I punti panoramici di Fes più belli si trovano sulle due colline che racchiudono la città vecchia: a nord le tombe merinidi e il Borj Nord, a sud il Borj Sud e la collina del cimitero di Bab Ftouh. Dentro le mura, le terrazze delle concerie Chouara, quella del museo Nejjarine e i tetti di riad e caffè regalano vedute più ravvicinate, dove si riconoscono i minareti, le tegole verdi e la vita che si svolge sui terrazzi. Fes si scrive anche Fez in inglese e فاس in arabo; le tombe merinidi si chiamano in arabo قبور المرينيين (Marinid Tombs in inglese), il Borj Nord البرج الشمالي e il Borj Sud البرج الجنوبي. Questa guida mette a confronto i sette panorami uno per uno: che cosa si vede, a che ora andarci, come arrivarci, quanto costa e che cosa sapere per stare tranquilli.
Informazioni verificate a settembre 2026
In breve
- I due panorami completi sulla medina di Fes sono a nord (tombe merinidi, Borj Nord) e a sud (Borj Sud, cimitero di Bab Ftouh): si guardano da una sponda all’altra della valle del fiume Fes.
- Le colline e le loro vedute sono gratuite; si pagano solo i musei (Nejjarine, 20 dirham secondo le fonti pubblicate) e le consumazioni dei rooftop.
- Dalle tombe merinidi lo sguardo va verso sud: il momento migliore è il tardo pomeriggio, con la luce laterale che arriva da ovest.
- Dal Borj Sud si guarda verso nord: il sole non è mai di fronte, ed è questo che lo rende il punto panoramico più facile da fotografare durante il giorno.
- Alle terrazze delle concerie Chouara si accede dalle botteghe di pelle; l’ingresso è presentato come gratuito, ma una mancia è consuetudine.
- Le colline non sono illuminate: si sale in compagnia, si scende prima del buio e si evitano i sentieri isolati.
- Nessun panorama in quota è adatto alle sedie a rotelle; la soluzione più accessibile resta la terrazza di un hotel raggiungibile in auto.

Scheda pratica dei punti panoramici di Fes
I punti panoramici di Fes si dividono in tre gruppi: la collina nord, raggiungibile in petit taxi o a piedi da Bab Guissa; la collina sud, che si raggiunge dalla strada di Bab Ftouh; e le terrazze dentro le mura, a piedi da Bab Boujloud o da piazza Seffarine. Le colline sono gratuite e sempre aperte, musei e caffè si pagano.
| Criterio | Che cosa sapere |
|---|---|
| Quartiere e accesso | Collina nord (tombe merinidi, Borj Nord): petit taxi o salita a piedi da Bab Guissa. Collina sud (Borj Sud, cimitero di Bab Ftouh): petit taxi lungo la strada di Bab Ftouh. Terrazze: a piedi da Bab Boujloud (Café Clock), da piazza Nejjarine o da piazza Seffarine (concerie). |
| Orari | Colline: siti aperti, senza biglietteria, da frequentare di giorno. Museo Nejjarine: dalle 10 alle 17 secondo la maggior parte delle fonti, a volte fino alle 18 (da verificare sul posto). Concerie: di giorno, con attività soprattutto al mattino. Museo delle Armi del Borj Nord: orari pubblicati variabili, da verificare sul posto. Borj Sud: riaperto il 27 marzo 2026 come museo delle fortificazioni; orari non pubblicati ufficialmente alla data di questo articolo. |
| Prezzo | Colline, dintorni del Borj Sud e cimitero: gratis. Museo del Borj Sud: prezzo da verificare sul posto. Museo Nejjarine: 20 dirham secondo le fonti pubblicate (da verificare). Concerie: terrazze presentate come gratuite, mancia consuetudinaria. Rooftop: il prezzo di una consumazione o di un pasto. |
| Durata consigliata | Dai 30 ai 45 minuti per collina; mezza giornata per collegare un punto panoramico a nord, uno a sud e una terrazza in medina. |
| Momento migliore | Tombe merinidi: tardo pomeriggio. Borj Sud: mattina o tardo pomeriggio. Concerie: mattinata. Rooftop: tramonto e richiamo alla preghiera della sera. |
| Abbigliamento | Scarpe chiuse (sentieri di terra e sassi), cappello, acqua. Spalle e ginocchia coperte al cimitero di Bab Ftouh, luogo di raccoglimento. |
| Accessibilità | Colline non attrezzate, senza rampe né ombra; terrazze della medina raggiungibili da scale strette. Persone con mobilità ridotta: meglio una terrazza d’hotel raggiungibile in auto (accessibilità interna da verificare con la struttura). |
Che cosa si vede dalle alture di Fes
Dall’alto Fes si legge come una mappa: Fes el-Bali, la città vecchia fondata tra il 789 e l’808 secondo l’UNESCO, riempie la valle del fiume Fes; Fes el-Jdid, fondata nel 1276 dai Merinidi, si allunga a ovest; la città nuova e il monte Zalagh chiudono l’orizzonte. Saper riconoscere questi tre blocchi cambia l’esperienza da cima a fondo.
La medina, cioè la città antica racchiusa dalle mura, appare dall’alto come una distesa continua di tetti piatti color sabbia, senza una strada visibile: i derb, i vicoli stretti spesso senza uscita, spariscono tra le case. Emergono soltanto i minareti e qualche copertura piramidale rivestita di tegole verdi. Le due più facili da individuare sono quelle della moschea Al-Qaraouiyine, al centro della valle, e quella del mausoleo di Moulay Idriss II, una delle zaouia della città. Una zaouia è un santuario legato a un santo o a una confraternita sufi, spesso costruito attorno a una tomba.
L’UNESCO, che ha iscritto la medina di Fes nella Lista del patrimonio mondiale nel 1981, ricorda che la città delle origini contava due quartieri separati dal fiume: la sponda degli Andalusi, a est, e quella dei Kairouaniti, a ovest. Dall’alto questa frattura si intuisce ancora nell’incavo della valle. L’organizzazione precisa anche che le aree attorno alla medina devono restare libere da costruzioni per preservarne l’integrità visiva: è proprio grazie a queste colline senza lottizzazioni che i panorami di oggi esistono.
Altro riferimento utile: a nord-est la sagoma arrotondata del djebel Zalagh domina la città. Da sud fa da sfondo a tutte le fotografie; da nord ve lo trovate alle spalle. Questo semplice orientamento spiega perché il Borj Sud e le tombe merinidi restituiscano immagini del tutto diverse, pur guardando la stessa città.
Tombe merinidi: il punto panoramico più celebre di Fes
Le tombe merinidi, sulla collina di El-Qolla a nord di Fes el-Bali, offrono il panorama più noto della città: la medina intera si distende verso sud, più in basso, con le rovine dei mausolei del XIV secolo in primo piano. L’accesso è gratuito e libero; il momento migliore va dal tardo pomeriggio al tramonto.
La collina conserva i resti di una necropoli della dinastia merinide, che regnò sul Marocco dal XIII al XV secolo. Diversi sultani vi furono sepolti tra il 1361 e il 1398, e l’ultimo di loro, Abd al-Haqq II, nel 1465. Il viaggiatore Leone l’Africano descriveva nel Cinquecento tombe riccamente decorate con epitaffi di marmo colorato. Oggi restano soltanto muri di pisé e mattoni, tra cui due alte strutture rettangolari aperte da archi oltrepassati, i tipici archi a ferro di cavallo dell’architettura magrebina. Tutta la storia del sito, i suoi sultani e lo stato dei resti sono raccontati nel nostro articolo dedicato alle tombe merinidi di Fes; qui ci interessa la veduta.
Che cosa si vede dalle tombe merinidi
Guardando a sud si abbraccia tutta Fes el-Bali, da Bab Boujloud a sinistra fino ai quartieri andalusi a destra, con sullo sfondo la collina del Borj Sud e i grandi cimiteri bianchi di Bab Ftouh. Il punto forte di questa terrazza naturale è il suono: a fine giornata i richiami alla preghiera delle decine di moschee della valle si rispondono e salgono fino in cima. Il primo piano di rovine ocra dà profondità alle fotografie, cosa che nessuna terrazza della medina può offrire.
Ora migliore, accesso e sicurezza
Poiché si guarda verso sud, a mezzogiorno il sole è di fronte: le foto vengono piatte e velate. Nel tardo pomeriggio passa a ovest, sulla destra, e illumina le facciate di taglio: è l’ora dorata che ha reso famoso il sito. Si sale in petit taxi (l’autista conosce il nome «Mérinides», visto che l’hotel omonimo è lì accanto) oppure a piedi da Bab Guissa, con una salita breve ma ripida. In cima non c’è né illuminazione né ombra. I racconti dei viaggiatori consigliano di andarci in gruppo e di organizzare il ritorno: dopo il tramonto si scende al buio, con la torcia del telefono. Un accorgimento semplice: all’andata memorizzate il sentiero che farete al ritorno e tenete il numero di un autista.
Da sapere: l’Agenzia per lo sviluppo e la riabilitazione della città di Fes (ADER-Fès) ha annunciato nell’agosto 2024 un progetto di restauro e sistemazione del sito, insieme alla moschea Al-Anouar, per uno stanziamento complessivo di 12 milioni di dirham secondo La Vie éco. Gli scavi di salvataggio su 2 547 m², descritti da Médias24 nel marzo 2024, hanno preceduto i lavori. A seconda dell’avanzamento del cantiere, alcune parti della collina possono essere recintate: da verificare sul posto.
Borj Nord: la vista su Fes dalla fortezza saadiana
Il Borj Nord è una fortezza costruita nel 1582 dal sultano saadiano Ahmad al-Mansour sulla collina nord, a pochi minuti dalle tombe merinidi. La sua spianata regala una vista a picco sulla medina, un po’ più bassa e più vicina rispetto a quella delle tombe. Ospita il museo delle Armi, di cui orari e prezzo vanno verificati sul posto.
La parola borj indica in arabo una torre o un fortino. I Saadiani, la cui capitale era Marrakech, diffidavano della popolazione di Fes el-Bali: il Borj Nord e il suo gemello, il Borj Sud, servivano tanto a tenere la città sotto la minaccia dei cannoni quanto a difenderla. Sono tra le prime fortificazioni di Fes concepite per l’artiglieria, realizzate probabilmente con l’aiuto di prigionieri europei catturati nella battaglia dei Tre Re del 1578. Il museo delle Armi vi è ospitato dal 1963. Per le collezioni, il celebre cannone saadiano e la visita interna, leggete il nostro articolo sul Borj Nord e il museo delle Armi.
Sul fronte panoramico, il Borj Nord si abbina naturalmente alle tombe merinidi: si collegano a piedi seguendo la strada che corre lungo il crinale. L’orientamento della veduta è lo stesso, pieno sud, con gli stessi vincoli di luce. Il vantaggio: la fortezza si trova sul bordo di una strada trafficata e accanto a un hotel, il che rende il posto meno isolato della cima delle tombe. Lo svantaggio: muri, alberi e rilievo nascondono una parte della valle a seconda di dove ci si mette. Fate il giro della cinta prima di tirare fuori la macchina fotografica.
Borj Sud: il punto panoramico di Fes preferito dai fotografi
Il Borj Sud è il forte saadiano costruito nel 1582 sulle alture a sud di Fes el-Bali, di fronte al Borj Nord. Il suo panorama mostra tutta la città vecchia con il djebel Zalagh alle spalle e, dato che si guarda verso nord, il sole non finisce mai nell’obiettivo. La vista dalla collina è gratuita; chiuso per molti anni, il forte restaurato ha riaperto il 27 marzo 2026 come museo dedicato alle fortificazioni del Marocco.
È l’immagine che si ritrova sulla maggior parte delle cartoline: la medina color sabbia che risale la valle fino alla collina dei Merinidi, di cui si intuiscono le rovine all’orizzonte, e la montagna dietro. Girando su sé stessi si scoprono anche Fes el-Jdid e la posizione del palazzo reale a ovest, gli ulivi delle colline e le tombe bianche dei cimiteri più in basso. Il panorama è più ampio di quello delle tombe, quasi circolare a seconda di dove ci si ferma sulla altura. Secondo la stampa regionale, il forte, che occupa circa 1 500 m², è stato inaugurato il 27 marzo 2026 dopo il restauro: ospita oggi sale espositive sulle fortificazioni storiche del Regno. Orari e prezzo non erano pubblicati ufficialmente alla data di questo articolo.
Come arrivare al Borj Sud
Il Borj Sud è segnalato male dalla medina. La cosa più semplice è prendere un petit taxi a tassametro e chiedere «Borj Sud» o «Borj Janoubi»; dalla medina le descrizioni pubblicate parlano di 10-15 minuti di tragitto a seconda del traffico (da verificare). A piedi si esce dalla medina da piazza R’cif o da Bab Ftouh e si sale sulla collina; la salita è faticosa con il caldo e i sentieri non sono segnalati. Negli orari di apertura del museo si gode della vista dal forte; fuori orario, dai suoi dintorni, su un terreno spoglio.
Ora migliore e sicurezza
La mattina presto la luce arriva da est, sulla destra, e disegna il rilievo dei tetti; nel tardo pomeriggio entra da sinistra. In piena estate la foschia da calore vela la montagna già a fine mattinata: puntate sulle prime due ore dopo l’alba. I dintorni del Borj Sud sono meno frequentati delle tombe merinidi, il che li rende tranquilli ma più isolati. Andateci almeno in due, tenete gli oggetti di valore fuori vista e non trattenetevi al calare della notte.
La collina del cimitero di Bab Ftouh
Il cimitero di Bab Ftouh ricopre i pendii a est di Fes el-Bali, fuori dalla porta omonima: è uno dei cimiteri più vasti e antichi della città. Le sue alture offrono una veduta ravvicinata sul quartiere degli Andalusi. È un luogo sacro, gratuito, dove ci si comporta con discrezione.
Bab Ftouh è una delle grandi porte della medina; l’aspetto attuale risale in gran parte alla ricostruzione ordinata nel 1212 dal califfo almohade Muhammad al-Nasir. Oltre la porta, migliaia di tombe imbiancate a calce ricoprono la collina. Vi si distinguono due insiemi: el-Kbab, «le cupole», a ovest, dove si raggruppano i mausolei di santi, e il settore di Sidi Harazem a est. Il monumento più visibile è il mausoleo di Sidi Ali ibn Harazem, mistico sufi morto nel 1164-1165, riconoscibile dal tetto piramidale verde. Questi piccoli mausolei a cupola si chiamano koubba.
La veduta non è la più spettacolare dell’elenco, ma è la più particolare: in primo piano il mare di tombe bianche, a metà le mura, dietro i tetti della sponda degli Andalusi che risalgono verso il centro. Alzando lo sguardo si scorge, dall’altra parte della valle, la collina dei Merinidi. La parte alta della collina si congiunge con il settore del Borj Sud, così i due si possono abbinare in un’unica uscita.
Regole di comportamento: si cammina sui vialetti, mai sulle tombe; non si fotografano né i funerali né le famiglie in raccoglimento; si tiene un abbigliamento coprente. Il venerdì e nei giorni di festa le famiglie arrivano numerose: è il momento di restare discreti, o anche di rimandare la visita. Diverse testimonianze pubblicate invitano alla prudenza in alcuni settori isolati, soprattutto a fine giornata. Se non vi sentite a vostro agio, accontentatevi della vista dalla strada che costeggia il cimitero.

Terrazze delle concerie Chouara: una veduta a picco nel cuore della medina
Le terrazze che dominano le concerie Chouara, vicino a piazza Seffarine, offrono la veduta più colorata di Fes: decine di vasche di pietra piene di tinture, dove lavorano i conciatori. Vi si accede dalle botteghe di pelle che circondano il sito; l’ingresso è presentato come gratuito, ma una mancia è attesa.
Non è un panorama sulla città ma una veduta a picco su un luogo di lavoro, ed è questo a renderla unica. Chouara è la più grande delle tre concerie di Fes. Le sue vasche sono state restaurate tra il 2014 e il 2016, nell’ambito dei lavori di riqualificazione della medina, senza modificare i metodi di lavoro. Per la tecnica di concia, i colori e l’acquisto della pelle, leggete la nostra guida delle concerie Chouara.
Il mattino è il momento migliore: gli operai sono al lavoro nelle vasche, le pelli asciugano sui tetti e la luce entra più facilmente in fondo al cortile. Le botteghe offrono spesso un rametto di menta da annusare contro l’odore. Nei vicoli vicini qualcuno si propone di «mostrarvi la terrazza»: inutile seguirlo, le insegne delle botteghe bastano. Una volta in alto, nessuno vi obbliga a comprare; una mancia modesta a chi vi ha accompagnato è l’uso più diffuso. Chiedete il prezzo prima di salire se vi propongono una visita guidata.
Terrazza del museo Nejjarine: i tetti di Fes a portata di mano
La terrazza del museo Nejjarine delle arti e dei mestieri del legno, in piazza Nejjarine nel cuore di Fes el-Bali, domina i tetti della medina e ospita una piccola sala da tè. Si raggiunge con il biglietto del museo, 20 dirham secondo le fonti pubblicate. È il punto panoramico più comodo della città vecchia: ombreggiato, seduti, con vista sui minareti vicini.
Il museo occupa un fondouk, cioè un antico magazzino-locanda per mercanti e bestie da soma organizzato attorno a un cortile. Questo fu commissionato nel 1711 dall’amin (sovrintendente) ‘Adiyil, sotto il sultano alauita Moulay Ismail. Restaurato tra il 1990 e il 1996, ha riaperto il 23 maggio 1998 come museo privato dedicato al legno. Lì accanto, la fontana di piazza Nejjarine, decorata di zellige, risale al XIX secolo e al regno del sultano Moulay Abderrahmane. Lo zellige è un mosaico di piccole formelle di ceramica tagliate a mano.
Dalla terrazza la veduta è ravvicinata e orizzontale: si vedono i tetti incastrati l’uno nell’altro, le antenne, il bucato steso, i minareti del quartiere e, con il cielo limpido, le colline in lontananza. Salite a fine visita, verso metà giornata, quando le colline esterne sono schiacciate dal sole: è qui che si riprende fiato tra un vicolo e l’altro. Gli orari pubblicati vanno dalle 10 alle 17 o alle 18 a seconda delle fonti: da verificare sul posto, in particolare durante il ramadan.
Rooftop di riad e caffè: i punti panoramici della sera
I rooftop di riad, caffè e hotel di Fes sono gli unici punti panoramici dove si può restare in tutta sicurezza anche dopo il tramonto. Un riad è una casa tradizionale organizzata attorno a un patio piantumato, spesso trasformata in casa d’ospiti. L’accesso passa da una consumazione, un pasto o un soggiorno.
Tre indirizzi tornano in tutte le raccomandazioni, per motivi diversi:
- Café Clock, 7 derb el-Magana, in un vicolo che si apre sulla Talaa Kebira, a pochi minuti da Bab Boujloud e dalla madrasa Bou Inania. Aperto nel 2007, occupa una casa antica su più livelli; la terrazza guarda i minareti vicini e, in lontananza, il djebel Zalagh. Atmosfera informale, concerti in alcune serate.
- L’Amandier, al Palais Faraj, 16-18 derb Bensouda, vicino a Bab Ziat, sul bordo meridionale della medina. Ristorante gastronomico la cui terrazza domina tutta la città vecchia: è l’equivalente dentro le mura del Borj Sud, con vista notturna sulla medina illuminata.
- La terrazza dell’hotel Les Mérinides, sulla collina nord, a pochi minuti a piedi dalle tombe. Per chi vuole la vista delle tombe merinidi con una poltrona, un bicchiere e una strada per ripartire in taxi.
Non dimenticate il tetto del vostro riad: nella medina quasi ogni casa ha una terrazza e molte offrono una vista notevole. Chiedete di salirci all’alba, quando la città si sveglia. Regola di buona educazione: i tetti sono privati e spesso occupati dalle famiglie, non si passa mai da una terrazza all’altra e si evita di fotografare i vicini.
Tabella comparativa dei punti panoramici di Fes
Ogni punto panoramico di Fes risponde a un’esigenza: le colline danno il panorama completo ma chiedono attenzione, le terrazze della medina sono più sicure ma mostrano meno. Questa tabella confronta le sette opzioni per veduta, ora ideale, accesso, costo e livello di prudenza necessario.
| Punto panoramico | Che cosa si vede | Ora migliore | Accesso | Costo | Sicurezza |
|---|---|---|---|---|---|
| Tombe merinidi | Tutta Fes el-Bali verso sud, rovine in primo piano | Tardo pomeriggio, tramonto | Petit taxi o salita da Bab Guissa | Gratis | Di giorno e in gruppo; nessuna illuminazione |
| Borj Nord | Medina verso sud, più vicina | Tardo pomeriggio | Strada della collina nord, a piedi dalle tombe | Vista gratis; museo da verificare | Più frequentato, sul bordo strada |
| Borj Sud | Medina intera e djebel Zalagh, veduta quasi circolare | Mattina, poi tardo pomeriggio | Petit taxi; salita non segnalata da Bab Ftouh | Vista gratis; museo riaperto nel 2026, prezzo da verificare | Isolato: almeno in due, mai di notte |
| Cimitero di Bab Ftouh | Tombe bianche, mura, quartiere degli Andalusi | Mattina | A piedi da Bab Ftouh | Gratis | Luogo sacro; settori isolati da evitare |
| Terrazze delle concerie Chouara | Vasche di tintura e conciatori al lavoro | Mattinata | Dalle botteghe di pelle, vicino a piazza Seffarine | Mancia consuetudinaria | Sicuro; procacciatori insistenti |
| Museo Nejjarine | Tetti e minareti della medina, da vicino | Metà giornata | Piazza Nejjarine, in medina | 20 dirham (da verificare) | Molto sicuro |
| Rooftop (Café Clock, Palais Faraj, Les Mérinides) | A seconda dell’indirizzo: minareti vicini o medina intera | Tramonto e serata | Bab Boujloud, Bab Ziat, collina nord | Consumazione o pasto | Molto sicuro, anche la sera |
Quale punto panoramico scegliere in base al vostro soggiorno
Se avete tempo per un solo punto panoramico di Fes, salite alle tombe merinidi nel tardo pomeriggio e poi scendete a bere qualcosa sulla terrazza di un hotel della collina nord. Con una giornata intera, mettete insieme il Borj Sud al mattino presto, le concerie in mattinata, il museo Nejjarine a mezzogiorno e un rooftop la sera.
Una giornata di panorami in cinque tappe
- All’alba: terrazza del vostro riad, per il primo richiamo alla preghiera e la città che si sveglia.
- Prima mattina: petit taxi fino al Borj Sud, luce radente e montagna ancora nitida.
- Metà mattina: rientro in medina e concerie Chouara, quando le vasche sono in attività.
- Mezzogiorno: museo Nejjarine e tè sulla sua terrazza, all’ombra.
- Tardo pomeriggio: tombe merinidi e Borj Nord, poi cena su un rooftop.
In base al vostro profilo
- Fotografi: Borj Sud all’alba, tombe merinidi nell’ora dorata. Un teleobiettivo medio permette di isolare le tegole verdi della Qaraouiyine in mezzo ai tetti.
- Famiglie con bambini: museo Nejjarine e terrazza d’hotel, senza sentieri sterrati né vicoli isolati.
- Mobilità ridotta: terrazza di un hotel della collina nord, raggiungibile in auto; chiedete alla struttura se c’è l’ascensore.
- Budget ridotto: le due colline e il cimitero, gratuiti, più il tetto della vostra casa d’ospiti.
- Viaggiatrici sole: meglio le terrazze della medina e le tombe merinidi negli orari di maggiore affluenza; per il Borj Sud arrivate in taxi e, se possibile, tenetelo.
Se siete ancora indecisi sulla città del vostro viaggio, il nostro confronto Marrakech o Fes aiuta a scegliere. Su questo punto Fes ha un vantaggio netto: la sua medina si legge per intero dalle colline, cosa che il rilievo piatto di Marrakech non permette.
Qual è l’ora migliore per fotografare Fes
L’ora migliore per fotografare Fes dipende dal lato della valle in cui ci si trova. Da nord (tombe merinidi, Borj Nord) si guarda a sud: puntate sul tardo pomeriggio, mai a mezzogiorno. Da sud (Borj Sud) si guarda a nord: il mattino è l’ideale e la luce resta utilizzabile quasi tutto il giorno.
La stagione conta quanto l’ora. D’estate il caldo crea una foschia che sfuma il djebel Zalagh già a fine mattinata e rende le colline faticose, senza ombra. In primavera e in autunno l’aria è più limpida e le colline di ulivi più verdi. D’inverno la luce è più morbida, i tramonti più precoci e i cieli carichi dopo la pioggia regalano spesso le immagini più nitide. Controllate l’orario del tramonto del giorno e arrivate sulle colline con almeno quaranta minuti di anticipo: la luce dorata non dura.
Durante il ramadan la rottura del digiuno svuota le strade al tramonto: le colline si spopolano, e questo rende ancora più necessario andarci accompagnati. Le terrazze, invece, offrono uno spettacolo particolare, con il silenzio della città e poi il ritorno dei rumori dopo il richiamo del maghreb, la preghiera del tramonto.
Errori da evitare sui punti panoramici di Fes
Gli errori più comuni sui punti panoramici di Fes sono salire sulle colline nel momento sbagliato, restarci dopo il buio e seguire i procacciatori verso le terrazze. Si evitano tutti con un minimo di preparazione, e nessuno richiede di pagare una guida.
- Salire alle tombe merinidi a mezzogiorno: sole di fronte, foto velata, nessuna ombra. Tornate dopo le 16 d’estate, prima d’inverno.
- Restare sulla collina dopo il calare della notte: nessuna illuminazione, sentieri irregolari. Organizzate il ritorno prima di tirare fuori la macchina fotografica.
- Seguire una «guida» improvvisata verso le concerie: le terrazze sono indicate dalle botteghe stesse. Se qualcuno vi accompagna, il prezzo si fissa prima.
- Fidarsi di una vecchia guida per il Borj Sud: chiuso a lungo, il forte ha riaperto nel marzo 2026 come museo delle fortificazioni. Verificate gli orari sul posto prima di salire.
- Attraversare il cimitero di Bab Ftouh come un parco: è un luogo di preghiera. Vialetti, abbigliamento coprente, niente foto di persone.
- Arrampicarsi sulle terrazze vicine dal proprio riad: i tetti sono spazi privati, spesso occupati dalle donne di casa.
- Dimenticare acqua e cappello: in cima alle colline non ci sono botteghe né fontane.
Nei dintorni dei punti panoramici
Ogni punto panoramico di Fes si prolunga in una visita a piedi: la madrasa Bou Inania vicino a Bab Boujloud e al Café Clock, piazza Seffarine accanto alle concerie, la fontana Nejjarine davanti al museo e il museo Al Batha, riaperto nel febbraio 2025, tra Bab Boujloud e Fes el-Jdid.
Sotto le terrazze Chouara, piazza Seffarine risuona del rumore dei calderai che battono il rame. La madrasa, collegio religioso dove alloggiavano gli studenti, è la forma architettonica che ha reso celebre Fes: la Bou Inania, sulla Talaa Kebira, si visita a due passi dal Café Clock. Secondo la Fondazione nazionale dei musei, il palazzo Al Batha ha riaperto le porte nel febbraio 2025 dopo un restauro avviato nel 2019, con il nome di museo Al Batha delle arti dell’Islam. Per organizzare il resto del viaggio, la nostra guida su cosa fare a Fes raccoglie tutti i luoghi della serie.
Se arrivate in aereo, le vedute su Fes cominciano già in avvicinamento: l’aeroporto si trova nella piana del Saïss, a sud della città. La nostra guida dell’aeroporto di Fes-Saïss illustra le opzioni per raggiungere la medina.
Domande frequenti sui punti panoramici di Fes
Qual è il punto panoramico più bello su Fes?
Il più celebre è quello delle tombe merinidi, a nord della medina, soprattutto al tramonto. Il più completo è quello del Borj Sud, che mostra l’intera città vecchia con il djebel Zalagh sullo sfondo e resta fotografabile quasi tutto il giorno. Se potete sceglierne uno solo, prendete le tombe per l’atmosfera serale, il Borj Sud per la fotografia.
L’accesso alle tombe merinidi è a pagamento?
No, la collina delle tombe merinidi è gratuita e ad accesso libero, senza biglietteria né orari. Le uniche spese possibili sono la corsa in petit taxi e una consumazione se finite sulla terrazza di un hotel vicino. Poiché l’ADER-Fès ha annunciato lavori di restauro nel 2024, alcune parti del sito possono essere recintate a seconda dell’avanzamento del cantiere: verificate sul posto.
È pericoloso salire alle tombe merinidi al tramonto?
No, non di giorno e in gruppo, ma dopo il buio serve prudenza. Il sito non è illuminato, i sentieri sono irregolari e i viaggiatori segnalano qualche richiesta insistente. Andateci in più persone, tenete gli oggetti di valore fuori vista, memorizzate il percorso di ritorno e organizzate un taxi. L’hotel vicino offre un’alternativa sicura per prolungare il tramonto.
Si possono vedere le concerie Chouara senza comprare nulla?
Sì, le terrazze delle botteghe attorno alla conceria sono presentate come gratuite e nessun acquisto è obbligatorio. In pratica i venditori vi faranno visitare il negozio dopo la terrazza, e una piccola mancia a chi vi ha accompagnato è l’uso. Rifiutate con cortesia ma con fermezza i procacciatori del vicolo: le insegne delle botteghe bastano per trovare l’ingresso.
Quanto costa la terrazza del museo Nejjarine?
La terrazza è compresa nel biglietto del museo Nejjarine, cioè 20 dirham secondo le fonti pubblicate, da verificare sul posto. Il tè e le bevande del salotto sulla terrazza si pagano a parte. Il museo è generalmente aperto dalle 10 alle 17, a volte fino alle 18 a seconda delle fonti; gli orari cambiano durante il ramadan e nei giorni festivi.
Si può entrare nel Borj Sud?
Sì, dal 27 marzo 2026: dopo il restauro il forte saadiano del Borj Sud ha riaperto come museo dedicato alle fortificazioni del Marocco, con sale espositive e vista sulla medina. Orari e prezzo non erano pubblicati ufficialmente alla data di questo articolo: verificate sul posto. Fuori dagli orari di apertura la vista resta liberamente accessibile dai dintorni, sulla collina.
Quale punto panoramico di Fes scegliere per la sera?
La sera puntate su un rooftop: la terrazza dell’hotel Les Mérinides sulla collina nord, il ristorante L’Amandier del Palais Faraj vicino a Bab Ziat, o il Café Clock vicino a Bab Boujloud. Sono gli unici punti panoramici dove si può restare dopo il calare della notte in tutta tranquillità, con la medina illuminata sotto di voi.
In sintesi
I punti panoramici più belli di Fes si dividono tra due colline e una manciata di terrazze. A nord, le tombe merinidi e il Borj Nord regalano il panorama del tramonto, con le rovine del XIV secolo in primo piano. A sud, il Borj Sud offre la veduta più completa e più facile da fotografare, e il cimitero di Bab Ftouh un’immagine più intima della sponda degli Andalusi. In medina, le concerie Chouara danno la vista più colorata, il museo Nejjarine la più comoda e i rooftop l’unica possibile di sera. Le colline sono gratuite ma isolate: ci si va di giorno, in compagnia, con dell’acqua. Se dovete ricordare una cosa sola, è l’orientamento: tardo pomeriggio a nord, mattina a sud.
Fonti ufficiali
- UNESCO: Medina di Fes, Lista del patrimonio mondiale
- Fondazione nazionale dei musei: musei di Fes, tra cui il museo Al Batha
- Ufficio nazionale marocchino del turismo (Visit Morocco)
- Ufficio nazionale degli aeroporti (ONDA)
- La Vie éco: restauro delle tombe merinidi a cura dell’ADER-Fès (agosto 2024)
- L’Economiste: riapertura del Borj Sud come museo delle fortificazioni (2026)
Questo articolo ha finalità informative. Prezzi, orari e condizioni di accesso dei siti citati possono cambiare; verificateli sul posto prima della visita. Ultimo aggiornamento: settembre 2026.
Crediti fotografici
Illustrazioni: immagine in evidenza «File:Panorama Fes el Bali Borj Sud Fez morocco – panoramio.jpg» — Hiroki Ogawa (CC BY 3.0); «File:Panorama of Fes (5364676502).jpg» — Michal Osmenda (CC BY-SA 2.0); «File:Tanneries Chouara 1.jpg» — Alacoolwiki (CC BY-SA 4.0), via Wikimedia Commons.



