Bab Boujloud a Fes: storia e visita della porta blu

Bab Boujloud, la porta blu di Fes, con le tre arcate a ferro di cavallo e le piastrelle blu

Bab Boujloud, la porta blu di Fes, è l’ingresso monumentale alla medina di Fes el-Bali da ovest: un triplice arco a ferro di cavallo costruito nel 1913, agli inizi del protettorato francese, rivestito di piastrelle di ceramica blu sul lato esterno e verdi sul lato medina, che si apre direttamente sulle due grandi vie della città vecchia, la Talaa Kebira e la Talaa Seghira. Si attraversa gratuitamente, di giorno come di notte, ed è il punto di partenza più semplice per una prima visita a Fes.

Qui si parla solo della porta e di ciò che la circonda da vicino: la sua storia reale, più recente di quanto creda la maggior parte dei visitatori, il modo di leggerne la facciata, la piazza che la precede, le due vie che ne partono, le trappole classiche dei dintorni e i momenti migliori per fotografarla. Per organizzare il resto del soggiorno, la nostra guida su cosa fare a Fes raccoglie tutte le tappe imperdibili della città.

In breve

  • La porta attuale di Bab Boujloud risale al 1913: fu voluta dall’amministrazione del protettorato francese, instaurato nel 1912, per dare alla medina un ingresso più solenne.
  • Una porta più antica e molto più modesta, che risalirebbe in gran parte al XII secolo, esiste ancora subito a sinistra guardando la porta dalla piazza; oggi è chiusa.
  • La facciata rivolta verso l’esterno è dominata dal blu, quella rivolta verso la medina dal verde; entrambe sono coperte di piastrelle smaltate con motivi geometrici e floreali.
  • Il nome deriverebbe da Abu al-Junud, «il padre delle truppe», allusione all’antico campo di parata militare che occupava l’attuale piazza Boujloud, chiamata anche piazza Pacha el-Baghdadi.
  • Attraverso l’arco centrale si scorgono i minareti della madrasa Bou Inania e della moschea Sidi Lazzaz, a due minuti a piedi.
  • Dietro la porta iniziano la Talaa Kebira e la Talaa Seghira, che scendono verso il quartiere della Qarawiyyin; oltre la piazza le automobili non passano più.
  • L’accesso è libero e gratuito a qualsiasi ora; la porta fa parte della medina di Fes, iscritta nel patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1981.
Antica porta di Bab Boujloud a Fes, grande arco in mattoni senza decorazioni in ceramica

Storia di Bab Boujloud: una porta del 1913 su una soglia medievale

Molti visitatori tornano a casa convinti di aver varcato una porta millenaria. Non è così, ed è proprio questo a rendere Bab Boujloud interessante. La porta che circola sui social ha poco più di un secolo. Il luogo, invece, è una soglia della città fin dal Medioevo, e sul posto si possono ancora vedere, una accanto all’altra, l’entrata medievale e la sua sostituta del Novecento.

Il nome: dal «padre delle truppe» a Boujloud

Il nome è ben più antico della porta attuale. La spiegazione più accreditata dagli storici della città lo fa derivare, per deformazione popolare, da Abu al-Junud, «il padre delle truppe». Il riferimento sarebbe alla vasta spianata davanti alla porta, a lungo usata come campo di parata e di raduno militare. Le grafie variano parecchio: Boujloud, Bou Jeloud, Bou Jloud, Bab Bou Jeloud; in arabo si legge anche «Bab Abi al-Junud». Indicano tutte la stessa porta e, per estensione, il quartiere che la circonda, dove si trova anche la madrasa Bou Inania.

L’antica porta, a gomito e difensiva

Prima del 1913 si entrava da una porta semplice, che potrebbe risalire in gran parte al XII secolo, quando gli Almohadi rimodellarono le fortificazioni di Fes. Non si apriva sull’asse della strada: il passaggio correva parallelo alle mura, così che si sbucava di lato, dal fianco sud, nella Talaa Kebira. Questo tracciato a gomito, frequente nelle porte antiche del Marocco, rallentava un assalitore e rendeva più facile il controllo dei passaggi. L’antica porta è ancora lì, a sinistra della porta blu quando si arriva dalla piazza. È chiusa, ma il suo grande arco in mattoni, privo di ceramica, mostra com’erano gli ingressi della medina prima del protettorato. Vale un minuto di attenzione: il confronto con la vicina dice tutto dell’intenzione del 1913.

Il cantiere del 1912-1913

Il protettorato francese viene instaurato nel 1912. La nuova amministrazione prende in mano la gestione di Fes e desidera un ingresso più grandioso per la città vecchia. Nel dicembre 1912 il capo dei servizi municipali, il capitano Mellier, disegna i piani di una nuova apertura nella cinta muraria. Per realizzarla bisogna acquistare e poi demolire una stalla e tre botteghe. Quelle botteghe però appartenevano a una fondazione pia (habous, o waqf) di cui garantivano le rendite: l’operazione richiede trattative delicate prima che il cantiere possa procedere. La porta viene completata nel 1913. Il suo architetto non è noto con certezza; era probabilmente francese, mentre la decorazione in ceramica è frutto di maestranze marocchine.

C’è qui un paradosso che sarebbe sbagliato nascondere. La porta più fotografata di Fes, diventata il simbolo della medina, nasce in epoca coloniale. Ma è stata realizzata in un vocabolario marocchino padroneggiato alla perfezione, e gli abitanti di Fes se ne sono appropriati da tempo. Non tradisce la medina: ne è diventata la vetrina. A riprova della sua fama, il padiglione del Marocco al parco Epcot, in Florida, ne riproduce una versione per segnare il passaggio fra la sua «città nuova» e la sua «medina».

PeriodoAvvenimento legato a Bab Boujloud e ai suoi dintorni
XII secolo (probabile)Una porta semplice, con ingresso a gomito, apre il lato ovest di Fes el-Bali verso la Talaa Kebira.
1203-1204Sotto l’almohade Muhammad al-Nasir, ricostruzione delle fortificazioni; Bab Mahrouk, all’angolo nord-ovest della piazza, risale a questa campagna.
1350-1355Il sultano merinide Abu Inan Faris fa costruire la madrasa Bou Inania, il cui minareto si vede oggi attraverso l’arco.
1873-1894Regno di Moulay Hassan I: una cinta collega per la prima volta le due città e i giardini Jnan Sbil assumono la loro forma reale.
1912Instaurazione del protettorato francese; a dicembre il capitano Mellier disegna il progetto di un nuovo ingresso.
1913Completamento della porta attuale a tre archi, blu all’esterno e verde sul lato medina.
1914-1917Apertura del Collège musulman, futuro collegio Moulay Idriss, e avvio della costruzione degli edifici attuali a sud della piazza.
1981La medina di Fes, porta compresa, entra nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO.
2018-2022Avvio di un progetto di parcheggio per la medina sulla piazza, con espropri, poi concorso architettonico per la risistemazione della superficie.
Cronologia di Bab Boujloud e del suo quartiere.

Architettura di Bab Boujloud: come leggere la facciata

Spesso si passa sotto la porta guardando il telefono. Meglio fermarsi al centro della piazza, a una trentina di passi, e osservare l’insieme prima di avanzare. La composizione è semplice, quasi scolastica, ed è questo a renderla così leggibile.

Tre archi, un arco di trionfo alla marocchina

La porta conta tre passaggi: un grande arco centrale e due archi laterali più bassi, disposti simmetricamente. Tutti sono a ferro di cavallo acuto, il profilo caratteristico dell’architettura dell’Occidente musulmano. Lo schema d’insieme, un grande passaggio affiancato da due piccoli, ricorda quello di un arco di trionfo: è una delle chiavi di lettura del monumento, che unisce una composizione europea classica a forme ispano-moresche. La sommità è coronata da merli a punta che evocano una fortificazione, e una cornice rettangolare, l’alfiz, racchiude la decorazione sopra gli archi. Gli zoccoli, sobri, contrastano con il campo di ceramica che occupa la parte alta del muro. Guardate anche il bordo degli archi: un filetto festonato, in rilievo, sottolinea ogni apertura e alleggerisce la massa della muratura.

Il blu fuori, il verde dentro

Sul lato della piazza domina il blu; sul lato della medina, il verde. Entrambe le facce sono coperte di piastrelle smaltate in cui si intrecciano arabeschi e motivi geometrici, con due finestre cieche dal mosaico più fitto sopra i passaggi laterali. La spiegazione più diffusa, ripresa dalla maggior parte delle guide e dagli stessi abitanti di Fes, vuole che il blu sia il colore di Fes, quello della sua celebre ceramica, e che il verde sia il colore dell’islam, che si scopre entrando nella città santa. Nessun testo del 1913 finora pubblicato conferma che il costruttore abbia voluto questo simbolismo: va quindi presa come una lettura tradizionale più che come un dato d’archivio. Ha almeno il merito di ricordare che il «blu di Fes» indica una vera tradizione di ceramica, i cui pezzi decorati in blu hanno fatto la fama delle botteghe cittadine.

Un consiglio pratico discende da questa doppia faccia: non fotografate solo il lato blu. Una volta passati sotto l’arco, voltatevi. La faccia verde, più discreta e spesso in controluce, è quella che vedono gli abitanti uscendo dalla medina, ed è lei a segnare il passaggio dalla città mercantile alla città moderna.

L’inquadratura dei due minareti

Il vero spettacolo di Bab Boujloud sta in ciò che si vede attraverso di essa. Dalla piazza, l’arco centrale incornicia due minareti. Il più alto, ornato di ceramica verde, è quello della madrasa Bou Inania, eretta nel XIV secolo sulla Talaa Kebira. L’altro, più sobrio e più recente, appartiene alla moschea Sidi Lazzaz. L’inquadratura è così perfetta che molti la credono voluta; nessuna fonte permette di affermarlo, ma il risultato è lì, ed è l’immagine che ha reso celebre la porta. Per ottenerla, mettetevi esattamente sull’asse dell’arco centrale, leggermente arretrati, e aspettate la tregua fra due ondate di passanti. Un medio teleobiettivo stringe le due torri dentro l’arco; un grandangolo, al contrario, le rimpicciolisce e le annega nel contesto.

Minareti di Bou Inania e Sidi Lazzaz incorniciati dall'arco blu di Bab Boujloud

La piazza Boujloud e i monumenti che la circondano

La porta non si capisce senza la spianata che la precede. La piazza Boujloud si chiama ufficialmente piazza Pacha el-Baghdadi, in omaggio a Si Mohammed ben Bouchta el-Baghdadi, che guidò Fes nei primi vent’anni del protettorato, fino alla morte nel 1932. Nacque probabilmente in epoca almohade, all’inizio del XIII secolo, insieme alla maggior parte delle fortificazioni vicine. Campo di parata, area di accampamento per le carovane, luogo di passeggio e di spettacoli la sera: è sempre stata l’anticamera della medina. In epoca merinide un grande edificio di scuderie, l’Herri Bou Jloud, ne occupava addirittura il centro.

Tutt’intorno, diversi monumenti si leggono come gli strati successivi della città:

  • La kasbah Bou Jeloud, a sud: questa antica cittadella, di origine almoravide e poi almohade, ospitò le autorità e il governatore di Fes fino al Novecento. Non è più fortificata e forma oggi un quartiere residenziale, il cui tracciato conserva il segno della cinta.
  • La moschea Bou Jeloud, a sud, fondata in epoca almohade alla fine del XII secolo; il suo minareto, dovuto al merinide Abu Yahya dopo la presa di Fes nel 1248, porta la prima iscrizione di fondazione merinide conosciuta. Luogo di culto attivo, riservato ai musulmani.
  • Bab Mahrouk, all’angolo nord-ovest: la «porta del Bruciato», eretta sotto Muhammad al-Nasir nel 1204, fu a lungo la principale porta ovest di Fes el-Bali. Il nome ricorda il corpo di un ribelle, al-Ubaydi, bruciato in questo punto nel 1203-1204.
  • Bab Chorfa e la kasbah en-Nouar, a nord: la «porta dei Chorfa», nella sua forma alawide, dà accesso alla kasbah en-Nouar, cittadella di origine almohade che ospitò poi sostenitori degli Alawidi giunti dal Tafilalet.
  • Il collegio Moulay Idriss, a sud: aperto nel 1914 con il nome di Collège musulman, si è insediato in edifici la cui costruzione è iniziata nel 1917, attorno a un grande cortile-giardino decorato di zellige.
  • Bab Chems, all’estremità ovest della piazza: si apre sul corridoio fortificato che collega Fes el-Bali a Fes el-Jdid, quello dei giardini Jnan Sbil.

La parte nord della piazza ospita da tempo un mercato all’aperto di prodotti a basso prezzo destinato agli abitanti, lontano dalle botteghe per turisti. Nelle serate più animate vi si vedono a volte i cerchi della halqa, gli spettacoli di strada tradizionali in cui cantastorie, musicisti e comici raccolgono un pubblico in piedi. La piazza ha fatto anche da palco gratuito in alcune edizioni del Festival di Fes delle musiche sacre del mondo; il programma cambia ogni anno, quindi verificate il calendario ufficiale prima di contarci.

Sul fronte urbanistico, la piazza è in trasformazione da diversi anni. Un progetto di parcheggio per decongestionare la medina è stato avviato nel 2018, con l’esproprio di 46 immobili; nel 2022 è stato aperto un concorso architettonico per risistemare la superficie, con un budget annunciato di 8,5 milioni di dirham, una nuova illuminazione e la valorizzazione luminosa di mura e porte. A seconda del periodo della visita, aspettatevi transenne oppure una sistemazione rinnovata: lo stato esatto dei luoghi va verificato sul posto.

Bab Boujloud è d’altronde solo uno dei tanti ingressi della città. Se vi interessa la storia delle fortificazioni, il nostro approfondimento sulle mura e porte di Fes presenta Bab Mahrouk, Bab Guissa, Bab Ftouh e le altre, con un itinerario per farne il giro.

Dopo Bab Boujloud: Talaa Kebira o Talaa Seghira?

Appena varcata la porta, la strada si divide. È la prima decisione della visita, e conta, perché entrambe le vie scendono in pendenza verso il cuore della medina ed è più piacevole percorrerle in questo senso. Corrono più o meno parallele, da ovest a est, e si ricongiungono nel quartiere di Aïn Allou, sotto la moschea Chrabliyine.

La Talaa Kebira («la grande salita») è la via principale di Fes el-Bali. Oggi la si raggiunge da un passaggio aperto sul lato nord del piccolo spiazzo dietro la porta. Costeggia la moschea Sidi Lazzaz, poi la madrasa Bou Inania e, di fronte, Dar al-Magana, la casa dell’orologio idraulico le cui coppe di bronzo scandivano un tempo le ore. Seguono i fondouk, antichi caravanserragli, il quartiere Chrabliyine, storicamente legato alle babbucce, poi la discesa ripida di Ras Tiyyalin prima del souk delle spezie e della madrasa Attarine. La Talaa Seghira («la piccola salita») parte dalla stessa porta, un po’ più a sud, e offre una discesa spesso meno affollata, fiancheggiata da negozi di quartiere.

CriterioTalaa KebiraTalaa Seghira
Partenza da Bab BoujloudA sinistra dopo la porta, dal passaggio lato nordPiù a sud, in prosecuzione della porta
Punto di arrivoSouk delle spezie e madrasa Attarine, vicino alla QarawiyyinRaggiunge la Talaa Kebira ad Aïn Allou
Monumenti lungo il percorsoSidi Lazzaz, madrasa Bou Inania, Dar al-Magana, fondouk, moschea ChrabliyineMeno grandi monumenti, più vita di quartiere
AtmosferaMolto frequentata, banchi di prodotti freschi all’inizioIn genere un po’ più tranquilla
Per chiPrima visita, punti di riferimento faciliRitorno verso la porta o seconda passeggiata
Le due vie che partono da Bab Boujloud (senso di visita consigliato: in discesa).

Il nostro consiglio: scendete dalla Talaa Kebira per i monumenti e risalite dalla Talaa Seghira. Farete un anello senza ripassare due volte davanti agli stessi banchi e ritroverete naturalmente Bab Boujloud. Per la visita al resto della città vecchia, la nostra guida della medina di Fes el-Bali descrive quartieri, souk e orientamento.

Visitare Bab Boujloud: accesso, orari, abbigliamento e momento migliore

Come arrivare dall’aeroporto, dalla stazione e dalla città nuova

Bab Boujloud è uno dei pochi punti della medina che un autista trova senza esitare: è il limite oltre il quale i veicoli si fermano. Basta dire «Bab Boujloud» o «piazza Boujloud» a un taxi qualsiasi.

  • Dall’aeroporto di Fes-Saïss, a una quindicina di chilometri a sud della città: in genere 20-35 minuti di strada a seconda del traffico. I grand taxi aspettano davanti agli arrivi; la tariffa per veicolo fino a una porta della medina varia con l’ora e con le rilevazioni recenti (il più delle volte fra 150 e 250 dirham, di più di notte): confermatela prima di salire. Molti riad propongono anche un transfer fino alla porta, da cui un facchino vi accompagna a piedi. Tutti i dettagli sono nella nostra guida dell’aeroporto di Fes-Saïss, e il nostro confronto fra i trasferimenti dagli aeroporti del Marocco aiuta a scegliere fra taxi, navetta e autista privato.
  • Dalla stazione ONCF di Fes, nella città nuova: un petit taxi (rosso a Fes) vi porta in 10-20 minuti secondo il traffico, per una cifra dell’ordine di 10-20 dirham a tassametro, di più di notte. Pretendete il tassametro.
  • Dalla città nuova: stessa soluzione, petit taxi a tassametro. A piedi è possibile ma lungo e poco gradevole, lungo viali molto trafficati.
  • In auto: impossibile andare oltre la piazza. I posteggi dei dintorni sono spesso sorvegliati da guardiani che chiedono una piccola mancia; informatevi sui parcheggi attrezzati per la medina, la cui offerta cambia con i lavori.

Orari, prezzo e abbigliamento

Non ci sono biglietteria né orari: Bab Boujloud è una porta urbana sempre aperta e il passaggio è gratuito. Per attraversarla non serve un abbigliamento particolare, ma si entra in una città tradizionale: spalle e ginocchia coperte vi garantiranno scambi più rilassati nella medina, e saranno comunque richieste se proseguite verso la madrasa Bou Inania. Soprattutto, portate scarpe che facciano presa: le due Talaa sono lastricate, in pendenza e scivolose dopo la pioggia.

InformazioneDettaglio
NomeBab Boujloud (Bab Bou Jeloud), la «porta blu»
PosizioneIngresso ovest di Fes el-Bali, fra la piazza Boujloud (piazza Pacha el-Baghdadi) e l’inizio delle Talaa Kebira e Seghira
Data di costruzione1913 (porta attuale); porta antica adiacente probabilmente del XII secolo
OrariAccesso libero 24 ore su 24
PrezzoGratuito
Durata consigliata15-30 minuti per la porta e la piazza, di più se vi fermate per un tè in terrazza
Luce migliorePomeriggio per la facciata blu; sera per l’atmosfera
AccessibilitàPiazza pianeggiante; le vie della medina che seguono sono in pendenza e lastricate
StatoElemento della medina di Fes, patrimonio mondiale dell’UNESCO (1981)
Scheda pratica di Bab Boujloud (informazioni rilevate a settembre 2026, le condizioni possono cambiare).

Momento migliore e fotografia

La facciata blu guarda verso la piazza, a ovest della medina: riceve la luce del pomeriggio, che fa vibrare la ceramica. Al mattino è più spesso in ombra, ma la piazza è quasi vuota presto, il che permette un’inquadratura libera. Il venerdì attorno alla grande preghiera di mezzogiorno e nei giorni di festa l’affluenza cambia molto; nelle sere d’estate e durante il ramadan, dopo la rottura del digiuno, la piazza diventa il salotto a cielo aperto del quartiere.

La sera, appunto, è il momento che preferiamo. Le terrazze dei caffè subito dietro la porta, lato medina, offrono una vista dall’alto sugli archi e sull’andirivieni di famiglie, venditori ambulanti e facchini che risalgono con i loro carretti. Ordinate un tè alla menta, sistematevi al piano superiore e guardate la medina riempirsi: è una scena che nessuna foto restituisce. I prezzi di queste terrazze restano in genere contenuti, ma chiedeteli se il listino non è esposto. Sappiate infine che fotografare volti senza permesso è malvisto: chiedete, e accettate un rifiuto.

Bab Boujloud come punto d’incontro: consigli ed errori da evitare

Per chi alloggia nella medina, Bab Boujloud diventa presto il riferimento assoluto: è lì che vi lascia il taxi, che il riad manda qualcuno a prendervi, che ritrovate una guida o degli amici. Questa posizione ha il suo rovescio: è anche il luogo di Fes dove si viene avvicinati di più.

  1. Le guide non ufficiali. Alcuni ragazzi propongono subito di mostrarvi «la strada» o «le concerie». Basta un rifiuto cortese e fermo. Le guide autorizzate portano un tesserino ufficiale; se volete essere accompagnati, fate prenotare dalla vostra struttura.
  2. Il «oggi è chiuso». Se qualcuno vi assicura che la via, la madrasa o il vostro riad è chiuso e che bisogna seguirlo, proseguite per la vostra strada. La madrasa Bou Inania è a due minuti: verificate di persona.
  3. I facchini. I facchini con il carretto che aspettano vicino alla porta sono preziosi con i bagagli, perché i vicoli sono vietati alle auto. Mettetevi d’accordo sul prezzo prima di partire e chiedete al riad la tariffa abituale.
  4. L’appuntamento vago. «A Bab Boujloud» non basta: la piazza è vasta e la porta ha due lati. Precisate «lato blu, sulla piazza» oppure «lato verde, all’ingresso della Talaa Kebira».
  5. Il GPS. Si perde in fretta nei vicoli. Salvate la posizione della porta e quella del vostro alloggio prima di uscire: nel dubbio, risalite la pendenza, prima o poi sbucherete su una Talaa e quindi sulla porta.
  6. Il rientro di notte. La piazza resta animata fino a tardi, ma i vicoli secondari si svuotano in fretta. Rientrate dagli assi principali.

Un accorgimento che evita molti equivoci: se il vostro riad si trova più in basso nella medina, chiedetegli se conviene farvi lasciare a Bab Boujloud o a un’altra porta. Molti viaggiatori arrivano dalla porta blu per abitudine, poi trascinano le valigie venti minuti in discesa quando un altro accesso li avrebbe lasciati a due passi dall’alloggio.

Nei dintorni di Bab Boujloud

La porta è un’ottima base: tutto ciò che segue si raggiunge a piedi in meno di venti minuti.

La madrasa Bou Inania, a due minuti

Il minareto che vedete attraverso l’arco è la vostra prima tappa logica. Fondata dal sultano merinide Abu Inan Faris e costruita dal 1350 al 1355, è l’unica madrasa del Marocco ad aver svolto anche la funzione di moschea del venerdì. Si visitano il cortile, le boiserie di cedro e gli stucchi; la sala di preghiera è riservata ai musulmani ma si vede dal cortile. Tutti i dettagli sono nel nostro articolo sulla madrasa Bou Inania. Proprio di fronte, alzate lo sguardo verso la facciata di Dar al-Magana e le mensole che reggevano le coppe dell’orologio idraulico.

Il museo Al Batha delle arti dell’islam

A pochi minuti a piedi a sud della porta, in piazza Batha, l’antico palazzo del Batha, iniziato nel 1886 sotto Moulay Hassan I e completato nel 1907 sotto Moulay Abdelaziz, ha riaperto il 26 febbraio 2025 dopo il restauro, trasformato in museo delle arti dell’islam sotto l’egida della Fondazione nazionale dei musei. Vi si vedono manoscritti coranici, tessuti, ceramiche, metalli cesellati e un grande giardino andaluso che occupa più della metà del sito. Secondo la Fondazione è aperto dalle 10 alle 18, tutti i giorni tranne il martedì; l’ingresso è indicato a 60 dirham per i visitatori stranieri, 30 dirham per i marocchini e 15 dirham per i bambini. Tariffe e orari da verificare prima della visita.

I giardini Jnan Sbil

Fra Fes el-Bali e Fes el-Jdid, i giardini Jnan Sbil coprono circa 7,5 ettari. La loro origine è discussa: la Fondazione Mohammed VI per la protezione dell’ambiente li fa risalire al XVIII secolo e al sultano Moulay Abdallah, altri storici li associano soprattutto al regno di Moulay Hassan I, nel XIX secolo. Restaurati alla fine degli anni 2000 con i loro antichi sistemi idraulici (fontane, seguia, noria) e circa 3.000 specie vegetali, sono stati inaugurati nel giugno 2010 e poi riaperti pienamente al pubblico. L’ingresso è gratuito secondo le rilevazioni recenti; apertura di giorno, chiusura segnalata di frequente il lunedì, da verificare sul posto. Dalla porta ci vogliono una decina di minuti a piedi, passando da Bab Chems e dal corridoio fortificato.

Bab Mahrouk, Bab Chorfa e le mura

Costeggiando la piazza verso nord-ovest si arriva a Bab Mahrouk, molto più antica della porta blu, e poi a Bab Chorfa, che segna l’ingresso della kasbah en-Nouar. Il contrasto fra queste porte in pisé, massicce e quasi prive di decoro, e la ceramica di Bab Boujloud è la migliore lezione di storia gratuita di Fes: da un lato porte fatte per difendersi, dall’altro una porta fatta per essere vista.

Domande frequenti su Bab Boujloud

Di che epoca è Bab Boujloud?

La porta attuale è stata completata nel 1913, per iniziativa dell’amministrazione del protettorato francese. Il progetto fu disegnato nel dicembre 1912 dal capitano Mellier, capo dei servizi municipali. Una porta più antica, probabilmente del XII secolo, resta proprio accanto, chiusa.

Perché Bab Boujloud è blu da un lato e verde dall’altro?

Secondo la spiegazione tradizionale, il blu esterno sarebbe il colore di Fes e della sua ceramica, mentre il verde, sul lato medina, sarebbe il colore dell’islam. Nessun documento d’epoca pubblicato conferma questa intenzione, ma la lettura è ampiamente accettata sul posto.

L’ingresso di Bab Boujloud è a pagamento?

No. È una porta cittadina aperta a tutti, giorno e notte, senza biglietto. Hanno un costo d’ingresso solo i monumenti vicini, come la madrasa Bou Inania o il museo Al Batha.

Che cosa significa il nome Boujloud?

L’ipotesi più diffusa lo considera una deformazione di Abu al-Junud, «il padre delle truppe», in riferimento al campo di parata militare che occupava la piazza davanti alla porta.

Si può arrivare in auto o in taxi fino a Bab Boujloud?

Sì, fino alla piazza, ma non oltre: la medina di Fes el-Bali è chiusa alle auto. I taxi vi lasciano sulla piazza e si prosegue a piedi, con un facchino se avete bagagli.

Qual è il momento migliore per fotografare Bab Boujloud?

Il pomeriggio, quando il sole illumina la facciata blu; presto al mattino per una piazza quasi vuota; la sera per l’atmosfera, dalle terrazze dei caffè che dominano l’ingresso.

Quale via prendere dopo Bab Boujloud?

La Talaa Kebira per una prima visita: costeggia la madrasa Bou Inania e Dar al-Magana e scende verso la Qarawiyyin. La Talaa Seghira, parallela, raggiunge la prima ad Aïn Allou ed è un buon itinerario di ritorno.

Bab Boujloud è sicura la sera?

La piazza e l’imbocco delle Talaa restano animati fino a tardi, soprattutto d’estate. Bastano le precauzioni abituali: tenere le proprie cose vicine, rifiutare le guide improvvisate e rientrare dalle vie principali anziché dai vicoli deserti.

Bab Boujloud in sintesi

Bab Boujloud non è una porta medievale, ma una creazione del 1913 posata su una soglia che risale invece al Medioevo, e la cui antenata chiusa si vede ancora accanto. Il triplice arco blu e verde, i due minareti incorniciati nell’arco e la piazza animata ne fanno l’ingresso più pratico e più fotogenico di Fes el-Bali. Venite nel pomeriggio per la luce o la sera per l’atmosfera, prendete la Talaa Kebira verso Bou Inania, mantenete la calma di fronte alle offerte insistenti e usatela come riferimento: in una medina dove ci si perde per forza, è il punto a cui si torna sempre.

Fonti ufficiali

Questo articolo è a scopo informativo ed è stato aggiornato a settembre 2026. Tariffe, orari e condizioni di accesso dei monumenti citati possono cambiare: verificateli presso le fonti ufficiali o sul posto prima della visita.

Crediti fotografici

Illustrazioni: immagine in evidenza «File:Fes Bab Bou Jeloud 2011.jpg» — Bjørn Christian Tørrissen (CC BY-SA 3.0); «File:Bab Bou Jeloud old gate DSCF3337.jpg» — R Prazeres (CC BY-SA 4.0); «File:Bab Bou Jeloud Frame Minaret Fes Nov25 A7CR 09127-8 HDR3.jpg» — Timothy A. Gonsalves (CC BY-SA 4.0), via Wikimedia Commons.

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