Le tombe merinidi di Fes sono le rovine di una necropoli reale del XIV secolo adagiata sulla collina di al-Qula, subito a nord della medina di Fes el-Bali: si sale fin lassu per due mausolei sventrati, una piccola cupola in rovina e, soprattutto, per la vista piu completa che si possa avere sulla citta vecchia, gratis e senza orari. I sultani sepolti qui, tra il 1361 e il 1398 e poi nel 1465, regnavano su un impero ormai in declino; le loro tombe hanno perso i marmi e i colori, ma la collina ha conservato intatta la sua ragion d’essere: dominare Fes.
Questa pagina si occupa solo di quel sito: cosa resta davvero in piedi, chi vi riposava, cosa ne scrivevano i viaggiatori del Cinquecento, cosa ha trovato l’archeologia recente, il cantiere di restauro annunciato nel 2024, come leggere il panorama, come arrivarci e, punto che molte guide tacciono, come salirci in sicurezza a fine giornata. Per il resto della citta, la nostra guida su cosa fare a Fes raccoglie tutte le visite imperdibili.
In breve
- Le tombe merinidi occupano la collina di al-Qula (o El Qolla), a nord di Fes el-Bali, sopra il grande cimitero di Bab Guissa.
- Le sepolture reali note vanno dal 1361 al 1398, con un’ultima nel 1465, quella dell’ultimo sultano merinide, Abd al-Haqq II.
- Restano due grandi mausolei a base rettangolare, aperti da ampi archi oltrepassati, e una piccola qubba quadrata piu in basso, in rovina.
- Sopravvivono alcuni frammenti di stucco scolpito e un’iscrizione araba; i marmi e i colori descritti da Leone l’Africano sono scomparsi.
- Nell’agosto 2024 l’agenzia ADER-Fes ha lanciato un bando da 12 milioni di dirham per restaurare il sito e la moschea Al Anouar della medina.
- L’ingresso e libero, senza biglietto ne orari ufficiali; si sale soprattutto per il panorama su Fes el-Bali e per il tramonto.
- Evitate di salire da soli e di scendere a piedi dopo il buio: andate in compagnia o tenete un taxi ad attendervi.

Tombe merinidi: cosa si vede davvero sulla collina
Mettiamola subito in chiaro: chi si aspetta una necropoli paragonabile a quella di Chellah, a Rabat, con la sua cinta muraria, la porta monumentale e i giardini, restera deluso. Qui non c’e biglietteria, non c’e un pannello esplicativo degno di questo nome, non c’e un sentiero attrezzato. Ci sono muri di pise e mattoni corrosi da sei secoli di vento, posati su un dosso erboso o spoglio a seconda della stagione, e una citta intera ai vostri piedi. Tutto il fascino del luogo sta in questo contrasto tra la poverta dei resti e l’ampiezza di cio che guardano.
I due grandi mausolei
Sono loro a ritagliare il profilo della collina quando li si guarda dalla medina. Si tratta di due costruzioni alte a base rettangolare, ciascuna aperta da un grande ingresso ad arco oltrepassato, la forma a ferro di cavallo tipica dell’architettura dell’Occidente musulmano. Alcune fotografie dell’Ottocento mostrano che queste sale funerarie erano coperte da tetti piramidali in legno rivestiti di tegole verdi, il colore delle coperture religiose e dinastiche in Marocco. Non ne resta nulla: le orditure sono sparite, i muri sono nudi e il cielo fa ormai da soffitto.
Avvicinatevi alle pareti interne e cercate i resti di intonaco. In uno dei mausolei sopravvivono alcuni frammenti di stucco scolpito e le tracce di un’iscrizione in arabo. E poco, ma e l’unico indizio visibile della decorazione che un tempo rivestiva questi muri, nello spirito delle madrase merinidi della medina. Un consiglio: andateci con la luce radente di fine giornata, che fa risaltare il rilievo di quei frammenti molto meglio del sole di mezzogiorno.
La piccola qubba piu in basso
Molti visitatori se la perdono perche non si trova sul crinale. Un poco arretrata rispetto ai due grandi mausolei e leggermente a nord, su un terreno piu basso, si alza una qubba piu modesta, a base quadrata. Ognuno dei suoi quattro muri si apre con un arco oltrepassato ed era coperta da una cupola a dodici spicchi, detta dodecagonale. Oggi in rovina, da comunque l’idea migliore di come fosse un mausoleo merinide completo: un cubo aperto sui quattro lati, sotto una cupola, in mezzo alle tombe comuni.
Il cimitero di Bab Guissa, ai piedi della collina
I pendii che scendono verso le mura sono coperti di tombe: e il cimitero di Bab Guissa, che si estende fuori dalla porta omonima. E lui a fare da raccordo tra la collina reale e la citta. E tuttora in uso. Lo si attraversa in parte salendo a piedi, e impone una condotta semplice: non si cammina sulle tombe, non ci si siede sopra, non si fotografano le famiglie venute a raccogliersi.
Chi riposa nelle tombe merinidi?
Per capire perche una dinastia tanto ricca come quella merinide abbia lasciato tombe cosi spoglie, bisogna ripercorrere la storia delle sue sepolture. Per oltre mezzo secolo i sultani non furono sepolti a Fes ma a Chellah, vicino a Rabat. Abu Yusuf Yaqub, morto nel 1286, riposa la, come il figlio Abu Yaqub Yusuf, morto nel 1307, e Abu Thabit, morto nel 1308. Abu al-Hasan, il piu potente di tutti, morto nel 1351, e l’ultimo sultano sepolto a Chellah.
Suo figlio Abu Inan, assassinato nel 1358, rompe con quest’uso: sarebbe sepolto a Fes el-Jdid, in una sala attigua alla Grande Moschea della citta nuova, anche se nessuna iscrizione lo conferma. Dopo di lui la dinastia sceglie la collina di al-Qula. Perche questo cambiamento? Henri Bressolette, citato dal blog di storia locale “A l’ombre du Zalagh”, pone la domanda sotto forma di ipotesi: l’anarchia che si installa allora nel regno avrebbe potuto imporre un luogo di sepoltura piu vicino a Fes. Resta un’ipotesi, e nessun testo coevo scioglie la questione.
Le fonti storiche permettono di identificare diverse sepolture sulla collina. La tabella qui sotto riporta quelle documentate; non si sa invece, in mancanza di iscrizioni in posto, quale mausoleo ospitasse quale sovrano.
| Personaggio | Ruolo | Data di morte |
|---|---|---|
| Abu Salim Ibrahim | Sultano, primo sepolto noto ad al-Qula | 28 settembre 1361 |
| Abu al-Abbas Ahmad | Sultano (due regni) | 12 novembre 1393 |
| Abu Faris Abd al-Aziz II | Sultano | 11 novembre 1396 |
| Abu Amir Abdallah | Sultano | 20 o 21 marzo 1398 |
| Abd al-Haqq II | Ultimo sultano merinide, ucciso durante una rivolta | 1465 |
| Zineb | Principessa, nota da una stele trovata sul sito | 1335 |
| Abu Ali al-Nasir | Alto dignitario, noto da una stele | Inizio del XIV secolo |
Le due steli di marmo, quella della principessa Zineb e quella di Abu Ali al-Nasir, sono segnalate in letteratura come conservate al museo Dar Batha di Fes. La loro data, anteriore al 1361, mostra che la collina accoglieva gia sepolture dell’entourage reale prima di diventare la necropoli dei sultani. Se visitate Dar Batha, chiedete se sono esposte: l’allestimento delle collezioni cambia e non abbiamo potuto verificare la loro collocazione attuale.
I Merinidi, la dinastia che fece di Fes una capitale
I Banu Marin sono una tribu berbera zenata venuta dalle steppe orientali, che si insedia nel Marocco orientale all’inizio del XIII secolo. Approfittando del crollo degli Almohadi, conquistano Fes nel 1248 e poi Marrakech nel 1269, il che mette praticamente fine al potere almohade. Invece di tornare a Marrakech, capitale dei loro predecessori, fanno di Fes il centro del loro Stato. Nel 1276 il sultano Abu Yusuf Yaqub fonda accanto alla vecchia medina una citta amministrativa e militare: Fes el-Jdid, “Fes la nuova”.
A questa dinastia Fes deve buona parte di cio che i visitatori ammirano oggi: le madrase, i collegi dove alloggiavano gli studenti della Qarawiyyin, con i loro zellige, i loro stucchi e i loro legni intagliati. Sotto Abu al-Hasan, dal 1331 al 1348, l’impero raggiunge la sua massima estensione nel Maghreb. Ma la sconfitta del Rio Salado nel 1340 contro castigliani e portoghesi, poi la perdita di Algeciras nel 1344, chiudono la porta della Spagna. Abu Inan prova a riprendere in mano la situazione, prima di essere assassinato nel 1358.
E proprio qui che comincia la storia delle tombe di al-Qula. Dopo il 1358 sono i visir a governare davvero, i sultani si succedono in fretta, a volte assassinati, a volte deposti. I Wattasidi, un ramo imparentato, esercitano la reggenza, e nel 1465 una rivolta popolare a Fes uccide Abd al-Haqq II, ultimo sovrano merinide. Le tombe della collina sono dunque quelle di una dinastia che si spegne: e questo spiega probabilmente perche non abbiano mai raggiunto lo splendore di Chellah.
| Data | Evento |
|---|---|
| 1248 | Abu Yahya conquista Fes, strappata agli Almohadi |
| 1269 | Presa di Marrakech da parte di Abu Yusuf Yaqub, fine effettiva del potere almohade |
| 1276 | Fondazione di Fes el-Jdid, nuova citta reale |
| Dal 1286 al 1351 | I sultani vengono sepolti a Chellah, vicino a Rabat |
| Dal 1331 al 1348 | Regno di Abu al-Hasan, apogeo territoriale |
| 1340 | Sconfitta del Rio Salado |
| 1358 | Assassinio di Abu Inan, probabilmente sepolto a Fes el-Jdid |
| Dal 1361 al 1398 | Sepolture di sultani sulla collina di al-Qula |
| 1465 | Morte di Abd al-Haqq II, fine della dinastia; ultima sepoltura nota ad al-Qula |
| Agosto 2024 | Bando di ADER-Fes per il restauro delle tombe |
Al-Qula prima della necropoli: un palazzo fortificato scomparso
La collina non fu scelta a caso per seppellirvi dei re. I Merinidi vi avevano installato un palazzo fortificato, al-Qula, che comprendeva una moschea e un bagno; resti di quella moschea, tra cui un mihrab, sono sopravvissuti fino all’epoca moderna. La sua data e discussa: secondo alcune fonti il palazzo esisteva prima della fondazione di Fes el-Jdid nel 1276, e queste costruzioni, o un edificio anteriore, potrebbero risalire al califfo almohade Muhammad al-Nasir (1199-1213); un altro autore colloca invece la sua costruzione dopo il 1287. Il dibattito resta aperto.
Leone l’Africano, che conobbe Fes agli inizi del Cinquecento, descrive quel palazzo come imponente, senza che se ne possa ricostruire la pianta. Per il visitatore di oggi questa storia cambia la lettura del paesaggio: i lembi di muro isolati che si incontrano camminando sul crinale non sono tutti tombe. Alcuni appartenevano a quel complesso palaziale di cui si ignora quasi tutto. In mancanza di scavi completi nessuno puo dirvi con certezza a cosa servisse ciascuna rovina, e conviene diffidare di chi sostiene il contrario.

Cosa dicevano i viaggiatori, cosa dice l’archeologia
Marmi colorati nel Cinquecento
La testimonianza piu preziosa resta quella di Leone l’Africano. Descrive tombe ornate da begli apparati decorativi e da epitaffi di marmo ravvivati da colori accesi. All’inizio del XVI secolo, cioe circa un secolo e mezzo dopo la prima sepoltura reale e appena mezzo secolo dopo l’ultima, le tombe conservavano dunque ancora una ricca decorazione. Il degrado e arrivato dopo, con il disinteresse delle dinastie successive, i Saadiani e poi gli Alauiti, che avevano i propri luoghi di sepoltura, e con il lavoro lento delle intemperie su muri di terra.
Bisogna aspettare il Novecento perche il sito sia oggetto di studi seri. Georges Marcais descrive la piccola qubba e la sua cupola dodecagonale in L’Architecture musulmane d’Occident (1954), e Henri Bressolette pubblica nel 1983, con Jean Delaroziere, uno studio su Fes el-Jdid nella rivista Hesperis-Tamuda. Eppure, ancora nel 2014, i ricercatori constatavano che nessuno scavo approfondito era stato condotto sulla collina. Si conoscevano i nomi dei sultani sepolti, non l’organizzazione della necropoli. Un volume di Xavier Salmon, Fes merinide, une capitale pour les arts, 1276-1465 (2021), dedica diverse pagine alle tombe e si appoggia a fotografie ottocentesche per documentare le coperture scomparse.
Gli scavi di salvataggio recenti
La situazione e cambiata con la preparazione del cantiere di restauro. Nel marzo 2024 il sito di informazione Medias24 ha presentato le tombe come un caso di scuola dell’archeologia preventiva in Marocco, dando la parola al ricercatore Samir Kafas. Secondo i numeri riportati dalla stampa, gli scavi di salvataggio hanno contato diciassette sondaggi e dieci aree di scavo, su oltre 2.000 metri quadrati. Il dettaglio delle scoperte non ha, per quanto ci risulta, formato oggetto di una pubblicazione scientifica accessibile al pubblico alla data di questo articolo.
Il cantiere di restauro annunciato nel 2024
Il 14 agosto 2024 La Vie Eco ha annunciato che ADER-Fes, l’agenzia pubblica incaricata della riabilitazione della medina di Fes, lanciava un bando per il restauro e la sistemazione di due siti: le tombe merinidi di al-Qula, descritte come i resti di tre cupole, di una moschea e di diversi lembi di muro, e la moschea Al Anouar, nel quartiere degli Andalusi. La somma annunciata e di 12 milioni di dirham per i due siti. Il progetto rientra nel programma complementare di valorizzazione della medina di Fes per il 2018-2023, dotato di 583 milioni di dirham e relativo a 113 siti.
La durata dei lavori e il loro calendario preciso non sono stati resi pubblici. In concreto significa che arrivando sulla collina potreste trovare recinzioni, ponteggi o zone chiuse. Se succede, rispettate le transenne: il panorama, quello, resta accessibile dai dintorni del sito.
Il panorama dalle tombe merinidi: leggere Fes el-Bali
Dal crinale la medina si presenta come una conca: Fes el-Bali occupa i due versanti della valle dell’oued Fes, e la collina delle tombe la guarda da nord. Si abbraccia con un solo sguardo il tessuto fitto delle case a terrazza, ocra e bianco sporco, irto di parabole, da cui spuntano i minareti. Cio che cattura per primo lo sguardo sono i tetti di tegole verdi. I piu ampi appartengono al cuore religioso della citta, il complesso della moschea Qarawiyyin e il santuario di Moulay Idriss II, in fondo alla conca. Portatevi un binocolo se lo avete: e l’unico punto da cui si vede in una volta sola cio che camminare nei vicoli non permette mai di cogliere.
Sulla collina opposta, a sud, si staglia il Borj Sud, contraltare della fortezza del nord. Verso ovest, alla vostra destra quando siete rivolti alla medina, cominciano Fes el-Jdid e la citta moderna. Con tempo limpido i rilievi si stagliano in lontananza verso sud. La vista non e una semplice scenografia: spiega la posizione della necropoli e quella del vicino Borj Nord, costruito piu tardi dai Saadiani per sorvegliare una citta inquieta. Chi tiene questa collina tiene Fes sotto il proprio sguardo. La nostra selezione dei piu bei punti panoramici su Fes mette a confronto questo belvedere con gli altri, dal Borj Sud alle terrazze della medina.
Tramonto e richiamo alla preghiera
Il momento che tutti vengono a cercare e la fine della giornata. Il sole tramonta a ovest, alla vostra destra: illumina la medina di sbieco, la luce si fa dorata, poi rosa sui muri di terra, e le ombre disegnano il rilievo della conca. Subito dopo il tramonto risuona il richiamo alla preghiera del maghreb. Le voci dei muezzin partono dalle decine di minareti della medina, con leggeri sfasamenti, e salgono fino alla collina. E il ricordo che la maggior parte dei visitatori conserva di Fes. Arrivate almeno quarantacinque minuti prima del tramonto per godervi la luce e programmate la discesa subito dopo il richiamo, non un’ora piu tardi.
Consigli per le foto
- Per un’immagine che unisca rovine e citta, mettetevi dietro i mausolei e inquadrate la medina attraverso o accanto a un arco oltrepassato.
- Al mattino la luce viene da est, alla vostra sinistra: la medina e piu nitida, spesso meno velata dalla polvere che nel tardo pomeriggio, e sarete quasi soli.
- Un teleobiettivo o un buon zoom da smartphone permette di isolare i tetti verdi e i minareti; il grandangolo, al contrario, appiattisce la conca.
- D’estate la foschia di calore ammorbidisce molto il paesaggio a meta giornata: e il momento peggiore per la foto e per il vostro comfort.
Visitare le tombe merinidi: accesso, orari e sicurezza
Il sito non e un monumento a pagamento: niente biglietteria, niente custode all’ingresso, niente orari ufficiali. Vi si accede liberamente a qualsiasi ora, ma il buon senso impone di salirci di giorno o al tramonto, non piu tardi. Ecco i due modi per arrivare in cima, e come scegliere.
In taxi: la scelta piu semplice
I petit taxi rossi di Fes vi lasciano ai piedi del sito lungo la strada che serve il Borj Nord e l’hotel Les Merinides. Se l’autista esita, dategli uno di questi due riferimenti, che conoscono tutti. Da Bab Boujloud o da place Batha la corsa e breve; pretendete il tassametro, oppure accordatevi sul prezzo prima di salire, e verificate la tariffa sul posto perche varia secondo l’ora. Per la visita al tramonto, la soluzione piu comoda e concordare con l’autista che vi aspetti da mezz’ora a tre quarti d’ora e vi riporti giu. Costa un po’ di piu, ma vi evita di cercare un taxi al calare della notte su una collina dove non sempre passano.
A piedi da Bab Guissa
Dall’interno della medina la salita parte da Bab Guissa, una delle porte principali a nord di Fes el-Bali. Superata la porta verso l’esterno, si sale attraverso il cimitero per sentieri in terra, ripidi e senza alcuna sistemazione. Calcolate circa quindici-venti minuti di salita secondo la vostra forma; i racconti dei viaggiatori concordano su questo ordine di grandezza. Il percorso non e segnalato: puntate semplicemente le sagome dei mausolei in cima. Mettete scarpe vere, non sandali, perche il terreno e sassoso e scivoloso dopo la pioggia.
Il nostro consiglio netto: salite a piedi se volete, in pieno giorno e in compagnia, ma scendete in taxi se restate per il tramonto. Il sentiero del cimitero, poco frequentato, e il tratto meno raccomandabile del percorso una volta calata la notte.
Sicurezza: andarci accompagnati a fine giornata
Il sito e frequentato e in genere tranquillo di giorno, soprattutto al tramonto, quando abitanti e visitatori si ritrovano lassu. Ma alcune testimonianze di viaggiatori riferiscono di furti e aggressioni sui sentieri isolati tra la collina e la medina. Non esiste una statistica ufficiale su questo punto preciso, e non si tratta di dipingere tutto di nero: si tratta di applicare qualche regola semplice. Non salite da soli, in particolare se siete una donna che viaggia sola. Non tirate fuori una macchina fotografica costosa sul sentiero del cimitero. Non scendete a piedi al buio. E se uno sconosciuto insiste per guidarvi verso una “scorciatoia”, declinate con gentilezza. La cosa piu sicura resta chiedere al vostro riad o al vostro hotel di organizzare il trasferimento, indicando l’ora in cui contate di rientrare.
Abbigliamento e comportamento
Nessuna regola sull’abbigliamento e affissa, ma attraversate un cimitero musulmano in attivita. Un abbigliamento che copra spalle e ginocchia e il piu adatto, e vi protegge anche dal sole, perche sulla collina non c’e un filo d’ombra. Parlate a voce bassa vicino alle tombe e non arrampicatevi sulle rovine: i muri di pise sono fragili e il cantiere di restauro serve proprio a consolidarli.
| Informazione | Dettaglio |
|---|---|
| Posizione | Collina di al-Qula, a nord di Fes el-Bali, sopra Bab Guissa, vicino al Borj Nord |
| Prezzo | Accesso libero e gratuito alla data di redazione |
| Orari | Sito all’aperto, senza orari ufficiali; possibili zone chiuse durante i lavori |
| Accesso in taxi | Petit taxi fino al Borj Nord o all’hotel Les Merinides; prezzo a tassametro, da verificare sul posto |
| Accesso a piedi | Circa 15-20 minuti di salita ripida da Bab Guissa, attraverso il cimitero |
| Durata della visita | Da 30 minuti a 1 ora; di piu per aspettare il tramonto |
| Momento migliore | Tardo pomeriggio e tramonto; presto al mattino per la tranquillita |
| Abbigliamento | Spalle e ginocchia coperte, scarpe chiuse, cappello d’estate |
| Sul posto | Nessun negozio, nessun punto d’acqua, nessuna ombra, niente servizi igienici |
| Sicurezza | Andare in compagnia, non scendere a piedi di notte |
Gli errori da evitare
- Salire a mezzogiorno d’estate: nessuna ombra, una luce schiacciante e un caldo che rende la salita faticosa.
- Dimenticare l’acqua: sulla collina non c’e nulla da comprare; il bar dell’hotel vicino e l’unica opzione e l’accesso ai non clienti non e garantito.
- Pagare una “guida” improvvisata per un sentiero che vedete gia dalla porta: la direzione e evidente, i mausolei si scorgono dal basso.
- Restare dopo il buio senza un modo per tornare: e l’errore che trasforma una bella serata in un brutto ricordo.
- Confondere le tombe con il Borj Nord: sono due siti distinti, a qualche centinaio di metri l’uno dall’altro.
Nei dintorni delle tombe merinidi
Il Borj Nord e il suo museo delle Armi
A qualche centinaio di metri a ovest, sulla stessa linea di crinale, si alza il Borj Nord, fortezza costruita nel 1582 sotto il sultano saadiano Ahmad al-Mansour, che dal 1963 ospita un museo delle Armi. Le due visite si incastrano naturalmente: il forte nel pomeriggio, le tombe per il tramonto. La sua storia, le collezioni e lo stato di apertura sono descritti nel nostro articolo sul Borj Nord e il museo delle Armi.
L’hotel Les Merinides
Il grande hotel vicino, Les Merinides, occupa il quartiere del Borj Nord, a pochi minuti a piedi dalle tombe. Il suo sito ufficiale mette in evidenza una terrazza con piscina, tre ristoranti, tra cui un ristorante marocchino al terzo piano affacciato sulla medina, e un bar in terrazza da cui si vede il tramonto. Per chi vuole godersi la vista senza camminare di notte, dormirci o cenarci e una soluzione ovvia. Non abbiamo potuto verificare che il bar e i ristoranti siano aperti ai non residenti: informatevi alla reception.
Bab Guissa e il nord della medina
Scendendo, Bab Guissa merita qualche minuto. La porta attuale risale per la maggior parte ai lavori del califfo almohade Muhammad al-Nasir, verso il 1212, ed e stata restaurata dal merinide Abu Yusuf Yaqub nel XIII secolo. Il nome deriverebbe da Ajisa ibn Dunas, un emiro zenata che controllava questo quartiere nell’XI secolo. Subito all’interno si trovano la moschea di Bab Guissa e la sua madrasa. Da li i vicoli scendono verso il cuore della medina di Fes el-Bali e il quartiere della Qarawiyyin, in una ventina di minuti di cammino tra i souk.
Un itinerario di mezza giornata
- Primo pomeriggio: visita della medina nord a partire da Bab Guissa, poi taxi fino al Borj Nord.
- Meta pomeriggio: museo delle Armi del Borj Nord, se aperto.
- Un’ora prima del tramonto: camminata sul crinale fino alle tombe merinidi.
- Tramonto e richiamo alla preghiera del maghreb dai mausolei.
- Rientro in taxi, oppure cena nell’hotel vicino prima di scendere.
Se arrivate in aereo
L’hotel Les Merinides indica di trovarsi a circa 15 chilometri dall’aeroporto di Fes-Saiss. La nostra guida dell’aeroporto di Fes-Saiss spiega come raggiungere la citta, e il nostro confronto dei trasferimenti dagli aeroporti del Marocco aiuta a scegliere tra grand taxi e transfer prenotato. Se il vostro volo arriva nel tardo pomeriggio, tenete le tombe per il giorno dopo: la luce serale e la migliore, e conviene non improvvisare la salita di notte.
FAQ sulle tombe merinidi di Fes
Si paga per visitare le tombe merinidi?
No. Alla data di questo articolo il sito e ad accesso libero, senza biglietteria ne custode. Da mettere in conto solo le spese del taxi ed eventualmente una mancia all’autista che vi aspetta. Durante il cantiere di restauro alcune zone possono essere chiuse al pubblico.
A quando risalgono le tombe merinidi?
Sono attribuite al XIV secolo. Le sepolture note di sultani vanno dal 1361, con Abu Salim Ibrahim, al 1398, e un’ultima ha avuto luogo nel 1465 con Abd al-Haqq II, ultimo sovrano della dinastia. Due steli del 1335 e dell’inizio del XIV secolo mostrano che la collina accoglieva gia prima tombe dell’entourage reale.
E pericoloso andare alle tombe merinidi?
Il sito e in genere tranquillo di giorno e animato al tramonto, ma alcuni viaggiatori hanno segnalato furti sui sentieri isolati del cimitero. Andateci in compagnia, non salite da soli, tenete al riparo gli oggetti di valore e non scendete a piedi al buio: prendete un taxi o chiedetegli di aspettarvi.
Quanto ci vuole a salire a piedi dalla medina?
Calcolate circa quindici-venti minuti da Bab Guissa, per un sentiero ripido e non attrezzato attraverso il cimitero. Da Bab Boujloud aggiungete il tempo per attraversare la medina fino a Bab Guissa, oppure prendete direttamente un petit taxi.
Quali sultani sono sepolti nelle tombe merinidi?
Le fonti citano Abu Salim Ibrahim (morto nel 1361), Abu al-Abbas Ahmad (1393), Abu Faris Abd al-Aziz II (1396), Abu Amir Abdallah (1398) e Abd al-Haqq II (1465). In assenza di iscrizioni in posto, non si sa quale mausoleo corrisponda a quale sovrano.
Qual e il momento migliore per la vista?
Il tardo pomeriggio e il tramonto, per la luce dorata sulla medina e il richiamo alla preghiera del maghreb che sale dai minareti. Presto al mattino la luce e piu neutra ma il sito e quasi deserto. Evitate la meta giornata d’estate.
Le tombe merinidi sono in restauro?
Un progetto e stato avviato: nell’agosto 2024 ADER-Fes ha pubblicato un bando da 12 milioni di dirham che copre le tombe e la moschea Al Anouar, dopo scavi di salvataggio condotti sul sito. Il calendario dei lavori non e stato reso pubblico; verificate sul posto lo stato del cantiere.
Tombe merinidi o Borj Sud: quale scegliere per il panorama?
Le tombe offrono la vista piu ampia e piu ravvicinata su Fes el-Bali, con le rovine in primo piano, il che ne fa il belvedere piu fotogenico. Il Borj Sud guarda la medina dalla collina opposta. Se avete tempo per un solo punto panoramico, scegliete le tombe merinidi al tramonto.
In sintesi
Le tombe merinidi non si visitano come un monumento: si sale per una collina carica di storia e per la vista migliore su Fes el-Bali. Restano due grandi mausolei aperti da archi oltrepassati, una piccola qubba a cupola dodecagonale e qualche stucco, resti della necropoli degli ultimi sultani merinidi, sepolti li tra il 1361 e il 1465. Salite a fine giornata, in compagnia, in taxi o a piedi da Bab Guissa, restate per il richiamo alla preghiera del maghreb e scendete in taxi. Abbinate la visita al vicino Borj Nord e tenete d’occhio il cantiere di restauro avviato nel 2024, che potrebbe cambiare l’accesso al sito.
Fonti ufficiali
- UNESCO: Medina di Fes, patrimonio mondiale
- ArchNet: scheda delle tombe merinidi
- Ufficio nazionale marocchino del turismo
- Fondazione nazionale dei musei del Marocco
- Ufficio nazionale degli aeroporti (ONDA)
Articolo informativo aggiornato a settembre 2026. L’accesso, lo stato del cantiere di restauro, le tariffe dei taxi e le condizioni di visita possono cambiare: verificate sul posto prima di mettervi in viaggio.
Credito fotografico
Illustrazioni: immagine in evidenza “File:Marinid Tombs(js).jpg” – Jerzystrzelecki (CC BY 3.0); “File:Stucco fragments at Merinid tombs of Fes.jpg” – R Prazeres (CC BY-SA 4.0); “File:Ruins and cemeteries behind the Merinid Tombs.jpg” – R Prazeres (CC BY-SA 4.0), via Wikimedia Commons.



