La moschea Al Quaraouiyine (o Karaouiyine, Qarawiyyin) è la grande moschea di Fes el-Bali, fondata nel IX secolo – nell’859 secondo la data più spesso accolta, da Fatima al-Fihri – e considerata dall’UNESCO e dal Guinness World Records la sede della più antica istituzione di insegnamento ancora in attività al mondo. Se non siete musulmani non potrete entrarci, ma potrete vederla attraverso le sue porte, dalle terrazze vicine e dall’ingresso della sua biblioteca, in piazza Seffarine.
Questa pagina parla al viaggiatore che vuole capire cosa sta guardando quando si ferma davanti a una porta aperta della Quaraouiyine: perché il cortile ha padiglioni che ricordano l’Alhambra, perché il mihrab porta capitelli arrivati da al-Andalus, che valore dare al titolo di “più antica università del mondo” e come vedere il massimo senza mai varcare una soglia che non vi è aperta. Abbiamo incrociato le fonti del patrimonio, la storiografia recente e l’esperienza sul posto, segnalando con chiarezza ciò che resta incerto.
In breve
- La tradizione attribuisce la fondazione della Quaraouiyine a Fatima al-Fihri, figlia di un ricco emigrato di Kairouan, nell’857 o nell’859; alcuni storici oggi discutono questo racconto.
- Il Guinness World Records indica l’università di Karueein, fondata nell’859 a Fes, come la più antica istituzione di insegnamento esistente e in attività continua al mondo.
- La moschea copre circa mezzo ettaro, può accogliere nell’ordine di 22.000 fedeli e conta, secondo un conteggio, 18 porte e ingressi.
- L’interno è riservato ai musulmani: i visitatori non musulmani guardano dalla soglia delle porte, senza entrare.
- L’attuale sala di preghiera è soprattutto il risultato del grande cantiere almoravide dal 1134 al 1143; il minareto risale al 956 e i padiglioni del cortile al 1587-1588 e al 1609.
- La biblioteca, fondata nel 1349 dal sultano merinide Abu Inan, è stata restaurata dall’architetto Aziza Chaouni su incarico del ministero della Cultura (cantiere avviato nel 2012, riapertura nel 2016).
- L’università moderna, creata per decreto nel 1963, ha le sue facoltà fuori dalla moschea, a Fes e in altre quattro città del Marocco.

Storia della moschea Al Quaraouiyine, dall’oratorio di quartiere alla grande moschea di Fes
Per cogliere il posto della Quaraouiyine bisogna ricordare che Fes nasce da due città gemelle separate dal fiume Fes: la riva degli Andalusi, popolata da emigrati arrivati da Cordova, e la riva dei Kairouaniti, popolata da famiglie venute da Kairouan, nell’attuale Tunisia. Il nome stesso della moschea, al-Qarawiyyin, significa “quella della gente di Kairouan”. All’inizio è la moschea di un quartiere, non quella di uno Stato.
Fatima al-Fihri: cosa dice la tradizione, cosa discutono gli storici
Il racconto tramandato dalle cronache medievali è noto: Fatima al-Fihri, erede di un prospero mercante di Kairouan, avrebbe dedicato il suo patrimonio alla costruzione di un oratorio nel proprio quartiere, nell’857 o nell’859 (245 dell’Egira per la data più citata). Alla sorella Mariam la stessa tradizione associa la moschea degli Andalusi, sull’altra riva.
Questo racconto non è più accolto senza riserve. Durante lavori del XX secolo è stata ritrovata un’iscrizione di fondazione in legno di cedro del IX secolo; menziona Dawud ibn Idris e la data del 877. Lo storico Chafik Benchekroun ha proposto di riconoscervi l’iscrizione originaria della Quaraouiyine stessa, il che renderebbe Fatima al-Fihri una figura forse più leggendaria che storica. Il dibattito resta aperto. La nostra posizione: si può raccontare la storia di Fatima, che fa parte dell’identità della città e del Marocco, a patto di dire che si tratta di una tradizione e non di un atto notarile.
956: il minareto degli Zenata
Nel X secolo Fes è contesa tra i Fatimidi e gli Omayyadi di Cordova. Nel 956 l’emiro zenata Ahmed ibn Abi Said ottiene dal califfo omayyade l’autorizzazione ad ampliare la moschea. Il cantiere ingloba l’area dell’attuale cortile e sostituisce il vecchio minareto con una torre più alta, a fusto quadrato. Quel minareto è quello che vedete oggi: è uno dei più antichi del Maghreb ancora in piedi, e la sua forma quadrata anticipa i grandi minareti maghrebini e andalusi dei secoli successivi. I Merinidi lo restaurarono nel 1286.
1134-1143: il cantiere almoravide che dà forma alla sala di preghiera
Il momento decisivo è almoravide. Sotto il patrocinio dell’emiro Ali ibn Yusuf, tra il 1134 e il 1143, la sala di preghiera viene ampliata verso sud e portata a dieci navate trasversali. La navata centrale, che corre perpendicolare al muro della qibla fino al mihrab, riceve una decorazione eccezionale: cupole e volte a muqarnas, quelle celle scolpite a nido d’ape o a stalattite, arabeschi e iscrizioni cufiche. Un nuovo minbar, il pulpito da cui si tiene il sermone, viene installato nel 1144: è un capolavoro di intarsio e di legno scolpito a decoro geometrico.
L’episodio almohade: una decorazione nascosta sotto l’intonaco
Gli Almohadi, che prendono Fes nel 1145-1146, predicano un’austerità rigorosa. Le cronache raccontano che gli abitanti avrebbero coperto di scialbatura le decorazioni più ricche prima dell’arrivo dei nuovi padroni, per evitarne la distruzione. Paradossalmente è anche un sovrano almohade, Mohammed al-Nasir (1199-1213), a far realizzare il grande lampadario di bronzo tuttora sospeso nella navata centrale, descritto da autori antichi come il più bello del mondo islamico.
I Merinidi: l’età d’oro degli studi
Nel XIII e XIV secolo, sotto i Merinidi, la Quaraouiyine tocca il suo apice intellettuale. Vi si insegnano diritto, teologia e lingua, ma anche grammatica, retorica, logica, medicina, matematica, astronomia e geografia. I sultani costruiscono intorno a essa madrase che servono soprattutto da residenze e da scuole specializzate per gli studenti: Seffarine nel 1271, Al Attarine nel 1323, Misbahiya nel 1346. Nel 1286 viene allestita ai piedi del minareto la Dar al-Muwaqqit, la stanza del maestro del tempo, attrezzata con astrolabi e orologi ad acqua per fissare gli orari della preghiera; un orologio ad acqua viene commissionato nel 1317-1318, un altro completato nel 1361. Infine, nel 1349, il sultano Abu Inan fonda ufficialmente la biblioteca, all’angolo nord-est.
I Saadiani: due padiglioni nel cortile
L’ultima grande aggiunta visibile è saadiana. Ahmed al-Mansour fa innalzare il padiglione orientale del cortile nel 1587-1588; suo nipote Abdallah al-Ghalib II aggiunge quello occidentale nel 1609. I due chioschi, con le colonne sottili e i tetti piramidali, imitano quelli del Cortile dei Leoni dell’Alhambra di Granada. È una delle immagini che si intravedono più facilmente da alcune porte.
| Data | Dinastia o periodo | Evento |
|---|---|---|
| 857 o 859 | Idriside | Fondazione tradizionalmente attribuita a Fatima al-Fihri (racconto discusso) |
| 877 | Idriside | Data dell’iscrizione su cedro che menziona Dawud ibn Idris |
| 956 | Emiri zenata, sotto autorità omayyade | Ampliamento e minareto attuale |
| 1134-1143 | Almoravide | Sala di preghiera portata a dieci navate, cupole a muqarnas |
| 1144 | Almoravide | Nuovo minbar in legno intarsiato |
| 1199-1213 | Almohade | Grande lampadario di bronzo della navata centrale |
| 1286 | Merinide | Restauro del minareto, creazione della Dar al-Muwaqqit |
| 1289 | Merinide | Installazione dell’anaza, schermo in legno all’ingresso della sala |
| 1349 | Merinide | Fondazione ufficiale della biblioteca da parte di Abu Inan |
| 1587-1588 e 1609 | Saadiana | Padiglioni orientale e occidentale del cortile |
| 1947 | Protettorato | Integrazione nel sistema educativo statale |
| 1963 | Marocco indipendente | Trasformazione in università per decreto |
| 2012-2016 | Contemporanea | Restauro della biblioteca da parte di Aziza Chaouni |
“Più antica università del mondo”: cosa significa davvero questo titolo
La formula circola ovunque, spesso deformata. Ecco i fatti. Il Guinness World Records indica l’università di Karueein, fondata nell’859 a Fes, come la più antica istituzione di insegnamento esistente e in attività continua al mondo, e precisa che la più antica d’Europa è Bologna (1088). L’UNESCO, nella presentazione della medina di Fes iscritta nel patrimonio mondiale nel 1981, scrive che la città ospita la più antica università del mondo.
La sfumatura sta nella parola “università”. Per più di mille anni la Quaraouiyine è una moschea in cui i dotti insegnano in cerchio, appoggiati a un pilastro, e rilasciano ai loro allievi una ijaza, un’autorizzazione personale a trasmettere un testo. Non è un’università in senso europeo, con facoltà e titoli rilasciati da un’istituzione. La riforma arriva tardi: sotto il Protettorato, tra il 1914 e il 1947, la struttura cambia e la ijaza viene sostituita da un diploma (shahada); nel 1947 l’istituto viene integrato nel sistema educativo statale; nel 1963 un decreto ne fa ufficialmente un’università, ribattezzata Università Al Quaraouiyine nel 1965. Altre istituzioni, come la Zitouna di Tunisi, rivendicano un’anzianità paragonabile o superiore. La posizione più onesta: la Quaraouiyine è uno dei più antichi centri di insegnamento del mondo in attività continua, e il riconoscimento dell’UNESCO e del Guinness ne fa il riferimento più citato.
E oggi, dove si studia?
Non cercate aule magne nella medina. Dal 1963 i corsi universitari hanno lasciato la moschea per campus moderni, e la presidenza dell’università ha sede a Fes. Le facoltà sono distribuite tra Fes e Agadir (sharia), Marrakech (lingua araba), Tetouan (fondamenti della religione) e Smara. Nella moschea stessa l’insegnamento tradizionale è stato ripristinato nel 1988, dopo un’interruzione di quasi trent’anni, e diverse madrase merinidi restaurate accolgono di nuovo studenti. Quando vedete giovani con i libri entrare da una porta laterale, non è una scenografia: l’istituzione è viva.
La tradizione associa alla Quaraouiyine figure come Ibn Khaldun o Maimonide, e una leggenda dura a morire vi fa studiare Gerberto d’Aurillac, futuro papa Silvestro II; la ricerca moderna non ha prodotto alcuna prova di quel soggiorno. Prendete questi nomi come un segno del prestigio del luogo nel Mediterraneo medievale, non come fatti dimostrati.
Architettura della moschea Al Quaraouiyine: sapere cosa guardare
Il paradosso della Quaraouiyine è che dall’esterno non si vede. Nessuna facciata monumentale, nessuno spiazzo: la moschea è incastrata nel tessuto della medina, circondata da botteghe, fondaci e madrase. La si indovina dai tetti di tegole verdi, dal minareto e dalle porte. Da qui l’utilità di arrivare con un’idea chiara della pianta.
La pianta: una sala ipostila e un cortile
La moschea occupa circa mezzo ettaro. La sala di preghiera è una vasta foresta di archi divisa in dieci navate trasversali, parallele al muro della qibla, che si trova a sud. Il cortile (sahn) è rettangolare, circondato dalla sala di preghiera su tre lati e da una galleria a nord. È pavimentato in zellige, con una fontana centrale e i due padiglioni saadiani alle estremità. Questa organizzazione, con un cortile allungato di traverso rispetto alla sala, è tipica delle grandi moschee dell’Occidente musulmano.
La navata centrale, il mihrab e il minbar
La navata assiale è il cuore artistico dell’edificio. Le sue cupole a muqarnas almoravidi sono tra i più antichi esempi di questa tecnica nel Maghreb. Il mihrab, la nicchia che indica la direzione della Mecca, è ornato di stucco scolpito e dipinto e di vetri colorati, e coronato da una piccola cupola a muqarnas. I capitelli delle colonne di marmo che lo incorniciano sono materiali di reimpiego arrivati da al-Andalus, dall’epoca del califfato di Cordova: un dettaglio che dice tutto del rapporto tra Fes e la Spagna musulmana. Il minbar del 1144 è considerato uno dei pezzi maggiori della falegnameria islamica medievale.
I lampadari: un bottino diventato luce
Diversi lampadari di bronzo illuminano la sala. Oltre al grande lampadario almohade, altri sono stati realizzati con campane riportate da campagne militari nella penisola iberica, come il grande lampadario installato nel 1337, ricavato da una campana proveniente da Gibilterra. La storia è nota, ma non è da raccontare ad alta voce davanti alla porta di una moschea: tenetela per il pranzo.
Il minareto e la stanza del tempo
Il minareto del 956 è sobrio, massiccio, senza la decorazione in ceramica dei minareti più tardi della città. Ai suoi piedi la Dar al-Muwaqqit del 1286 ospitava il muwaqqit, il dotto incaricato di calcolare gli orari della preghiera grazie agli astrolabi e agli orologi ad acqua. Questa funzione scientifica, al confine tra astronomia e culto, è una delle migliori illustrazioni di cosa fosse la Quaraouiyine nel Medioevo.
Le porte, uniche finestre per il visitatore
Secondo un conteggio la moschea ha 18 porte e ingressi. Alcune meritano che le individuiate:
- Bab al-Ward (porta delle Rose), a nord, sormontata da una cupola merinide scanalata all’esterno; si apre sul cortile e offre spesso la vista migliore sullo zellige e sulla fontana.
- Bab ech-Chemmain (porta dei Mercanti di ceri) e Bab al-Maqsura, a nord-ovest, che conservano battenti lavorati di epoca almoravide.
- Bab al-Hafa (porta dei Piedi scalzi), porta almohade dotata di una canaletta d’acqua per le abluzioni dei piedi.
- Bab al-Gnaiz, che porta all’annesso funerario dove si prega per i defunti; i battenti attuali sono repliche realizzate negli anni Cinquanta.
All’ingresso della sala di preghiera, sul lato del cortile, uno schermo di legno scolpito e dipinto del 1289, l’anaza, serviva da mihrab “estivo” per la preghiera all’aperto. Se una porta del lato nord è aperta, cercatelo sull’asse: è spesso il pezzo più visibile dell’interno.

La biblioteca Al Quaraouiyine e il restauro di Aziza Chaouni
La biblioteca viene fondata ufficialmente nel 1349 dal sultano merinide Abu Inan, all’angolo nord-est della moschea; l’edificio attuale si trova a sud del complesso, con l’ingresso su piazza Seffarine. Ha conservato pezzi celebri: volumi del Muwatta dell’imam Malik copiati su pergamena di gazzella, o l’esemplare del Kitab al-Ibar che Ibn Khaldun in persona avrebbe consegnato all’istituzione. Secondo la stampa i suoi fondi contano diverse migliaia di manoscritti, tra cui un Corano del IX secolo in scrittura cufica; nessun inventario ufficiale dettagliato è pubblicato online. Un grande ampliamento viene realizzato negli anni Quaranta, con una nuova sala di lettura inaugurata nel 1949.
Nel 2012 il ministero della Cultura affida all’architetto fassi Aziza Chaouni la riabilitazione dell’edificio. Vi trova sale di manoscritti senza controllo di temperatura né di umidità, crepe nel soffitto, una rete di scarico ostruita, piastrelle rotte, travi spaccate e cavi elettrici scoperti. Il cantiere dura più di tre anni. Aggiunge un laboratorio di restauro e digitalizzazione dei manoscritti, uffici, una sala di lettura, una sala conferenze, un caffè, pannelli solari e un sistema di recupero dell’acqua per l’irrigazione del giardino. Le fontane del cortile vengono restaurate e l’illuminazione completamente rifatta.
La riapertura è avvenuta nel maggio 2016. Aziza Chaouni ha spiegato che la sua battaglia principale era stata aprire il luogo al pubblico, in eco alla missione attribuita a Fatima al-Fihri. Nei fatti l’accesso del visitatore di passaggio varia: la sala dei manoscritti resta riservata ai ricercatori e in genere non si può contare su una visita libera degli spazi interni. Presentatevi all’ingresso, in piazza Seffarine, chiedete con garbo e accettate la risposta: a volte uno sguardo nell’atrio, a volte un rifiuto.
Visitare la moschea Al Quaraouiyine se non si è musulmani
In Marocco l’accesso alle moschee in attività è riservato ai musulmani; la moschea Hassan II di Casablanca è l’eccezione più nota, con visite guidate. La Quaraouiyine non fa eccezione alla regola: un non musulmano non vi entra, nemmeno accompagnato da una guida. Questo non significa che non ci sia nulla da vedere.
Cosa è ammesso e cosa no
- Guardare dal vicolo, davanti a una porta aperta, è tollerato: è quello che fanno tutti i visitatori.
- Mettere piede sulla soglia, anche solo per una foto, non lo è. La soglia segna il limite.
- Fotografare il cortile vuoto, senza flash, è in genere ammesso; fotografare fedeli in preghiera o qualcuno da vicino senza il suo consenso no.
- Durante il richiamo e la preghiera, soprattutto il venerdì a metà giornata, scostatevi dalle porte: i fedeli affluiscono e siete d’intralcio.
Da dove si intravede meglio la Quaraouiyine
Primo punto di vista, le porte nord, nella zona del souk Al Attarine: arrivando dalla Talaa Kebira vi trovate davanti la madrasa Al Attarine, e le porte della moschea sono a pochi passi. Quando sono aperte, lo sguardo piomba sul cortile, sullo zellige, sulla fontana e sui padiglioni saadiani. Secondo punto, il lato di piazza Seffarine, a sud-est, dove si trova l’ingresso della biblioteca. Terza opzione, la più spettacolare: le terrazze. Diversi negozi, caffè o case dei vicoli vicini propongono di salire sul loro tetto, da cui si vedono le coperture verdi, il minareto e a volte un pezzo di cortile. Spesso è gratis in cambio di un giro in bottega o di una mancia; fissate le condizioni prima di salire. La veduta della foto di apertura è stata scattata da un tetto di questo tipo.
Gli orari di apertura delle porte non sono esposti per i visitatori: si aprono per la preghiera e a volte restano chiuse nel pomeriggio. Le ore attorno alle preghiere di metà giornata e del pomeriggio sono in genere le più favorevoli, ma nulla è garantito. Se una porta è chiusa, fate il giro: un’altra sarà forse aperta.
| Elemento | Informazione pratica |
|---|---|
| Posizione | Cuore di Fes el-Bali, tra il souk Al Attarine (nord) e piazza Seffarine (sud-est) |
| Accesso all’interno | Riservato ai musulmani; nessuna visita interna proposta ai non musulmani |
| Prezzo | Nessun biglietto per vedere la moschea dalle porte; biblioteca: condizioni non comunicate ufficialmente |
| Orari | Porte aperte al ritmo delle preghiere, senza orari pubblicati per i visitatori; da verificare sul posto |
| Abbigliamento | Spalle e ginocchia coperte, per rispetto, anche solo per guardare dalla strada |
| Durata | 20-40 minuti per fare il giro delle porte; 1 ora con una terrazza e piazza Seffarine |
| Momento migliore | Mattinata infrasettimanale; evitate il venerdì a metà giornata |
| Foto | Senza flash, senza persone in preghiera, mai dalla soglia |
Come raggiungere la moschea Al Quaraouiyine
In questa zona non entra nessuna auto: si finisce sempre a piedi. Due avvicinamenti funzionano bene.
- Da Bab Boujloud: prendete la Talaa Kebira, la via principale che scende dolcemente verso il cuore della medina. Calcolate circa 15-25 minuti secondo la folla e le vostre soste. La via sbocca nella zona del souk Al Attarine; la madrasa Al Attarine e le porte nord della moschea sono allora a pochi passi.
- Da piazza R’cif: è l’accesso più breve se il taxi vi lascia in fondo alla medina. Risalite verso piazza Seffarine, riconoscibile dal rumore dei calderai che battono il rame; l’ingresso della biblioteca dà sulla piazza. Calcolate una decina di minuti.
Se arrivate in aereo, l’aeroporto di Fes-Saiss si trova a una quindicina di chilometri a sud della città; chiedete al taxi di lasciarvi a Bab Boujloud o a R’cif secondo la posizione del vostro riad. Nei vicoli le app di mappe sbagliano spesso: affidatevi ai cartelli dei percorsi turistici e ai riferimenti citati qui, e diffidate delle “guide” improvvisate che affermano che la strada è chiusa.
Nei dintorni della Quaraouiyine
La moschea è il centro di gravità di un quartiere dove i monumenti si toccano. Tanto vale organizzare mezza giornata attorno a essa.
- La madrasa Al Attarine (1323), subito a nord, aperta alla visita: è lì che si capisce, dall’interno, la decorazione merinide che nella moschea non si vede. Il nostro articolo sulla madrasa Al Attarine racconta la visita nel dettaglio.
- Piazza Seffarine e la sua madrasa (1271), la più antica delle madrase merinidi di Fes, di fronte all’ingresso della biblioteca.
- La madrasa Misbahiya (1346), altra residenza studentesca merinide legata alla moschea.
- La medersa Cherratine, costruita in epoca alawita, a pochi minuti a piedi: si veda la nostra pagina sulla medersa Cherratine.
- I souk che stringono la moschea: spezie, babbucce, rame. Per orientarvi, leggete la nostra guida ai souk di Fes.
Per collocare la Quaraouiyine nell’insieme della città vecchia, la nostra pagina sulla medina di Fes el-Bali dà i riferimenti principali, e la guida su cosa fare a Fes vi aiuta a costruire un soggiorno di due o tre giorni.
Gli errori da evitare
- Pagare qualcuno che promette di “farvi entrare”: è impossibile e mette tutti in imbarazzo.
- Confondere la moschea e le madrase: la moschea non si visita, la madrasa Al Attarine sì.
- Arrivare il venerdì verso mezzogiorno sperando in belle foto: è il momento della grande preghiera, le porte sono affollatissime.
- Ripetere “la più antica università del mondo” come un fatto assoluto: il titolo poggia su un riconoscimento reale ma copre una realtà molto diversa dalle nostre università.
- Salire su una terrazza senza aver concordato il prezzo: si tratta prima, non dopo.
- Dimenticare che siete in un quartiere di preghiera: voce bassa e macchina fotografica discreta vicino alle porte.
Domande frequenti sulla moschea Al Quaraouiyine
Un non musulmano può entrare nella moschea Al Quaraouiyine?
No. L’interno è riservato ai musulmani, come nella maggior parte delle moschee in attività in Marocco. I visitatori non musulmani guardano dalla strada, davanti alle porte aperte, senza varcare la soglia.
La Quaraouiyine è davvero la più antica università del mondo?
Il Guinness World Records la indica come la più antica istituzione di insegnamento esistente e in attività continua, fondata nell’859, e l’UNESCO parla della più antica università del mondo. Ma è diventata un’università in senso moderno solo nel 1963, e altre istituzioni rivendicano un’anzianità paragonabile.
Chi ha fondato la Quaraouiyine?
La tradizione l’attribuisce a Fatima al-Fihri, figlia di un mercante venuto da Kairouan, nell’857 o nell’859. Un’iscrizione del IX secolo che menziona Dawud ibn Idris e la data del 877 ha portato alcuni storici a sfumare questo racconto.
Si può visitare la biblioteca della Quaraouiyine?
La biblioteca, restaurata da Aziza Chaouni e riaperta nel 2016, è stata pensata con spazi aperti al pubblico, ma la sala dei manoscritti è riservata ai ricercatori e l’accesso dei turisti resta variabile. Presentatevi all’ingresso di piazza Seffarine e informatevi sul posto.
Qual è il posto migliore per vedere la moschea?
Le porte nord, vicino alla madrasa Al Attarine, offrono spesso la vista migliore sul cortile. Per una veduta d’insieme dei tetti verdi e del minareto, salite su una terrazza di una bottega o di un caffè vicino, dopo aver concordato le condizioni.
Bisogna pagare per vedere la Quaraouiyine?
No, guardare dalle porte è gratuito. Solo le terrazze private si pagano a volte, sotto forma di mancia o di acquisto in negozio.
Quante persone può accogliere la moschea?
La capienza comunemente citata è di circa 22.000 fedeli, per una superficie di all’incirca mezzo ettaro.
In sintesi
La Quaraouiyine non è un monumento che si visita, è un monumento che si impara a guardare. Concentra undici secoli di storia di Fes: l’oratorio dei Kairouaniti, il minareto zenata del 956, la sala di preghiera almoravide, i lampadari, la biblioteca di Abu Inan, i padiglioni saadiani e, dal 1963, un’università moderna le cui facoltà sono altrove. Il non musulmano non vi entra, ma una mattinata ben condotta – porte nord, piazza Seffarine, una terrazza, la madrasa Al Attarine – basta a coglierne l’essenziale. Venite con tempo, discrezione e un abbigliamento adeguato: è una moschea viva prima di essere una curiosità.
Fonti ufficiali
- UNESCO, Centro del patrimonio mondiale: Medina di Fes
- Guinness World Records: più antica istituzione di istruzione superiore
- ArchNet: Jami’ al-Qarawiyyin
- ArchNet: riabilitazione della biblioteca Al Quaraouiyine
- Ministero degli Habous e degli Affari islamici: l’Università Al Quaraouiyine
Questo articolo ha valore informativo. Le condizioni di accesso, gli orari di apertura delle porte e della biblioteca e gli eventuali prezzi possono cambiare; verificateli sul posto prima della visita. Ultimo aggiornamento: settembre 2026.
Credito fotografico
Illustrazioni: immagine in evidenza “File:Qarawiyyin Mosque DSCF4250.jpg” — R Prazeres (CC BY-SA 4.0); “File:Fez Al-Qarawiyyin mosque (54247785576).jpg” — Jorge Franganillo (CC BY 2.0); “File:Qarawiyyin library gate on Place Seffarine 02.jpg” — Robert Prazeres (CC BY-SA 4.0), via Wikimedia Commons.



