La zaouia Moulay Idriss II e il santuario che custodisce la tomba di Idriss II, il sovrano idriside che nell’809 fece di Fes la sua capitale: e il luogo piu sacro della citta, un mausoleo-moschea aperto ai soli musulmani, che gli altri visitatori possono avvicinare fino alle porte, costeggiare e osservare dai vicoli e dalle terrazze intorno. Non si “visita” come la madrasa Bou Inania o il museo Nejjarine; lo si scopre camminando lungo i suoi muri, ascoltando, guardando i gesti dei fassi che vi si fermano. Qui trovi cosa c’e dietro quelle mura, cosa si riesce davvero a vedere da fuori e come farlo senza disturbare nessuno.
Una precisazione sui nomi, perche cartelli e guide non concordano: si dice zaouia, mausoleo, santuario oppure “horm” di Moulay Idriss. I marocchini parlano spesso di Moulay Idriss Al Azhar, soprannome di Idriss II, per distinguerlo dal padre Idriss I, sepolto a Moulay Idriss Zerhoun vicino a Volubilis. Se un autista ti chiede “Moulay Idriss?”, accertati che non intenda quella cittadina santa a una sessantina di chilometri: non e lo stesso luogo.
In breve
- La zaouia custodisce la tomba di Idriss II (791-828), figlio di Idriss I e fondatore, nell’809, del quartiere di al-Aliya sulla riva sinistra dell’oued Fes.
- Il corpo attribuito a Idriss II fu ritrovato sul posto nel 1437, sotto il sultano merinide Abd al-Haqq II; da quel momento il luogo diventa meta di un grande pellegrinaggio.
- Gran parte dell’edificio attuale, minareto e camera funeraria compresi, risale alla ricostruzione voluta da Moulay Ismail tra il 1717 e il 1720.
- L’interno e riservato ai musulmani; i non musulmani possono avvicinarsi alle porte e girare intorno al santuario percorrendo i vicoli.
- Il santuario e stato interamente restaurato dal 2011 al 2014 per 52,5 milioni di dirham, su 2.548 m².
- Il moussem annuale, con la processione della kessoua (il drappo ricamato steso sulla tomba), e il piu importante di Fes; nel 2025 si e svolto dal 9 al 16 ottobre.
- Non esistono biglietti ne orari turistici: l’accesso ai dintorni e libero e il santuario dista 15-20 minuti a piedi da Bab Boujloud.

Chi era Idriss II, il patrono di Fes
Idriss II nasce nel 791 a Walili, l’antica Volubilis, pochi mesi dopo la morte del padre Idriss I, un discendente del Profeta rifugiatosi nel Maghreb. Cresce sotto la tutela di Rachid, liberto del padre, e assume ufficialmente il potere nell’803. Il suo regno, che dura fino alla morte nell’828, consolida la dinastia idriside, considerata il primo Stato musulmano incentrato sull’attuale Marocco.
La fondazione di Fes avviene in due tempi, ed e questo a spiegare il culto che gli viene tributato. Idriss I traccia una prima citta, Madinat Fas, sulla riva destra dell’oued nel 789. Vent’anni dopo, nell’809, Idriss II fonda sulla riva opposta un secondo insediamento, al-Aliya, e vi trasferisce la capitale da Walili. Si circonda di cavalieri arabi giunti da Kairouan; poco dopo, verso l’817-818, arrivano famiglie andaluse cacciate da Cordova. Queste due ondate daranno il nome alle due rive, quella dei kairouaniti (Qarawiyyin) e quella degli andalusi.
Accanto alla sua residenza, Dar al-Qaytoun (“la casa della tenda”), Idriss II fa costruire una moschea detta al-Achraf, o moschea degli chorfa. E attorno a questo nucleo, nel cuore dell’odierna Fes el-Bali, che si sviluppa il santuario. Per i fassi non e soltanto un sovrano del IX secolo: e il fondatore, il protettore della citta, uno sceriffo la cui baraka (benedizione) resta legata alla sua tomba. Lo si invoca per una nascita, un esame, un matrimonio, un’attivita che comincia.
Una tomba a lungo discussa
La vicenda della tomba e piu complicata di quanto raccontino i depliant. La maggior parte delle fonti antiche colloca la sepoltura di Idriss II nella moschea che lui stesso aveva fatto erigere accanto a Dar al-Qaytoun. Un’altra tradizione, riportata da alcuni autori, lo voleva sepolto vicino al padre a Moulay Idriss Zerhoun. Per diversi secoli, del resto, il culto di Idriss II a Fes resta modesto, e il prestigio religioso della citta passa soprattutto dalla Quaraouiyine.
Tutto cambia nel 1437. Mentre si preparano dei lavori nell’edificio, sotto il sultano merinide Abd al-Haqq II, viene alla luce un corpo che i giuristi dell’epoca riconoscono come quello di Idriss II. I racconti attribuiscono un ruolo decisivo al visir wattaside del tempo. Gli storici di oggi guardano con prudenza ad alcuni dettagli di questa “invenzione”, ma l’effetto e innegabile: nel giro di pochi decenni il santuario diventa il luogo piu venerato di Fes, e gli chorfa idrisidi, discendenti di Idriss, vi guadagnano un peso considerevole.
Storia della zaouia Moulay Idriss II, dalla moschea idriside al santuario alauita
Quello che si vede oggi e la somma di interventi successivi. Ogni dinastia che volesse legare a se Fes e i suoi chorfa ha messo mano al santuario. La tabella raccoglie le date documentate; quando una fonte indica un intervallo, lo riportiamo cosi com’e invece di inventare una precisione che non esiste.
| Data | Avvenimento | Cosa ne resta |
|---|---|---|
| 809 | Idriss II fonda al-Aliya e fa costruire una moschea accanto a Dar al-Qaytoun | Il sito e il nome di Dar al-Qaytoun, dentro l’horm |
| 828 | Morte di Idriss II a Fes | La tomba venerata nella camera funeraria |
| 1308 | Crollo del tetto e ricostruzione della moschea da parte di discendenti di Idriss, sotto i Merinidi | Nulla di visibile con certezza |
| 1437 | Ritrovamento di un corpo identificato come quello di Idriss II; nasce il grande pellegrinaggio | Lo status di santuario maggiore |
| 1557 | Il sultano saadiano Mohammed ech-Cheikh fa rifare il tetto del mausoleo | Elementi in marmo saadiani reimpiegati |
| 1603 | L’emiro saadiano Zaydan fa aggiungere una decorazione interna | Decorazione poi rimaneggiata |
| 1717-1720 | Moulay Ismail fa ricostruire l’intera zaouia, minareto e camera funeraria compresi | La parte principale dell’edificio attuale e la vasca in marmo del cortile |
| 1824 | Il sultano Moulay Abderrahmane fa erigere una nuova moschea attigua | La sala di preghiera ampliata |
| 1890 | Importanti rinnovamenti segnalati da ArchNet | Non dettagliato dalle fonti consultate |
| 1956 | Rinnovamento sotto Mohammed V | Non dettagliato dalle fonti consultate |
| 2011-2014 | Restauro completo deciso nel 2009, 52,5 milioni di dirham | Cupola, cortile, minareto e decorazioni restaurati |
Moulay Ismail e il volto attuale del santuario
La frase che ripetono tutte le guide, “ricostruito da Moulay Ismail”, e esatta, con una sfumatura sulle date. Il sultano alauita, che regno dal 1672 al 1727 e governava da Meknes, fece riedificare il complesso tra il 1717 e il 1720. A lui si devono il minareto, la camera funeraria, il grande tetto piramidale coperto di tegole verdi e la vasca in marmo bianco al centro del cortile. Il museo virtuale Discover Islamic Art colloca questi interventi genericamente nel suo regno, senza indicare un anno preciso; le due informazioni non si contraddicono.
Il gesto aveva anche un significato di prestigio. Moulay Ismail aveva un rapporto difficile con Fes, citta ribelle, e con i suoi chorfa. Abbellire la tomba del fondatore significava onorare la citta e insieme affermarsi come suo primo protettore. Un secolo dopo Moulay Abderrahmane ripete il gesto aggiungendo, nel 1824, una nuova moschea, che da al santuario la sua doppia natura di luogo della preghiera del venerdi e di mausoleo.
Il grande restauro del 2011-2014
Nel 2009 il ministero degli Habous e degli Affari islamici riceve l’incarico di uno studio tecnico per restaurare integralmente il mausoleo e le sue dipendenze. I lavori iniziano nel 2011 e durano 36 mesi, con un budget di 52,5 milioni di dirham. Secondo l’agenzia MAP riguardano il consolidamento e il rifacimento della grande cupola, del patio, della sala di preghiera, del minareto, della casa dell’imam, della moschea Mkalka (240 fedeli) e di Dar al-Qaytoun, per 2.548 m² coperti. Vengono riprese le fondamenta, trattate le crepe, rifatte le parti in legno, restaurati zellige, marmi e stucchi scolpiti.
L’architetto del cantiere, Rachid Haloui, ha spiegato alla stampa marocchina che i tempi si erano allungati perche una parte degli occupanti rifiutava di lasciare gli edifici: un dettaglio che dice bene come non si tratti di un monumento musealizzato, ma di uno spazio abitato e frequentato ogni giorno. Guardando oggi le porte a sud-est o il portale nord, i colori freschi degli zellige e degli stucchi vengono da quella campagna di lavori.
Architettura della zaouia Moulay Idriss II: cosa si trova dietro le mura
Anche senza entrare conviene sapere come e organizzato l’edificio: aiuta a capire cosa si intravede da una porta socchiusa e perche i fedeli si fermano in un punto del muro e non in un altro. Il santuario forma un blocco irregolare, incastrato nel tessuto della medina, tra la kissaria (l’antico mercato dei tessuti) a est e il quartiere Nejjarine a ovest. Non ha una facciata monumentale in senso europeo: i suoi muri si confondono con le botteghe che vi si appoggiano.
Il minareto, punto di riferimento di tutta la medina
Costruito tra il 1717 e il 1720, il minareto e considerato il piu alto di Fes el-Bali. La torre quadrata e decorata con pannelli di zellige e motivi a intreccio e domina il portale nord. Sara lui la tua bussola: dalle terrazze della medina, dalle tombe merinidi a nord o dal forte del Borj Sud si individua prima il minareto e, subito accanto, la piramide verde del mausoleo. Quando ti perdi nei souk, alza la testa: se lo vedi, il santuario e a pochi vicoli.
Il cortile e la sala di preghiera
Il portale nord, ai piedi del minareto, si apre sul cortile (sahn). Al centro una vasca in marmo bianco dell’epoca di Moulay Ismail; ai lati, fontane a muro per le abluzioni. Sulla parete sud del cortile campeggia una grande calligrafia del nome di Dio, realizzata nell’Ottocento dal calligrafo Mohammed al-Qandoussi, celebre per il suo stile molto personale di scrittura maghrebina. La sala di preghiera segue lo schema delle moschee marocchine: colonne e archi, pavimento coperto di stuoie e tappeti, lampadari sospesi.
La camera funeraria
A sud del cortile, la camera funeraria custodisce la tomba di Idriss II. E sormontata da un baldacchino in legno intarsiato d’oro e rame, coperto di iscrizioni calligrafiche, e rivestita dalla kessoua, il drappo ricamato con versetti coranici offerto durante il moussem. Sopra, una grande cupola lignea assemblata con una moltitudine di piccoli pezzi disegna un motivo a stella; e questa che all’esterno viene coperta dal tetto piramidale verde. Colonne di marmo, zellige e stucco scolpito completano la decorazione. Il vestibolo che vi conduce, riccamente ornato, e descritto da Discover Islamic Art con le sue lampade, i lampadari e il pavimento in zellige.
Si legge a volte che i pellegrini girino sette volte intorno alla tomba, o che alcune donne vi si rechino espressamente per la fertilita. Sono pratiche citate da racconti di viaggio, ma non le abbiamo trovate documentate da una fonte ufficiale e preferiamo non presentarle come regole. Quel che e certo e che il santuario e frequentato tanto da donne quanto da uomini, spesso in famiglia, e che molti vi depongono dei ceri.
L’horm, un quartiere sacro dentro la citta
La zaouia non e un edificio isolato ma il centro di un perimetro sacro, l’horm. Diversi vicoli che vi conducono sono sbarrati all’altezza della testa da una trave di legno orizzontale, sotto cui bisogna chinarsi. Fino all’inizio del protettorato francese, nel 1912, i non musulmani e le bestie da soma non potevano oltrepassare quelle travi. L’horm serviva anche da asilo: chi vi si rifugiava non poteva essere arrestato. Comprende tra l’altro la moschea Mkalka, legata a questo diritto d’asilo, Dar al-Qaytoun, la casa del khatib e la tomba di Lalla Kenza.
Le travi sono ancora al loro posto. Non indicano piu un divieto di passaggio per i visitatori, ma restano una soglia: i mulattieri scaricano prima, i portatori rallentano e molti passanti appoggiano la mano sul legno o tacciono mentre ci passano sotto. Se ti tocca chinarti, e proprio quello il senso.

Non musulmani: cosa e permesso e cosa no alla zaouia Moulay Idriss II
L’interno della zaouia, cortile, sala di preghiera e camera funeraria, e riservato ai musulmani. Non e una regola esposta per i turisti, e la consuetudine della maggior parte delle moschee e dei santuari marocchini, un uso che di solito si fa risalire all’inizio del protettorato e al residente generale Lyautey, al quale viene attribuita la sua trasformazione in norma per i non musulmani. Oggi, in Marocco, la moschea Hassan II di Casablanca e la grande eccezione aperta alle visite guidate. A Fes vale lo stesso per la moschea-universita Al Quaraouiyine.
Un non musulmano puo pero arrivare fino alle porte, fermarsi un momento e girare intorno al santuario lungo i vicoli che lo costeggiano. Da una porta aperta si intravede di solito una parte del cortile o del vestibolo. E del tutto accettato, a patto di restare sulla soglia, non bloccare il passaggio e non fotografare i fedeli. Nessuno ti chiedera la tua religione; se hai un dubbio su una porta, un custode o un bottegaio vicino te lo fara capire, e basta rispettarlo.
| Situazione | Visitatore non musulmano | Consiglio |
|---|---|---|
| Passare sotto le travi dell’horm | Consentito | Camminare con calma, senza far rumore |
| Guardare da una porta aperta | Ammesso, dalla soglia | Pochi secondi, senza fare un passo dentro |
| Entrare nel cortile o nel mausoleo | Non consentito | Non insistere, anche se la porta e spalancata |
| Fotografare portale, minareto e mura | In genere tollerato | Senza fedeli in primo piano e senza flash |
| Fotografare chi prega o chi sta alla finestra della tomba | Da evitare | E l’errore piu mal visto |
| Comprare ceri o torrone alle bancarelle dell’horm | Consentito | I prezzi sono contenuti, si contratta poco |
La finestra della tomba, sul muro sud
E il dettaglio che quasi tutti i visitatori si perdono. Nel vicolo che costeggia il lato sud del santuario si apre una finestra con grata nel muro esterno, esattamente dall’altra parte della camera funeraria. I passanti vi si fermano per una breve preghiera, a volte toccano la grata, poi proseguono. Poco piu in la, una fessura decorata permette di infilare un’offerta destinata al santuario. Fermati a distanza, senza metterti davanti alla finestra, e osserva: e il momento piu giusto per capire cosa rappresenta Moulay Idriss per gli abitanti.
Ceri, torrone e incenso: il piccolo souk del santuario
Intorno al santuario si e formato un commercio interamente rivolto ai pellegrini. Nelle botteghe vicine si vendono grandi ceri bianchi o decorati, incenso, acqua di fiori d’arancio, rosari. I ceri vengono offerti al santuario; i modelli grandi e ornati si comprano soprattutto per le occasioni speciali, una nascita, un matrimonio, un voto esaudito.
L’altra specialita dell’horm e dolce: il torrone e i confetti detti “di Moulay Idriss”, in piramidi colorate, con mandorle, arachidi o sesamo, venduti a peso su bancarelle appena prima del santuario. Le famiglie ne portano a casa come ricordo della visita, un po’ come da noi si portano i confetti. Per chi viaggia e il modo piu naturale di prendere parte alla vita del luogo: comprane una piccola quantita, assaggia e chiedi al venditore da quando la sua famiglia tiene la bancarella. I prezzi sono esposti di rado; restano contenuti, e una contrattazione insistente qui non e il caso.
Per il resto degli acquisti, tappeti, pelle, rame, conviene allontanarsi dall’horm e seguire la nostra guida ai souk di Fes, che descrive strada per strada ogni mestiere.
Il moussem di Moulay Idriss, la grande festa di Fes
Il moussem di Moulay Idriss Al Azhar e la principale festa religiosa di Fes e uno dei moussem piu importanti del Marocco. Per una settimana la citta onora il suo fondatore. Il momento culminante e la processione della kessoua, un grande drappo ricamato con filo d’oro e versetti coranici, destinato a coprire la tomba. Attraversa i vicoli della medina fino al santuario, accompagnata da canti sufi, confraternite (Aissaoua, Hamadcha, Gnaoua), gruppi folcloristici e allievi delle scuole coraniche. Gli chorfa idrisidi, discendenti del santo, aprono il corteo insieme agli ulema e alle autorita.
Storicamente ogni corporazione di artigiani e commercianti sfilava fino al mausoleo con la propria offerta. La tradizione delle corporazioni resta visibile, anche se la forma e cambiata. Il programma comprende anche la conclusione della lettura del Sahih al-Bukhari e, la sera, una grande sfilata popolare a Bab Boujloud.
Le date cambiano di anno in anno e vengono annunciate con poco anticipo. Secondo la stampa marocchina, il moussem si e aperto giovedi 26 settembre nel 2013, si e tenuto dal 26 settembre al 3 ottobre nel 2019 e poi da giovedi 9 a giovedi 16 ottobre nel 2025. Per il 2026 non era stata pubblicata alcuna data ufficiale al momento della stesura: tieni d’occhio l’agenzia MAP e la stampa locale a partire da settembre. Se sei a Fes durante il moussem, la folla rende la medina lenta e densa intorno all’horm; e uno spettacolo raro, ma organizza gli spostamenti di conseguenza.
Vedere la zaouia Moulay Idriss II: consigli pratici di visita
| Informazione | Dettaglio |
|---|---|
| Posizione | Cuore di Fes el-Bali, tra la kissaria a est e piazza Nejjarine a ovest, a pochi minuti dalla Quaraouiyine |
| Come arrivare da Bab Boujloud | Lungo la Tala’a Kebira e poi il souk el-Attarine, 15-20 minuti a piedi secondo l’affluenza |
| Costo | Nessuno: i dintorni sono liberi, l’interno non e una visita a pagamento |
| Orari | Nessun orario turistico; i vicoli sono animati dalla mattina alla sera, scanditi dalle preghiere |
| Interno | Riservato ai musulmani |
| Abbigliamento | Spalle e ginocchia coperte; foulard consigliato alle donne musulmane che entrano |
| Durata | 20-40 minuti per fare il giro, osservare e comprare qualche dolce |
| Momento migliore | Meta mattina o tardo pomeriggio nei giorni feriali; evitare il venerdi intorno alla grande preghiera di mezzogiorno |
Come arrivarci a piedi
Da Bab Boujloud, la porta blu, imbocca la Tala’a Kebira, una delle due grandi vie in discesa. Scende dolcemente verso il cuore della medina e sbocca nel souk el-Attarine, l’antico souk dei droghieri. Li lasciati guidare dal minareto: il santuario e sulla destra e vi arrivano diversi vicoli stretti che attraversano la kissaria. Il portale nord, ai piedi del minareto, e raggiungibile da questa zona. Se arrivi da piazza Seffarine, risali verso la Quaraouiyine e poi verso piazza Nejjarine: la zaouia e a pochi passi. Per la mappa generale della citta vecchia e i suoi punti di riferimento, vedi la nostra pagina sulla medina di Fes el-Bali.
Le app di navigazione funzionano in modo molto approssimativo in questi vicoli coperti. Meglio scaricare la mappa offline prima di partire e affidarsi al minareto e ai nomi dei souk. Le false guide che si offrono di “mostrarti Moulay Idriss” sono numerose intorno alla kissaria; basta un “no grazie” fermo e sorridente. Se vuoi un accompagnamento, rivolgiti a una guida ufficiale, riconoscibile dal tesserino.
Abbigliamento e comportamento
- Copri spalle e ginocchia, uomini compresi; pantaloncini e canottiera sono fuori luogo nell’horm.
- Parla a voce bassa vicino alle porte e alla finestra della tomba.
- Non sederti sugli scalini o sulle soglie: sono luoghi di passaggio dei fedeli.
- Durante il richiamo alla preghiera, spostati dalle porte per lasciar entrare chi arriva.
- Non provare a fotografare l’interno con il teleobiettivo da una porta: viene vissuto come un’intrusione.
- Lascia una piccola mancia a chi ti ha aiutato a ritrovare la strada, ma non pagare nessuno per “entrare”.
I punti panoramici migliori sul santuario
Il tetto verde e il minareto si vedono meglio dall’alto. Tre opzioni funzionano: le tombe merinidi a nord della citta, da cui si abbraccia tutta la medina con la piramide verde al centro (piu bella a fine giornata); il Borj Sud, dal lato opposto; e le terrazze di caffe o di riad intorno a piazza Nejjarine e alla kissaria, alcune delle quali si affacciano quasi sul mausoleo. Le terrazze di negozi che offrono una “vista” in cambio di un acquisto sono frequenti: chiedi chiaramente se c’e un obbligo di acquisto prima di salire.
Gli errori da evitare
- Confondere la zaouia di Fes con la cittadina di Moulay Idriss Zerhoun, dove riposa Idriss I.
- Varcare una soglia perche la porta e aperta e nessuno sembra sorvegliare.
- Puntare il telefono verso la finestra della tomba mentre qualcuno prega.
- Arrivare il venerdi verso mezzogiorno e stupirsi di non riuscire a circolare.
- Pagare un “diritto di visita” a uno sconosciuto: non esiste.
- Attraversare l’horm in piena conversazione telefonica o con una cassa accesa.
Cosa vedere intorno alla zaouia Moulay Idriss II
Il santuario sta al centro di un quadrilatero di cinque minuti a piedi che concentra buona parte dei siti principali di Fes. Organizza la mattinata ad anello invece che ad andata e ritorno.
- Piazza Nejjarine: la fontana di zellige, il fondouk dei falegnami trasformato in museo delle arti del legno e l’hammam Moulay Idriss, storicamente legato alla tomba del santo.
- La kissaria: l’antico mercato centrale dei tessuti e degli articoli di pregio, addossato al fianco est della zaouia, oggi dedicato a stoffe, babbucce e abiti da festa.
- La Quaraouiyine: fondata a meta del IX secolo (nell’857 o nell’859 secondo le fonti), a pochi minuti a est; come la zaouia, la si intravede dalle sue porte.
- La madrasa Al Attarine: capolavoro merinide aperto alla visita, in fondo al souk el-Attarine, ideale per vedere l’interno di un edificio religioso di Fes.
- Piazza Seffarine: la piazza dei calderai, a dieci minuti, per il rumore dei martelli sul rame.
Se stai organizzando l’intero soggiorno, la nostra guida su cosa fare a Fes propone un itinerario completo della medina e, se sei ancora indeciso tra due citta imperiali, leggi il confronto Marrakech o Fes.
Arrivare a Fes in aereo
L’aeroporto di Fes-Saiss si trova a sud della citta. Il taxi o il transfer ti lascia a Bab Boujloud o a una porta vicina al tuo riad, perche nel cuore della medina non circolano auto: l’ultimo chilometro fino al santuario si fa sempre a piedi. La nostra guida all’aeroporto di Fes-Saiss dettaglia le opzioni di trasporto e le tariffe.
Domande frequenti sulla zaouia Moulay Idriss II
Un non musulmano puo entrare nella zaouia Moulay Idriss II?
No. L’interno e riservato ai musulmani, come nella maggior parte delle moschee e dei santuari del Marocco. Un non musulmano puo pero avvicinarsi alle porte, guardare dalla soglia e girare intorno al santuario lungo i vicoli che lo costeggiano.
Chi e sepolto nella zaouia Moulay Idriss II?
Il santuario custodisce la tomba di Idriss II (791-828), secondo sovrano idriside, che nell’809 fondo il quartiere di al-Aliya e fece di Fes la sua capitale. Il corpo venerato fu ritrovato e identificato nel 1437; alcuni dettagli di quella scoperta sono discussi dagli storici.
L’ingresso e a pagamento?
No. I dintorni del santuario sono ad accesso libero e non esiste alcun biglietto. Diffida di chiunque reclami un diritto d’ingresso o si offra di farti entrare in cambio di denaro.
Il santuario e stato costruito da Moulay Ismail?
E stato ricostruito da lui. Le origini risalgono al IX secolo, ma Moulay Ismail fece riedificare l’intera zaouia tra il 1717 e il 1720, minareto e camera funeraria compresi. Moulay Abderrahmane aggiunse una moschea nel 1824 e un restauro completo si e svolto dal 2011 al 2014.
Cosa sono le travi di legno nei vicoli?
Segnano l’ingresso dell’horm, il perimetro sacro del santuario. Fino al 1912 non musulmani e bestie da soma non potevano oltrepassarle. Oggi tutti possono passarci sotto, ma restano una soglia che invita al silenzio.
Quando si svolge il moussem di Moulay Idriss?
Si tiene ogni anno, in genere tra fine settembre e ottobre, per circa una settimana. Nel 2025 si e svolto dal 9 al 16 ottobre. Le date vengono annunciate con poco anticipo dalle autorita locali; verificale prima di prenotare.
Si puo fotografare la zaouia Moulay Idriss II?
Il minareto, il portale e i muri esterni si possono fotografare con discrezione. Evita di fotografare l’interno dalle porte e soprattutto le persone in preghiera, in particolare alla finestra della tomba sul muro sud.
Quanto tempo serve?
Calcola 20-40 minuti per fare il giro dell’horm, individuare la finestra della tomba e comprare del torrone, piu un’ora se prosegui con piazza Nejjarine e la vicina madrasa Al Attarine.
Il punto sulla zaouia Moulay Idriss II
La zaouia Moulay Idriss II non e un monumento da spuntare da una lista: e il cuore spirituale di Fes, dove riposa il sovrano che fondo al-Aliya nell’809, riedificato da Moulay Ismail tra il 1717 e il 1720 e restaurato da cima a fondo dal 2011 al 2014. Se non sei musulmano non varcherai la soglia, e va benissimo cosi. Ma passando sotto le travi dell’horm, costeggiando il muro sud fino alla finestra della tomba, comprando un po’ di torrone alle bancarelle e alzando gli occhi verso il minareto, di questo luogo avrai visto molto piu della maggior parte dei visitatori di corsa. Vieni in un giorno feriale, a meta mattina, vestito in modo sobrio, e prenditi il tuo tempo.
Fonti ufficiali
- UNESCO: Medina di Fes, patrimonio mondiale
- ArchNet: Zawiya Mulay Idris II
- Discover Islamic Art (Museum With No Frontiers): Mausoleo Moulay Idriss
- MAP: il mausoleo dopo il restauro (2014)
- Ministero degli Habous e degli Affari islamici
Articolo informativo, aggiornato a settembre 2026. Le regole di accesso, le date del moussem e le condizioni di circolazione nella medina possono cambiare: verificale sul posto o presso le autorita locali prima della visita.
Crediti fotografici
Illustrazioni: immagine in evidenza “File:Zawiya of Moulay Idris II 2.jpg” – Casual Builder (CC BY-SA 4.0); “File:Fes Morocco Moulay Idriss Zawiya – Sept 2014 – 1 (15736376819).jpg” – Andrew Nash (CC BY-SA 2.0); “File:Window to tomb of Moulay Idriss II.jpg” – Casual Builder (CC BY-SA 4.0), via Wikimedia Commons.



