan, di Slat al-Fassiyine e il museo, scegliete una mattina tra domenica e giovedi e verificate sul posto il giorno prima, se possibile.
Dove si trova la tomba di Solica Hachuel
Si trova nel cimitero ebraico di Fes, all’angolo sud-est del mellah. Solica Hachuel, nata a Tangeri nel 1817 e giustiziata a Fes nel 1834 per aver rifiutato di convertirsi, vi e venerata come una santa. La sua tomba porta un’iscrizione in ebraico e in francese; il custode ve la indichera volentieri.
Quanto tempo serve per visitare il mellah
Calcolate da un’ora e mezza a due ore e mezza. Bastano per percorrere rue des Merinides e i vicoli del Derb al-Souq, entrare nelle sinagoghe Ibn Danan e Slat al-Fassiyine e poi girare il cimitero con il suo museo. L’itinerario ufficiale Mellah e Fes el-Jdid del Consiglio regionale del turismo dura circa due ore.
Come si va dall’aeroporto di Fes al mellah
La soluzione piu semplice e un grand taxi o un trasferimento prenotato dall’aeroporto di Fes-Saiss, situato una quindicina di chilometri a sud della citta. Chiedete place des Alaouites o Bab Semmarine, i due riferimenti piu vicini al mellah. Le tariffe si fissano alla partenza o al momento della prenotazione e vanno confermate prima di salire.
In sintesi
Il mellah di Fes e il luogo in cui la parola mellah e nata, a meta del XV secolo, contro le mura del Palazzo Reale. Il suo interesse sta in tre cose: la via dai balconi aperti, che stacca dalle facciate cieche della medina; la sinagoga Ibn Danan, intorno al 1680, salvata dal restauro del 1996-1999; e il cimitero dalle 22.000 tombe bianche, dove riposa Solica Hachuel. Venite una mattina infrasettimanale, portate monete per le offerte e proseguite con Fes el-Jdid e Bab Boujloud.
Fonti ufficiali
- UNESCO, Centro del patrimonio mondiale: Medina di Fes
- Consiglio regionale del turismo di Fes: il Mellah
- Consiglio regionale del turismo di Fes: la sinagoga Ibn Danan
- Museum With No Frontiers, Discover Islamic Art: sinagoga Danan
- World Monuments Fund: sinagoga Rabbi Shlomo Ibn Danan
Questo articolo ha carattere informativo. Gli orari, i contributi richiesti e le condizioni di accesso alle sinagoghe e al cimitero possono cambiare: verificateli sul posto prima della visita. Ultimo aggiornamento: settembre 2026.
Credito fotografico
Illustrazioni: immagine in evidenza File:Fez Rue Bou Ksissat (54242292936).jpg – Jorge Franganillo (CC BY 2.0); File:Ibn Danan Synagogue DSCF5062.jpg – R Prazeres (CC BY-SA 4.0); File:Fez Mellah 04.jpg – Werner100359 (CC BY-SA 4.0), via Wikimedia Commons.



